Rimaniamo seduti in silenzio, la sua compagnia non mi dispiace.
«Quando torni a Miami?» domanda Erik rompendo il silenzio.
«Tra due giorni.» dico sorridendo.
Questa settimana è davvero passata via in un lampo, sono successe tantissime cosa che sembra incredibile siano successe in soli cinque giorni, ma sembra comunque che tutto sia passato velocemente.
«Ti sei divertita?» domanda il ragazzo.
«Si e no.» dico sorridendo. «Sono successe cose piacevoli e cose che avrei voluto non accadessero.»
Sorride senza aggiungere parola, penso che non sappia bene cosa dire.
Guardo il suo braccio tatuato, ci sono simboli e frasi, sono sicura che ogni tatuaggio sulla sua pelle abbia un significato e mi piacerebbe saperlo, ma non siamo ancora nella giusta confidenza e non vorrei fare domande che possano urtare la sua sensibilità.
Dietro la maschera da duro sembra si celi davvero un bravo ragazzo.
«Erik, andiamo?» grida un ragazzo sull'altro marciapiede.
«Arrivo.» dice il ragazzo al mio fianco alzando la voce per farsi sentire.
Mi alzo dalla panchina per tornare dalle mie amiche.
«Ci vediamo a Miami, mi farebbe piacere prendere un caffè insieme.» dice sorridendo.
«Anche a me.» dico.
Sono ben consapevole che forse non lo rivedrò mai più, Miami è grande ed io conosco solo il suo nome.
Prendo una penna dalla mia borsa e afferro il suo braccio, in un piccolo punto di pelle non tatuata scrivo il mio numero.
«Ci sentiamo, allora.» dice sorridendo.
Annuisco e ci incamminiamo per due strade diverse, lui va dai suoi amici ed io mi avvio verso il pub.
«Hai fatto colpo, Erik?» sento il suo amico pronunciare queste parole anche se siamo abbastanza lontani.
Mi volto per vedere la sua reazione, sono entrambi di spalle dunque non faranno caso al mio sguardo su di loro.
«Stai zitto.» dice Erik tirando un pugno sul braccio del suo amico.
Il ragazzo poggia una mano dove è stato colpito e dice qualcosa che non riesco a sentire, ormai sono molto lontani.
Sorrido per la scena che si è presentata davanti ai miei occhi ed entro nel pub.
La musica mi assale di nuovo e il forte odore di alcool mi riempie le narici, non ho voglia di stare qui, preferivo la tranquillità di quella panchina e la compagnia di Erik.
Vedo le mie amiche avvicinarsi a me con sguardo interrogatorio, mi prendono sotto braccio entrambe, una da destra ed una da sinistra e mi trascinano fuori dal pub.
«Chi era quel bel ragazzo?» domanda Miriam con un sorrisetto in volto.
«Erik.» dico alzando le spalle.
«Non ho chiesto come si chiama.» dice sbuffando aspettando chissà quale risposta.
«Un ragazzo che ho conosciuto prima, sono uscita dal pub perché la musica ed il luogo mi stavano dando fastidio e lui si è avvicinato per parlare.» dico con naturalezza.
«Non ce la racconti giusta.» dice Serena fissandomi come se cercasse di tirarmi fuori chissà quale segreto.
«Non è successo nulla, abbiamo fumato una sigaretta insieme e parlato un po'.» dico alzando gli occhi al cielo.
«Non ti ha lasciato il numero?» domanda Miriam curiosa.
Sicuramente Erik è un bel ragazzo che non passa inosservato, ma non per questo devono farmi un interrogatorio.
«Gli ho lasciato il mio numero per prenderci un caffè insieme quando torneremo a Miami, anche lui vive lì.» dico sorridendo cercando di mettere fine a questo discorso.
«Ma che carini.» dice Miriam con il solito sorrisetto in volto.
Sbuffo e cerco di cambiare argomento.
«Vi siete divertite?» domando.
«Si, anche se Serena mi ha impedito di bere.» dice Miriam sbuffando.
Ripenso all'ultima volta che siamo venute qui e alle condizioni in cui si era ridotta la mia amica e ai complimenti un po' spinti che faceva a Jordan.
«Ha fatto bene.» dico sorridendo e lei mi riserva un'occhiataccia.
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I love you more than my Marlboro
Teen FictionGracel è una ragazza semplice che ama passare inosservata e non vuole guai, debole emotivamente a causa di una storia finita male. Jordan è il ragazzo più carino della scuola che da qualche settimana si sta dimostrando interessato a lei, ma ogni suo...
