E Se Non Fosse Destino?

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Sono i miei genitori. Non è possibile. Dovevano stare via tutto il week end.
Giulia mi rivolge un occhiata di spiegazioni, ma non è arrabbiata ha solamente paura. Come me dal tronde.
Scuoto la testa per farle capire che non ne sapevo nulla.

-Che piacevole sorpresa.- dice mio padre attaccando la giacca all'attaccapanni.
Lei accenna un sorriso fin troppo falso.
-Salve... Wealsey.- la "saluta" con tono sprezzante.
Non osare.
-Ti dobbiamo parlare Draco, vieni. Ah e forse sarebbe meglio se ti mettessi qualcosa addosso.- mi consiglia indicandomi.
Ero rimasto in pantaloni, non avrei mai pensato che potessero arrivare a casa.
Li seguo agitato nella stanza accanto.

Rimango fuori dalla porta.
Riesco a sentire qualcosa...
Tipo "Weasley" "non ti riconosco" "va bene".
Insieme non hanno alcun senso.
Escono dalla porta e per poco non mi ribalto nei miei stessi passi.
Lucius mi guarda e dice - ora devi andare- non capisco...
Guardo Draco in cerca di un aiuto...
-Devi andartene.- ripete le stesse parole di suo padre.
-Draco... Ma... Non capisco.-
Mi prende per un braccio e mi porta in camera.

Le inizio a mettere la roba in valigia.
-Draco...- smetti di dire il mio nome. Non ce la faccio sennò.
-Io... Che cos'è successo?- chiede mettendomi una mano sulla spalla.
-Nulla. Devi andartene. Lo dico per il tuo bene.-
Lei fa qualche passo indietro, non sapendo come farmi cambiare idea.

Finito di mettere a posto la accompagno alla porta. Volevo che prendesse la polvere volante, ma non se ne sarebbe mai andata di sua volontà.
Mio padre mi ha fatto capire che non sono per lei... Già lo sapevo. Ma questa ne è la conferma. Non posso spezzarle il cuore. Perciò devo allontanarla.
Per il suo bene. Deve starmi lontano.

Apro la porta e lei mi guarda con le lacrime agli occhi. Distolgo subito lo sguardo, abbassandolo verso il suo vestitino celeste.
-Ascoltami... Qualunque cosa ti abbiano detto, noi possiamo farcela, insieme.-dice con la voce incrinata.
Non rispondo e lei mi abbraccia.

Perché quando tutto va bene poi deve andare male? Forse è così... Forse non esiste un lieto fine.

Mi trovo fuori dal Malfoy Manor, decido di percorrere qualche chilometro a piedi fino al primo posto abitato. Mi trascino dietro i piedi, non so nemmeno cosa pensare.
Non so se a Hogwarts si sistemerà tutto, se è una cosa momentanea... Non so nulla.

Arrivo a una cabina telefonica e chiamo la prima persona che mi viene in mente, Tom.
-Ciao Tom, sono Giulia.-
-Giulia? Che succede?- la sua voce preoccupata arriva fino al mio orecchio.
-Mi vieni a prendere?-
-Giulia che succede? Dove sei?! - anche se dall'altro capo del telefono, percepisco l'agitazione nelle sue parole.
-Sono a qualche chilometro... Penso... Dal Malfoy Manor.-
-Arrivo.- dice come se avesse già capito tutto.
Non so perché ho chiamato lui, le mie dita hanno digitato il suo numero prima che potessi realizzare che fosse il suo.

Mi chiudo in camera mia e mi prendo la testa tra le gambe.
Sono un disastro. In figlio, fidanzato e amico.
L'ho lasciata fuori dalla porta. Come ho potuto?!
Mi sento uno schifo.
Non posso andarla a cercare, la metterei doppiamente in pericolo.
Deve stare lontana da me e dalla mia famiglia.

Dopo un po' arriva Tom e mi viene in contro correndo.
Le sua maglia bianca fa trasparire i muscoli dell'addome e per un attimo rimango incantata.
-Tutto bene?! Che è successo?!- la sua voce mi riporta coi piedi per terra.
-Ero al Malfoy Manor. Non era previsto che tornassero i suoi. Loro ci hanno visto insieme...-
-Dici insieme insieme?- chiede passandosi una mano tra i folti capelli mori.
-No... L'hanno capito però. Mi dispiace Tom io non ne vorrei parlare con te. Davvero.-
-Non importa ok? L'importante è che stai bene.-
-Come fai? Ad essere così comprensivo? Cioè io mi sono messa con Draco, ti sei rimasto, hai sopportato, come?-
-La verità è che non lo so. Ho sempre saputo che tu avresti scelto lui. Ma mi ero convinto che un giorno magari avresti cambiato idea. E se non lo avessi fatto, ci sarei stato comunque.-
-Sei un ragazzo d'oro.- lui sorride e mi fa una carezza.
-Ora andiamo.- dice iniziando a camminare.
Non ricordo nemmeno un pezzo della strada che ho fatto da Manor fin qui.
Mi viene alla mente, solo una gentile signora che mi ha indicato la strada più veloce per arrivare qui, tutti quei pensieri non mi hanno permesso di mettere a fuoco nulla.
...
Arriviamo a casa sua. È più piccola di quella dei Malfoy, ma non è nemmeno minuscola.
-Benvenuta.- mi dice una bella donna bionda all'ingresso dell'abitazione.
-Lei è mia mamma, Merope.- dice Tom presentandomi.
-Salve, io sono Giulia.- cerco di essere educata, ma non so perché il mio subconscio mi suggerisce di mandare a fanculo tutti e precipitarmi in camera.

-Oh sì so chi sei. Tom mi ha parlato di te.- sorride rivolgendo un'occhiata di riguardo al figlio, di cui posso intuire, essere orgogliosa. È proprio una signora gentile.

-Vieni ad appoggiare la roba.- mi dice lui accompagnandomi nella camera degli ospiti.

-Ah Tom domani dovrei andare alla Coppa del Mondo.- mi viene in mente solo ora... Mi ricordo solo ora che ho degli amici che mi aspettano domani, sperando in buone notizie.
-Ah...emh a proposito. Ho contattato Hermione per dirle dell'accaduto. Ha detto che verrà qui domani mattina stesso. Spero non ti dia fastidio.- borbotta un po' a disagio.
-No non ti preoccupare. Grazie.-
Mi lascia sola.
Un'altra differenza tra lui e Draco. Ti lascia lo spazio di cui hai bisogno, Draco non lo farebbe mai.

Mi sdraio sul letto e fisso il soffitto, ornato con bellissimi disegni fatti a mano.

Ho paura, paura che lui si chiuda di nuovo in se stesso, paura di quello che gli hanno detto i suoi...paura di perderlo.
Abbiamo avuto i nostri litigi sicuramente, ma non ci siamo mai lasciati.
Perché non ha tentato di fermarmi quando me ne sono andata? Valgo davvero così poco per lui?
E se davvero non potessimo stare insieme? Se ci stessimo semplicemente convincendo del contrario?

JUST A BOY...Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora