cinquantanove

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«Ho bisogno di parlare con te.» dice cambiando tono ed espressione, mostrando la sua sofferenza.

Non mi interessa, non mi interessa del fatto che si possa essere pentito e che possa stare male, non soffrirà mai quanto ho sofferto io a causa sua.

Ho perso le due persone più importanti della mia vita in una sera, lui e la mia migliore amica.

«Non ti perdoneró mai, Bryan.» dico bevendo l'ultimo sorso di birra.

«Sono pentito.»

«Non mi interessa che tu abbia capito il tuo sbaglio, non posso stare vicino a te senza provare schifo nei tuoi confronti, senza dubitare che tu non mi abbia mai amata.» dico senza far trasparire emozioni dal mio tono di voce anche perché penso realmente ciò che sto dicendo e ho smesso di soffrirne da quando Jordan è entrato nel mio cuore.

Jordan, è lui di cui mi dovrei preoccupare in questo momento, non il pagliaccio del mio ex.

Vedo le mie amiche uscire dal bar e avvicinarsi a me guardandomi interrogativa.

«So che non mi vuoi ascoltare, so che ti ho fatto male, ma vorrei davvero farti capire che sono cambiato.» dice Bryan riportandomi alla realtà.

«Se non ti alzi entro due secondi dalla mia sedia ti butto giù io.» dice Miriam facendo un sorriso abbastanza stronzo.

Ha sicuramente capito la situazione e sta cercando un modo per allontanare questo ospite indesiderato.

«Stava giusto andando via.» aggiungo io accennando un sorriso.

«Gracel, questo non è un addio.» dice alzandosi e andando via, suppongo dai suoi compagni di classe che si troveranno nei dintorni.

«La prossima volta che mi lasciate sola vi ammazzo.» dico sbuffando quando Bryan è abbastanza lontano.

«Cosa voleva?» domanda Serena porgendomi un'altra birra che avrà preso dal bar per me.

«Spiegare, farsi perdonare.» dico sbuffando nuovamente.

«Che coglione.» dice Miriam stringendo i denti.

Questa sua espressione mi ricorda quella di Jordan quando è arrabbiato, la stessa espressione che ha fatto quando Bryan si è avvicinato a me o quando il ragazzo in cortile mi ha insultata. Stringeva i denti ed i muscoli facciali si contraevano dandogli un aspetto davvero attraente.

Cerco di mandare via l'immagine di Jo nel mio cervello e tornare alla conversazione con le mie amiche, in questa serata dove mi ero ripromessa di non pensare a nulla, di godermi questo ultimo giorno di gita e di rilassarmi.

«Meglio che andiamo via.» dice Serena improvvisamente.

La guardo interrogativa e Miriam fa lo stesso, non riusciamo a capire il motivo.

«Perché?» domando.

Lei non risponde, ha gli occhi sbarrati e fissa qualcuno dietro di me, mi giro e vedo un ragazzo non troppo alto, castano con gli occhi azzurri che la saluta con un cenno della mano, lei ricambia e distoglie lo sguardo abbassandolo sul tavolino.

«Va tutto bene?» domanda Miriam sotto voce.

Lei fa segno di no con la testa.

Non ho mai visto prima quel ragazzo, non che solitamente io passassi molto tempo con Serena, ma i suoi ex so chi sono e lui non lo è di certo.

«Serena, se vuoi puoi parlare con noi.» dico cercando di rassicurarla.

Sembra sconvolta e non riesco a capire il perché di questa sua reazione, è una ragazza tranquilla e che va d'accordo con tutti, solare e allegra. Non capisco come un ragazzo possa provocare in lei una tale reazione.

Annuisce e deglutisce, cercando di calmarsi, il ragazzo non è più nei paraggi.

«Ho conosciuto quel ragazzo l'altra sera al pub.» dice scandendo piano le parole.

Non capisco cosa ci sia da vergognarsi tanto.

«L'ho conosciuto perché mentre ballavo mi sono sentita male e ho vomitato sulle sue scarpe.» dice diventando rossa.

Io e Miriam ci guardiamo cercando di trattenere le risate.

«Sono cose che succedono, stai tranquilla.»

I love you more than my MarlboroLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora