BRIAN
Io e Aisha abbiamo mangiato in camera sua e poi abbiamo guardato un film accoccolati sul letto. Lei ha preso sonno subito dopo la fine e io sono rimasto a guardala. Devo chiarire con lei. io voglio lei e la voglio come si deve. Per bene. Tutto il pacchetto completo. Sbalzi di umore, pazzie, dolcezza, baci, carezze... Tutto.
Sono tornato in camera mia solo quando ho sentito i ragazzi in corridoio che stavano per rientrare. Non avrebbero detto niente, neanche i suoi fratelli, ma non mi piace che pensino che sto giocando con lei, perché non è così. Quindi mi infilo nel mio letto fingendo di essere rimasto sveglio ad aspettarli.
I ragazzi nemmeno ci provano a fare piano entrando nella stanza, anzi accendono la luce per vedere dove stanno andando e infine si buttano a letto anche loro. Mi raccontano della loro serata, hanno ballato e bevuto solo qualche drink, ma niente di speciale. Verso le tre siamo ancora svegli quando Oliver si alza e ci augura buonanotte sgattaiolando nella stanza affianco usando la porta comunicante.
Io e i ragazzi ci mettiamo seduti e guardiamo la porta, aspettandoci che Oliver torni con la coda tra le gambe invece ad aprire la porta è Aria che richiama sull'attenti Blake. Il ragazzo senza farselo ripetere due volte cade giù dal letto e corre da lei gattonando per poi rimettersi in piedi. Prima di passare oltre la porta si volta verso di noi e fa un segno di vittoria. In camera restiamo solo io, Jake e Alessio. Decido di alzarmi anch'io.
-Così ne rimasero tre- scherza Jake, ma quando mi vede in piedi capisce subito le mie intenzioni
-O meglio, ne rimasero due- si corregge. Faccio l'occhiolino a entrambi e poi mi addentro nella tana del lupo. I ragazzi sono accoccolati nei letti delle loro rispettive ragazze e non fanno minimamente caso a me. neanche Blake, o almeno così sembra, ma infondo cosa posso mai fare a sua sorella in una stanza piena di persone e di suo fratello? Di certo non tutto quello che gli vorrei fare.
Mi metto nell'esatto punto, nella stessa posizioni, che ho occupato per gran parte della serata. Aisha non si sveglia però si avvicina al mio petto accoccolandosi e affondandoci il viso dentro. Io sono quasi il doppio di lei eppure mi sento così vulnerabile, esposto. Continuo ad accarezzarla e ad osservarla mentre il suo profumo ormai ce l'ho stampato sotto pelle.
Mi sveglio con un fastidio sul viso. Non voglio aprire gli occhi perché non voglio dovermi alzare dal letto e allontanarmi quindi stringo ancora di più Aisha a me solo che il fastidio si trasforma in dolore quando mi rendo conto che mi è appena arrivato uno schiaffo, anche se flebile, sul collo seguito da un morso.
-Finalmente ti sei svegliato. Ti sto tormentando da cinque minuti ormai. Ho dovuto guardare gli altri come si coccolano mentre tu mi russavi nelle orecchie, a bocca aperta e non avevi intenzione di lasciarmi- possibile che sia così adorabile? Intreccio le nostre gambe e poi con un sorriso le stampo un bacio sulle labbra che non posso approfondire quanto vorrei.
-Non ti avevo detto di non venire più in camera mia senza il mio permesso?- mi chiede mentre le sue mani tracciano tutto il mio corpo insolente. Mi sta facendo eccitare. Ancora di più.
-Non credo tu abbia usato queste parole. Mi dispiace- faccio per abbracciarla, ma mi tira prima lei facendomi appoggiare sulle sue gambe. Iniziamo a ridere come matti, non so neanch'io perché. Mi aspetto che mi baci invece continua a guardarmi con quel sorriso che non mi stanco mai di vedere e che ultimamente non concede spesso.
-Amico andiamo a prepararci così possiamo visitare la città dopo- mi richiama Blake già in piedi sulla soglia della porta con Oliver al seguito che si porta Alyssa in braccio continuando a baciarla.
-Venite, da soli!- aggiunge Blake facendo staccare i due piccioncini. Sono davvero contento che Oliver abbia trovato qualcuno come Alyssa. Se lo merita.
Mezz'ora dopo abbiamo fatto colazione e stiamo decidendo cosa visitare per primo. È indifferente per tutti, tranne che per me e Aisha. Ormai stiamo litigando da secoli e non riusciamo a deciderci. Lei vuole visitare prima l'Empire State Building, io prima la città in generale.
-Empire- ripete per l'ennesima volta facendomi chiudere gli occhi e ispirare profondamente. Sono sicuro che prima o poi mi provocherà un esaurimento nervoso. È così cocciuta, diamine.
-Conviene di più fare il tour completo della città poi i luoghi che ci colpiscono di più li andiamo a vedere in seguito così sappiamo già cosa fare nei prossimi giorni-
-Siamo a New York. Credo che avremo qualcosa da fare o da vedere ogni momento della giornata!- è esasperata. Ma non quanto me, cavolo. Sto per dare di matto.
-Perché non mi dai mai ragione?- chiedo al limite della sopportazione
-Non te la do non c'è l'hai- dice senza rendersi conto che mi ha servito la battuta su un piatto d'argento.
-Ma se muori dalla voglia di darmela...- non continuo la frase lanciandole uno sguardo allusivo
-La ragione- continuo dopo che i suoi occhi sono sul punto di uscirle fuori dalle orbite
-No che non te la do- ribatte
-La ragione- riprende a voce più bassa quando si accorge che tutti, compresi i nostri amici seduti sui divani della reception, ci fissano divertiti o straniti a seconda di chi ci conosce o meno.
-Fa come vuoi. Io andrò per conto mio- ribatte incrociando le braccia e mettendo il broncio come una bambina piccola.
-E va bene stellina. Ti porterei anche su Venere pur di vederti felice- cerco di ammaliarla portandole un braccio intorno alle spalle. richiamo il resto della truppa e poi andiamo verso l'uscita.
-Venere?- chiede confusa aumentando il asso per restare da soli. Ho ancora il braccio sulle sue spalle, lei non si scansa e io non lo tolgo.
-Il pianta dell'amore- le sussurro all'orecchio ridendo per la sua reazione. Nonostante tutto è ancora una ragazza molto ingenua e farò di tutto perché resti così il più allungo possibile. -Quando torniamo in hotel vieni nella mia camera. Ti devo parlare. Da solo- ad un tratto è seria e non mi guarda neanche. Ha lo sguardo fisso davanti a sé. Mentre io penso che è arrivato il momento della verità.
STAI LEGGENDO
Il Mio Destino Sei Tu
RomanceAisha Price ha sempre avuto una predisposizione per il drammatico e il catastrofico e un gran talento nel pensare sempre al peggio e quando questo si avvera decide di partire per l'America. Con un tumore al cervello e il primo anno di università che...
