cinquantasette

104 8 0
                                        

Saliamo in camera e dopo aver riposato un po' iniziamo a prepararci.

Facciamo la doccia e sistemiamo i capelli.

Dopo averli asciugati bene decido di piastrarli.

Miriam segue il mio esempio invece Serena li acconcia con dei boccoli.

Mi guardo allo specchio e sono soddisfatta del risultato, mi piacciono tanto i miei capelli neri e quando sono in ordine mi piacciono ancora di più.

Apro la valigia sul letto per cercare qualcosa di carino da mettere questa sera, non ho intenzione di mettere vestiti o qualcosa di elegante anche perché non avrebbe senso visto che dobbiamo solo fare un giro per Barcellona e bere qualcosa in qualche bar.

Metto un paio di calze a rete e un pantaloncino aderente di jeans chiaro, una canotta nera molto semplice e sopra metto una camicia nera e grigia molto larga nel caso faccia freddo, in caso contrario la legheró in vita.

Metto le mie amate scarpe sportive nere e vado di nuovo vicino allo specchio.

Sono vestita bene e mi piaccio, non mi sento a disagio e non devo combattere contro i tacchi.

Prendo i trucchi e disegno una linea di eyeliner nero, metto molto mascara e la matita nera all'interno dell'occhio.

Quando sono finalmente pronta guardo le mie amiche, stanno benissimo.

Serena ha una gonna lunga fino alle caviglie nera con una maglietta rossa abbinata agli stivaletti che si intravedono da sotto la gonna. Ha messo dell'ombretto rosso sulle palpebre e ha disegnato una leggera linea di eyeliner e anche lei ha abbondato con il mascara.

Miriam come al solito è la più eccentrica delle tre, indossa una minigonna nera a vita alta e una maglietta di pizzo che lascia intravedere le curve perfette, indossa un paio di tacchi non molto alti neri. Ha messo dell'ombretto nero e un rossetto rosso scuro.

Non so come farà a camminare per tanto tempo con quelle scarpe, ma so che comunque è abituata.

«Siete bellissime.» dico sorridendo.

Sono opposte caratterialmente e per stile, ma ognuna delle due è perfetta così com'è e non dovrebbe essere in nessun altro modo.

«Senti chi parla.» dice Serena venendomi incontro e stringendomi tra le sue braccia.

«Dobbiamo andare.» dice Miriam avvicinandosi a noi.

«Andiamo!» dico sorridendo e davvero motivata ad avere una serata indimenticabile.

Sono contenta che mi abbiano convinta, ho voglia di divertirmi e passare con le mie due amiche questa ultima serata in Spagna lasciando da parte per qualche ora tutti i problemi che mi hanno tormentata durante questi giorni.

Usciamo dalla camera e scendiamo le scale fino alla porta di ingresso, da li varie navette partono e tornano, appena ne arriva una saliamo e ci sediamo sul fondo visto che è ancora vuota. Nel giro di pochi minuti la navetta si riempie di ragazzi e l'autista parte.

Alcuni ragazzi mettono musica ad alto volume cantando le varie canzoni, alcune coppie passano l'intero viaggio a baciarsi, alcune ragazze si lamentano della troppa calca in questo posto avendo paura che qualcuno le calpesti le scarpe nuove.

Io e le mie amiche siamo semplicemente sedute in silenzio aspettando di poter arrivare a destinazione.

Improvvisamente il mezzo si ferma ed il conducente annuncia che possiamo scendere e che ci saranno le navette per il ritorno ogni mezz'ora fino alle tre.

I ragazzi esultano e scendono disordinatamente dal mezzo, noi usciamo per ultime quando ormai la calca non c'è più.

«Dove andiamo?» domando alle mie amiche.

Ricordo benissimo dove siamo, siamo in piazza Cataluña, dove ci lasciò il pullman il secondo giorno di gita, andando dritte attraversiamo la Rambla.

«Passeggiamo da quella parte, il primo bar che ci piace ci fermiamo.» dice Miriam sorridendo e iniziando a camminare.

I love you more than my MarlboroLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora