«Buongiorno.» dico sorridente ricambiando il bacio.
«Hai dormito bene?» mi domanda.
Io, Serena e Miriam ci guardiamo e ridiamo.
«Ho detto qualcosa di strano?» dice Jordan guardandoci con un sopracciglio alzato.
«Non abbiamo dormito nemmeno dieci minuti.» dico spiegando il perché della nostra risata.
«Abbiamo passato la notte a guardare film strappalacrime.» aggiunge Serena.
«E mangiare patatine.» dice Miriam ridendo.
«Voi non state bene.» dice Jordan ridendo e mettendosi disperato le mani tra i capelli con fare ironico.
«Mai affermato il contrario.» dice Miriam.
Adoro questa ragazza, sto avendo finalmente modo di conoscerla e mi piace il fatto che sia così solare ed estroversa.
Jordan sorride e mi stringe la vita con il suo braccio, come se dovessi scappare di nuovo a ingozzarmi di patatine.
Sorrido.
«Andiamo a fare colazione?» domando ai tre e tutti fanno cenno di si con la testa.
Ci serviamo dal grande buffet e con i piatti pieni ci sediamo al tavolo.
Io non ho molta fame, ho preso solo una tazza di latte e dei ceriali. Miriam ha optato per una colazione all'americana con uova e bacon. Serena ha preso un succo di frutta e dei biscotti. Jordan della frutta.
Con loro sto bene e passo dei bei momenti, se Cristina non esistesse sarebbe la gita più bella di sempre.
Finito di mangiare usciamo in cortile sedendoci al solito posto. Ormai questo è un po' il nostro posto. Io, Jordan e Miriam fumiamo una sigaretta.
«Qualcuno ti ha più dato fastidio?» domanda Jordan dopo aver cacciato il fumo dalla bocca.
Faccio cenno di no con la testa ed è vero. Questa mattina sembravano essersi tutti dimenticati di quella storia.
Vedo Cristina uscire furente in cortile, guai in vista. Si dirige verso di noi.
Cerco di unire il mio sguardo a quello di Jordan, ma non mi guarda.
Cristina arriva di fronte a noi e istintivamente ci alziamo tutti in piedi.
«Come ti sei permessa, brutta puttana?» dice gridando e guardandomi con gli occhi pieni di rabbia.
E adesso cosa avrei fatto?
«Permessa a fare cosa?» domando stupita, ma comunque piena di rabbia per il nome con cui si è riferita a me.
«Non fare l'innocente adesso, smettila o ti faccio finire male, stronza.» dice continuando a gridare.
Non so a cosa si riferisca, ma so che se non la smette di rivolgersi in questo modo quella che finirà male sarà lei.
A Serena arriva un messaggio, estrae il telefono dalla tasca e dopo aver fissato lo schermo lo gira verso di me mostrandomi una foto di una ragazzina di circa dieci anni vestita con dei pantaloni verde pisello, una maglietta gialla fluo e dei calzini rossi e blu che escono fuori dalle scarpe rosa. La bambina ha gli occhiali e l'apparecchio oltre ad essere piena di brufoli.
«Chi è?» domando non riuscendo a capire perché in questo momento mi mostri questa foto.
«Cristina.» mi dice come se lei in questo momento non fosse qui e sbarro gli occhi.
«Non sono stata io, non ero a conoscenza di questa foto. E poi, come avrei dovuto fare ad ottenerla?» domando a Cristina girandomi nuovamente verso di lei.
«Questo non lo so, ma lo scoprirò e poi saranno guai per te. Saranno guai seri.» dice in tono minaccioso.
«Non sono l'unica persona che ti odia in questa scuola.» dico parlando in modo calmo, ma con tanta voglia di strozzarla.
Lei mi guarda e alza la mano per tirarmi uno schiaffo, ma prima che arrivi di nuovo alla mia guancia Jordan le ferma il polso.
«Vattene.» le intima quasi in un sussurro, ha le labbra strette e i muscoli del viso contratti.
«Hai paura che rovini il faccino a questa "cosa"?» chiede indicandomi con la mano libera e ridendo con la solita aria di superiorità.
Io sarei "cosa"?
Quanto odio questa ragazza. Anche lei è una cosa, una cosa puzzolente e che attrae le mosce. La merda.
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I love you more than my Marlboro
Teen FictionGracel è una ragazza semplice che ama passare inosservata e non vuole guai, debole emotivamente a causa di una storia finita male. Jordan è il ragazzo più carino della scuola che da qualche settimana si sta dimostrando interessato a lei, ma ogni suo...
