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BLAKE

Ieri sera è successo qualcosa... non so cosa di preciso, ma qualcosa è successo. Al chioschetto abbiamo parlato di cose serie e io non ne parlo mai, ha ragione, perché di solito nessuno mi capisce e poi quando scoprono che sono un giocatore vogliono solo parlare di football, non immaginano neanche che ci sia un cervello pensante sotto tutti i muscoli, l'arroganza e il bel faccino. Almeno lei se n'è resa conto, nonostante mi abbia affibbiato un nomignolo che detesto, Stallone, mi dà l'impressione di essere visto come un cavalo imbizzarrito, ma io la chiamo bambolina quindi siamo pari.

In più ho fatto uno sforzo sovrumano a non saltarle addosso e divorarla quando si è cambiata la maglietta in un vico buio mentre io facevo la guardia. Lei non se n'è accorta, ma ho sbirciato. Proprio quando stava per indossare la felpa che le ho comprato perché non volevo indossasse la mia. È una cosa troppo intima permettere a qualcuno di indossare i tuoi vestiti e sentire il tuo odore. Quando l'avrei rimessa avrei pensato solo a lei e probabilmente avrei sentito il suo profumo su di me, dentro di me.

Ho intravisto il suo reggiseno di pizzo rosa e nero con tanto di merletti, ma era di spalle quindi non ho visto molto e poi non volevo rischiare di essere scoperto. Chissà cos'avrebbe fatto se mi avesse beccato. Di sicuro una scenata non me la toglieva nessuno. Ma ne è valsa la pena per scoprire che ha un neo, seppur piccolo, sulla spalla sinistra.

Poi c'è stato un momento. Sulla panchina... Non so c'è successo, so solo che volevo baciarla in quel momento. Mi ha concesso un posto solo suo e un pezzetto della sua vita. Per me i gesti valgono tanto quanto le parole e ho apprezzato molto ciò che ha fatto ieri sera. Forse è per questo che mentre me ne sto sdraiato sul mio letto ripercorro l'intera serata nella mia testa.

-A cosa pensi?- Alessio mi tira un cuscino in faccia mentre è sdraiato sul suo letto con i libri avanti. Anch'io dovrei studiare, ma non ne ho voglia ora.

-Ad Aria. È diversa, non so spiegarlo- non mi faccio problemi a parlarne con mio fratello. Noi tre e specialmente io e Alessio ci diciamo sempre tutto.

-In modo positivo o in modo negativo?- pretende di sapere con un sorrisetto saccente sul viso

-Ancora non lo so- gli lancio un'occhiata, le braccia incrociate al petto

-E tu? Cos'hai, ultimamente sei strano- gli rilancio il cuscino che lo colpisce dritto in faccia. Si mette seduto rivolto verso di me, gambe incrociate e diventa serio tutt'un tratto mentre abbassa lo sguardo.

-Ale...- dopo alcuni minuti lo richiamo così alza, finalmente, lo sguardo su di me.

-Niente Blake. Non preoccuparti- si alza dal letto e fa per uscire dalla stanza, ma io sono più veloce e mi piazzo avanti la porta. Io sono un tantino più muscoloso di lui e anche un po' più alto, ma questo non lo ha mai intimidito.

-Parlami- ho già troppi problemi a cui pensare e non voglio dovermi preoccupare anche per mio fratello.

-E tu? Cos'è successo ieri sera? Non hai portato nessuna ragazza a casa eppure so che sei uscito-

-E questo che cazzo c'entra? Stiamo parlando di te e poi io ti ho detto a cosa stavo pensando- mi sto innervosendo. Non è da lui parlarmi così. Non che non sia vero ci che ha detto, di solito non mi mancano le ragazze con cui passare la serata, ma lui non me lo aveva mai rinfacciato.

-Solo perché tu non vuoi scopare, chissà perché poi, non significa che anch'io debba astenermi- sbotto sovrastandolo con la mia altezza.

-Non sono cazzi tuoi questi e non lo sono mai stati. E poi sai che non mi fai paura quindi smettila di fare lo stronzo con me e togliti dalle palle che voglio uscire da quest'appartamento. Mi sta mancando l'aria- mi oltrepassa dandomi una spallata, ma non è finita fin quando non lo decido io. Quindi lo seguo nel piccolo salottino.

Il Mio Destino Sei TuDove le storie prendono vita. Scoprilo ora