quattro

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Quando sono tutti nell'autobus l'autista parte e il viaggio comincia. Dopo poco, fortunatamente, il mio compagno di viaggio si addormenta, ma non me la sento di levargli la cuffietta dall'orecchio, per non svegliarlo. È davvero bello quando dorme, sembra un angelo, è proprio vero che l'apparenza inganna. Improvvisamente si gira sempre dormendo e poggia la sua testa sul mio seno.

«Jordan!» grido spostandogli la testa.

«Mi hai svegliato, che vuoi?» dice in tono antipatico e scontroso.

«Magari se eviti di usare le mie tette come cuscino!» dico sconcertata.

Senza dire nulla si gira dall'altro lato.

Mi fa innervosire come non mai, non lo sopporto. È antipatico. È bellissimo. È uno stronzo. È simpatico. Gracel smettila, smettila cazzo.

°

Dopo qualche ora Jordan si sveglia e mi restituisce la cuffietta.

«Sai la musica l'ho spenta da un po'.» dico ridendo.

«Sei bellissima quando ridi.» dice sorridendo lasciandomi di stucco.

«Sei da diabete.» dico sbuffando, non deve trapelare nessuna emozione da me, non mi fido di lui e non ho intenzione di dargli anche solo la sensazione che io sia interessata a lui.

«Siamo quasi arrivati!» dice sorridendo, sembra un bimbo che finalmente è arrivato al luna park.

Sento la vibrazione del mio telefono, è la mia migliore amica, o meglio, quella che credevo essere la mia migliore amica, Michelle. Qualche settimana fa ho scoperto che Bryan, il mio ormai ex ragazzo, mi tradiva con lei da più di due mesi. Io le raccontavo tutto di me e della mia relazione, mi fidavo, lei invece mentre mi consolava quando qualcosa con Bryan non andava bene appena ne aveva l'occasione se la spassava con lui consolandolo in altri modi.

Da quando ho scoperto quello che quei due bastardi hanno fatto alle mie spalle ho chiuso con entrambi, da allora entrambi cercano di contattarmi per "spiegare". Cosa dovrebbero spiegare?

Schiaccio il tasto rosso e rifiuto la chiamata, solo sentire la sua voce mi rovinerebbe l'intera gita. Già questa chiamata è riuscita a peggiorare il mio umore in modo catastrofico. Come si permette a chiamarmi? Con quale dignità viene da ma a chiedermi scusa quando io avrei messo la mano sul fuoco sulla sua fedeltà mentre lei se la spassava con il mio ragazzo?

Una lacrima scorre sulla mia guancia, la asciugo con un gesto veloce sperando che Jordan non se ne sia accorto.

«Tutto bene?» dice preoccupato.

Non sono stata abbastanza veloce.

«Si, tutto bene.» dico cercando di mantenere la voce più ferma possibile.

Non ho ancora raccontato a nessuno quello che è successo, dunque non saprei come potrei reagire e sinceramente l'idea di poter scoppiare a piangere davanti ai ragazzi della mia e di altre due classi non mi entusiasma.

«Non credo che tu stia bene, se vuoi posso essere un ottimo psicologo.» dice sorridendo.

Sarebbe davvero disposto ad ascoltare i miei problemi o lo fa solo per scena?

«Magari prima o poi ti chiamerò per una seduta.» dico sorridendo riuscendo a scacciare via tutti i brutti pensieri.

Si avvicina pericolosamente a me ed io non riesco a smettere di fissare le sue labbra, fortunatamente riesco a riprendere coscienza di me e girarmi di scatto prima che possa poggiare le sue labbra sulle mie.

Divento terribilmente rossa per la vergogna, ha appena tentato di baciarmi.

Per qualche minuto nessuno dei due dice nulla, stiamo in silenzio facendo attenzione a non far incontrare i nostri sguardi.

I love you more than my MarlboroLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora