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ARIA

Dopo il mio scontro/incontro con Blake non ho fatto altro che pensare a lui per tutto il resto della festa. Sono tornata a casa e ancora ci pensavo. Mi sono addormentata e l'ho ritrovato nei miei sogni più sfrenati. Il modo in cui mi ha sollevata in aria per essere alla stessa altezza, la sua virilità, il modo in cui mi ha palpato il sedere per farmi un complimento, il desiderio che ho visto nei suoi occhi, lo stesso che sono sicura avevo anche io nei miei, tutto questo mi rende difficile respirare persino adesso.

Ho addirittura preferito evitare la solita caffetteria che frequento dell'università proprio per evitare di vederlo. Di nuovo. Sì, perché durante i miei allenamento con le cheerleader c'era anche lui con tuta la squadra. Ma lui si distingueva per ogni sua mossa. Il numero 20, suo fratello il 21. Così simili e così diversi. Al momento della piramide umana, quando dovevo essere sollevata in aria, mi sono costretta a smettere di bearmi della sua vista oppure sarei caduta. Poco, ma sicuro.

Sono venuta al Bell's perché, nonostante sia il locale più frequentato dalla squadra e dagli sportivi in generale, lui non lo frequenta quasi mai. Preferisce la mia caffetteria. Sono venuta qui aggrappandomi alle poche possibilità di poterlo incontrare, eppure...

Eccoli lì. Blake Price signore e signori in tutta la sua fottuta e affascinante arroganza. È seduto al tavolo con alcuni giocatori, stanno discutendo di qualcosa e lui sembra divertito. La caviglia poggiata sul ginocchio opposto, il braccio attorno lo schienale della sua sedia, l'aria da spavaldo e intrigante. La tensione sessuale tra noi è alle stelle, ormai è innegabile. Per entrambi. Vorrei davvero sentirlo su di me.

Sono ancora sulla soglia del locale, davanti la porta, quando lui si accorge di me. fa quel suo ghigno malefico, ma allo stesso tempo adorabile e irresistibile. Mi fa addirittura l'occhiolino mentre mi osserva accigliato, probabilmente cercando di capire perché sono ancora ferma sulla soglia della porta. E sono ancora qui quando una ragazza gli si avvicina fino a sederglisi in braccio. Ma lui continua a guardare me, solo che ora la sua espressione è infastidita, forse dalla ragazza, che senza alcun preavviso lo bacia con foga. Vedo da qui la sua lingua muoversi e spingersi nella bocca di Blake solo che lui non risponde subito. Non si muove neanche. Continua a guardare me. Incrocio le braccia al petto portando il peso sulla gamba sinistra e lo guardo con espressione di sfida. Perché non la bacia? Come se mi avesse letto nel pensiero chiude gli occhi interrompendo il nostro contatto visivo e si concentra sulla bella ragazza seduta su di lui mentre io mi decido ad andare verso il bancone. Ormai sono qui e sarebbe troppo patetico se me ne andassi. E poi non ho neanche motivi per farlo.

Ordino una sprite, non amo molto l'alcol uccidetemi pure se volete, quando un ragazzo con addosso la felpa della squadra mi si avvicina seduttore. Si appoggia con la schiena contro il ripiano e si volta appena nella mia direzione per sorridermi. Scommetto che quel sorriso fa capitolare molte ragazze, ma non me.

-Ti serve qualcosa?- dico seducente, solo per divertirmi un po'.

-Be' se la metti in questo modo... Perché non andiamo via da qui così ti mostro ciò di cui ho bisogno- allusioni neanche poi così sottili e ammicca anche. È questo il motivo per cui non frequento molto i giocatori, né tantomeno i Draits, perché pensano che gli sia tutto dovuto. Brian e i suoi amici li ho conosciuti già l'anno scorso e hanno sempre comandato nel campus ottenendo tutto ciò che volevano. Include le ragazze. Essere un Draits qui è una garanzia e non mi sembra giusto per tutti gli altri e lo dico in quanto cheerleader conscia di avere dei privilegi, seppur minori, anch'io.

-Non credo saresti in grado di domarmi piccolo- accavallo le gambe e mi giro verso di lui. sto per andarmene quando qualcuno mi mette una mano sul fianco. Non ho neanche bisogno di voltarmi per riconoscere quel tocco.

-Sparisci Tony. Lei sta con me- dice con un sorriso in viso, ma dalla sua voce si capisce che è serissimo. Il ragazzo si allontana con le mani in aria prima di puntare la sua prossima vittima. Mi allontano dalla presa di Blake e mi volto ancora di più appoggiando i gomiti al ripiano del bancone alle mie spalle mettendo in risalto tutte le mie curve. Blake sembra approvare perché il suo sguardo corro lungo tutto il mio corpo famelico.

-Ti sei già stancato della tua nuova conquista?- lo stuzzico perché è questo ciò che facciamo. Giochiamo.

-Gelosa?- mi chiede con un pizzico di divertimento e prima che io possa fare o dire qualsiasi cosa fa un gesto del tutto improvviso. Si posiziona tra le mie gambe con irruenza e prepotenza e ride per la mia reazione: occhi strabuzzati e bocca spalancata.

-Mi ha fatto un lavoretto niente male prima che arrivassi e voleva andare oltre, ma mi sono distratto- prende ad accarezzarmi una ciocca di capelli come se fosse la cosa più normale del mondo, facendomi capire che sono io ad averlo distratto. Dopo un attimo di smarrimento, quando mi ripeto mille volte che sta solo giocando con me, lo allontano in male modo e scendo dalla seduta.

-Be' Stallone fossi in te ci ripenserei. Ne hai bisogno a quanto pare- gli indico il cavallo dei jeans dove si vede chiaramente una protuberanza che prima di avvicinarsi a me non c'era. Lui non abbassa neanche lo sguardo per controllare, sa che è vero e ne va fiero. Incrocia le braccia al petto e mi fissa ancora più spavaldo.

-Ti vorresti offrire per caso?- si, cavolo, sì. Ma non sarò io la prima a cedere.

-E tu invece? Mi stai chiedendo di offrirmi?- lo stuzzico un ultima volta prima di uscire fuori dal locale dove una ventata d'aria fresca mi investe permettendomi di nuovo di respirare. Sto andando a fuoco.

-Ehi Jones...- mi richiama proprio quando sono sul punto di aprire la porta

-Si...?-mi volto verso di lui con sufficienza

-Bella la tua felpa- colpita e affondata... Sì, questa è la felpa che mi ha comprato/regalato lui. volevo metterla ieri alla festa, ma poi ho optato per un top dorato.

-Me l'ha comprata un mio amico, parecchio stronzo, perché non voleva darmi la sua felpa dopo avermi sporcata- ribatto

-Che amico stronzo... Ci vediamo bambolina-sorride mentre me ne vado. Davvero per stavolta.


Mi sveglio di soprassalto e ci impiego qualche minuto a capire che non sono a casa mia. Non sono mai andata via da casa di Jake. Io e Alyssa ci siamo addormentate in una delle camere. Infatti e ancora al mio fianco, stretta al mio braccio come una bambina. Mi sorprende che non abbia voluto dormire con Oliver, ma ieri non ce la facevo a parlarle e ora sono troppo sconvolta dall'aver sognato Blake. 

Con estrema delicatezza mi libero dalla presa di Alyssa e scendo al piano di sotto, in cucina, dove trovo Blake che sta preparando la colazione. È così bello... E il mio subconscio, oltre che al mio basso ventre, sta cercando di dirmi qualcosa se l'ho sognato stanotte. Menomale che non era nulla di eccessivo! Come se avesse avvertito la mia presenza, Blake si volta verso di me prima accigliato e poi mi riserva quel suo sorrisetto adulatore. 

Il Mio Destino Sei TuDove le storie prendono vita. Scoprilo ora