La sveglia suona alle tre in punto di mattina, purtroppo tra un mix di eccitazione e preoccupazione non ho chiuso occhio durante la breve notte, contrariamente a ciò che speravo accadesse. Spengo immediatamente la sveglia alzandomi dal mio comodo letto e vado verso il bagno, mi lavo e passo un leggero filo di eyeliner nero sopra le palpebre, indosso un paio di jeans con qualche strappo e una magliettona grigia davvero molto comoda, infilo le scarpe nere e mi osservo un ultima volta allo specchio.
Scendo in cucina dove mia madre mi aspetta insonnolita per accompagnarmi a scuola.
«Buongiorno amore.» dice dandomi un bacio sulla guancia.
Mi sento in colpa di deluderla ogni giorno e so di non meritare la sua fiducia, meriterebbe una figlia migliore di me, una di quelle che portano ottimi voti a casa, che non fumano e non bevono e che arrivano vergini al matrimonio.
«Buongiorno mamma.» dico distogliendomi dai miei pensieri.
«Pronta per la gita?» domanda con gli occhi lucidi, so che per lei non sará facile stare per cosí tanto tempo lontana da me.
«Si, sono al settimo cielo.» dico stampandomi un sorriso in faccia.
Io e mia madre siamo totalmente diverse, lei ha i capelli lisci e biondi che le cadono sulle spalle e gli occhi marroni.
Corro velocemente in camera dei miei per stampare un bacio veloce sulla guancia di mio padre ed esco di casa, infilo la valigia nel portabagagli ed entro in macchina al posto del passeggero.
La scuola non è molto distante da casa e solitamente ci vado in bicicletta o a piedi, ma oggi non è un giorno qualsiasi. Dopo qualche minuto mia madre inizia a parlare.
«Amore, sai giá cosa ti sto per dire, ma lo ribadisco anche se posso sembrare pesante.»
Perfetto, adesso inizierà a fare il solito elenco di cose che posso e che non posso fare.
«Mi raccomando non fumare.»
Avrei i miei dubbi.
«Non fare entrare nessun ragazzo in camera.»
Questo è fattibile, anche perché non penso che qualche ragazzo abbia voglia di entrare in camera mia.
«Non bere alcool.»
Non ne sarei convinta.
«Non andare in discoteca.»
See, certo mamma.
«Non tornare tardi la sera.»
È la convinzione che frega la gente.
«Certo mamma, stai tranquilla, non c'era bisogno che me lo dicessi, sono una brava ragazza lo sai, e sai che ho fumato solo quel giorno, per provare.» dico per rassicurarla, ma non trovando nemmeno una frase reale in quelle che ho detto.
Appena finisco di parlare mia madre ferma la macchina e mi fa scendere dandomi un bacio sulla guancia.
«Ci vediamo tra una settimana, amore.»
«Si mamma, ti voglio bene, a presto.» dico uscendo dalla macchina.
Davanti a me c'è il pullman e vicino alcuni miei compagni di classe.
«Gracel!» mi sento chiamare.
È Jordan, uno dei ragazzi più belli della scuola, fighettino e troppo pieno di sé per i miei gusti . Non so per quale motivo da un po' di tempo si è reso conto della mia esistenza, ma a me non interessa. I ragazzi come lui portano solo guai.
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I love you more than my Marlboro
Teen FictionGracel è una ragazza semplice che ama passare inosservata e non vuole guai, debole emotivamente a causa di una storia finita male. Jordan è il ragazzo più carino della scuola che da qualche settimana si sta dimostrando interessato a lei, ma ogni suo...
