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ALESSIO

Dopo aver giocato per più di un'ora, Vorresti un unicorno? Vorresti un superpotere? Quale? Vorresti u hamburger con le patatine?, ovviamente sono le domande che ha fatto la piccola, alla fine è crollata con la testa sulle mie gambe sdraiata su Jack che ha preso ad accarezzarle il fianco mentre io le sto accarezzando la testa.

-È davvero adorabile- dico a bassa voce per non rischiare di svegliarla. Lui accenna appena un sorriso e poi torna di nuovo serio.

-Io e la madre siamo stati insieme solo una volta...- tiene lo sguardo fisso sulla bambina mentre continua ad accarezzarla delicatamente.

-Il preservativo si ruppe e una settimana dopo lei era incinta. Il fatto che non mi sia piaciuto poi così tanto stare con lei doveva essere un campanello d'allarme no? Invece ho preferito ignorarlo, ma mi sono comunque preso le mie responsabilità. La cosa buffa è che mi disse che non era colpa mia. Ero fatto così e a lei andava bene. Sapeva che sarei stato un buon padre, al contrario di quello che credevo io...- si ferma per prendere fiato e mi guardo di sottecchi, le labbra serrate e la mascella contratta.

-L'aveva capito- dico per mettere in chiaro ancora di più le cose. Ma come fanno le ragazze a capirlo quando neanche noi lo sappiamo?

-Già... dopo quell'episodio mi sono chiesto che cosa volesse intendere e, quando sono stato attratto da un ragazzo, mi sono venuti mille dubbi sulla mia sessualità- questa volta si volta completamente verso di me portando una gamba sotto il sedere.

-Io non so se sono gay. Non lo capisco. So solo che, un mese prima che lei nascesse, sono andato fuori città. Da solo. Senza i ragazzi o nessun'altro. Avevo bisogno di assimilare la cosa perciò Brian e Oliver non hanno insistito nell'accompagnarmi, ma mi controllavano di continuo... Cazzo, senza di loro probabilmente non ci sarei mai riuscito- e sorride a quel ricordo. Mi avvicino di poco a lui e gli accarezzo la guancia. Vorrei catturargli quel sorriso con le labbra, ma non mi sembra il caso considerando che c'è sua figlia in braccio a noi. Con la mano libera mi accarezza a sua volta e continua a sorridere, ma lo vedo che è agitato.

-Una sera sono andato in un locale e ho incontrato un ragazzo. Sono stato con lui e ricordo di aver pensato: Decisamente è così che ci si dovrebbe sentire nel momento di massimo piacere... Si aspetterebbe che fossi una macchina del sesso come gli altri della squadra, ma ti sorprenderà sapere che in città ci sono pochi ragazzi gay dichiarati e non voglio rischiare con altri che conosco da tutta la vita-

-Almeno tu sei stato con un ragazzo e hai provato il piacere di un orgasmo ben fatto mentre io no- mi pento subito di averlo detto perché vedo il lampo di eccitazione attraversargli gli occhi e sono sicuro che è lo stesso che ho io.

-Porto lei a letto e torno- si alza e prende in braccio la piccola senza il minimo sforzo dandomi la possibilità di alzarmi a mia volta.

-Tranquillo non devi. Io posso anche andare- perché, in fondo, è tornata per stare un po' di più col suo papà e non mi va di mettermi in mezzo.

-Vado e torno. Tu aspettami qui- mi fa un occhiolino accompagnato dal suo sorrisetto super sexy e attraente, quindi scompare nel corridoio mentre io mi lascio ricadere all'indietro sul divano del salotto. Una figlia... Cazzo. Non che sia un problema per me, ma un po' lo è. Insomma, cazzo. Non so neanche cosa dire. Jake torna dopo poco trovandomi con le mani nei capelli e gli occhi chiusi cercando di razionalizzare tutta la questione. Vedo il suo sorriso vacillare e la preoccupazione venire fuori. Si siede accanto a me e mi accarezza la schiena lentamente fino a quando non alzo lo sguardo su di lui.

-Tu mi piaci Alessio. Ma tutto ciò che faccio. Tutte le mie decisioni... Sono in relazione a lei, a Shelly. Devo pensare prima a lei e poi a me stesso...- questo mi sa tato di discorsetto del tipo "non sei tu, sono io" e cazzate varie. Mi sta davvero scaricando? Non stiamo neanche insieme.

Il Mio Destino Sei TuDove le storie prendono vita. Scoprilo ora