ARIA
-Non c'è niente che vorresti dirmi?- Blake con la sua solita aria sfrontata e compiaciuta mi sta aiutando a togliere il piccolo stand che ho armato dato che abbiamo finito tutti i volantini e abbiamo ottenuto più di cento firme per la mia petizione. Ormai sono le sette di sera e non ho nessuna voglia di uscire, voglio solo tornare a casa e affondare nel letto.
-Hai fatto un'opera buona. Come ti senti?- illudo la domanda. Non lo ringrazierò, ma ho apprezzato il suo aiuto.
-Proprio non riesci a non litigare con me vero? Comunque il minimo che tu possa fare è offrirmi una cena- iniziamo a camminare verso l'entrata per poter riconsegnare le staffe di legno che ho preso in prestito dal corso di falegnameria.
-Al massimo ti concedo uno spuntino. Chissà quanto mangi tu- non perché sia grasso, tutt'altro. Ma so che gli atleti mangiano molto di più e poi ha ragione, mi piace stuzzicarlo.
-Andiamo in caffetteria allora- propone, dopo aver riconsegnato il legno al professore. Così ci incamminiamo dalla parte opposta, quasi fuori al campus, per andare in caffetteria.
-Allora, cosa ti piace oltre al football e alle donne? Ho scoperto che c'è un cervello lì dentro e farò il possibile per farlo respirare un po'- ridacchio e persino lui alza un angolo della bocca apprezzando la mia battuta, pessima aggiungerei. Mi fermo di colpo, bloccandolo per un braccio quando mi rendo conto di una cosa.
-Tu sei un omonimo di William Blake, il poeta inglese romantico- quest'osservazione mi sconvolge più che altro perché mi ha dato molti problemi il suo studio dato che la professoressa non lo ha spiegato neanche una volta. Ma in compenso all'esame ho preso il massimo, quindi sono soddisfatta. Riprendo a camminare a passo lento osservando con attenzione Blake. Ho scoperto un altro motivo per cui mi è antipatico, fantastico.
-E ti dirò di più, la penso come lui, sul matrimonio almeno. Non ha senso sposarsi e non essere innamorati- mi lancia un'occhiata di sottecchi e so che si sta riferendo al fatto che la mia famiglia voleva farmi sposare con Sam, ma che io ho rifiutato.
-Anche io la penso così, lo sai. Non vedo perché restare sposati a qualcuno che non si ama più e tradirlo invece di divorziare. Non è un peccato. A volte l'amore finisce e bisogna accettarlo-
-Però è anche vero che ci sono varie forme di tradimento e che l'amore, è per lo più illusione-
-L'amore non è un'illusione!- sbotto infastidita mentre lui mi precede aprendomi la porta del locale con la spalla, le mani ancora nelle tasche.
-Però concordo con te riguardo i tradimenti- mi siedo al mio solito tavolo, al centro del locale, e Blake si siede difronte a me mentre la cameriera ci raggiunge per prendere le ordinazioni.
-Aria il solito?- mi chiede affabile. Si chiama Maria, è una studentessa che lavora nel tempo libero per mantenersi. Abbiamo passato molto tempo a chiacchierare dato che questo è il mio ritrovo abituale. Non mi piace molto il Bell's fuori dal campus, è il locale frequentato dai giocatori perlopiù e dai loro fan.
-Prendo quello che prende lei- si aggrega Blake senza neanche sapere cos'ha ordinato. Squadra il sedere di Maria quando si volta per tornare al bancone e poi riporta l'attenzione su di me. Si sporge in avanti, le braccia incrociate sul tavolo e quel sorrisetto strafottente sul viso è ormai una costante.
-In che senso concordi con me sui tradimenti?- mi riede ritornando al discorso di prima
-Così come tutte le altre cose, anche dei tradimenti bisogna conoscere i fatti. Ad esempio se il mio ragazzo mi tradisse e me lo dicesse già guadagnerebbe qualche punto perché sarebbe stato onesto e per me la sincerità è una cosa essenziale in una relazione- aspetto un attimo mentre Maria posa difronte a noi due fette di torta al limone e poi contino. Blake mi ascolta in silenzio.
-Con chi mi ha tradito? La conosco? È una mia amica? È stato lui a baciarla o lei? Lui ha ricambiato? La mia amica anche? In che condizioni si sono baciati? Hanno fatto altro? E poi bisogna sempre sentire entrambe le versioni dei fatti. Poi sta a te decidere a chi credere- Blake assottiglia lo sguardo, nessuno dei due ha ancora toccato la torta, e mi scruta con attenzione.
-Concordo con te, stranamente. Dopo aver sentito le tue opinioni sull'amore, credevo che questa sottospecie di amicizia potesse finire, invece la penso come te- e finalmente prende un boccone della torta senza mai smettere di guardarmi mentre io sostengo il suo sguardo.
-Quando due persone hanno pensieri e opinioni contrastanti la conversazione è più stimolante. Immagina che noi se fossimo sempre d'accordo io e te? Per questo ti piace la mia compagnia, perché ti stimolo. Non è quello che cerchiamo tutti? Qualcuno che ci sproni- con aria decisa finisco la mia torta in pochi morsi aspettando paziente la risposta del ragazzo seduta difronte a me.
-Anche tu apprezzi la mia compagnia però- si sporge ancora di più verso di me e abbassa la voce in tono suadente come se mi stesse confessando un segreto e il suo più grande desiderio.
-Mai detto il contrario Stallone- ammicco a mi sporgo anch'io, di poco, sul tavolo fino a far sfiorare i nostri nasi.
-Sai, ci sono varie forme d'amore. Non tutte sono un'illusione, ma la maggior parte sì. Quando ci convinciamo di amare qualcuno, ma il nostro non è davvero amore. Quello più puro e sincero per me è quello verso la mia famiglia. Specialmente i miei fratelli. Darei la vita per loro. Per questo mi sono incazzato quando ho scoperto di Aisha. Non ho saputo proteggerla- abbassa lo sguardo e gli vedo la mascella guizzare per il nervosismo. D'istinto appoggio la mia mano sulla sua e lui rialza lo sguardo su di me.
-Non avresti potuto fare niente Blake e sono sicura che Aisha si riprenderà. È forte e ha l'amore delle persone che ci tengono a lei a darle forza-
-Sono convinto che, semmai un giorno dovessi trovare la persona giusta, dovrò provare questo. L'istinto irrefrenabile di proteggerla a qualunque costo. Sempre e comunque- il suo sguardo verde smeraldo mi confonde. È così intenso che mi ci catapulto dentro.
-Mi piacciono i tuoi occhi. dicono quello che tu non dici. Parlano per te- sussurro appena perché siamo ancora ad un centimetro l'uno dall'altra. Qualcuno si schiarisce la gola e ci allontaniamo di scatto, permettendo a Maria di darci il conto. Prendo il portafogli per pagare, ma di nuovo Blake mi anticipa.
-Non dovevo offrire io? Sto iniziando a sentirmi a disagio con tutti i soldi che stai spendendo per me- mi alzo e insieme usciamo dal locale. Di nuovo, mi apre la porta e aspetta che sia io la prima ad uscire.
-Si chiama cavalleria. Posso essere uno stronzo e un bastardo, ma ho dei principi- mi raggiunge e ci avviamo verso casa. Restiamo in silenzio per un po', ma non è uno di quelli imbarazzanti, è piacevole restare in silenzio con lui. Come faccio di solito, alzo la testa in alto per guardare le stelle. Se ne vedono poche, ma mi tolgono comunque il fiato.
-Vorrei andare nello spazio sai? Vedere fino a che punto l'uomo si spingerà. Se colonizzerà un altro pianeta e distruggerà anche quello. E se finalmente accetterà l'esistenza di altre forme di vita-
-Gli alieni?- chiede guardandomi. Sbuffo e abbasso lo sguardo sul suo viso.
-Sì, ma non gli omini verdi che pensano tutti. Perché dovrebbero essere così? Non possono avere le nostre sembianze? Di sicuro sono più evoluti e intelligenti di noi e magari sono loro a chiamare noi "alieni". Ma di sicuro ci sono. Cioè nello spazio infinito, una realtà che il cervello umano non è fatto per concepire nella sua totalità. Per noi tutto è finito perché va oltre la nostra conoscenza e la nostra esperienza l'infinito, così come l'amore. È vero che esiste l'amore puro e quello finto, ma l'amore nella sua totalità è un concetto incomprensibile nella sua totalità. E comunque credi che in un universo infinito, fatto da infinite realtà parallele, non ci siano altri esseri viventi?- ormai siamo arrivati al nostro palazzo.
-Credo che ci sia vita lì fuori e che volendo potrebbero distruggerci, ma si stanno godendo la scena dato che lo stiamo facendo già da soli- ci fermiamo difronte i nostri appartamenti e insieme inseriamo le chiavi nelle rispettive toppe.
-Come sempre è stato un piacere parlare con te- Blake si volta verso di me, con la porta aperta alle sue spalle
-Anche per me Price. Ci si vede in giro- lo saluto prima di entrare dentro l'appartamento dove ci sono anche Alyssa e Aisha che subito mi lanciano delle occhiate molto eloquenti.
-Abbiamo solo parlato. Non cominciate- le ammonisco, però rido nel frattempo.
STAI LEGGENDO
Il Mio Destino Sei Tu
RomanceAisha Price ha sempre avuto una predisposizione per il drammatico e il catastrofico e un gran talento nel pensare sempre al peggio e quando questo si avvera decide di partire per l'America. Con un tumore al cervello e il primo anno di università che...
