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E ti porterò lontano
Con la forza di un missile
E ti prenderò per mano
Ti porterò a giocare su un prato
J-ax



I miei genitori erano stati da noi una settimanella scarsa fino al primo luglio, quando poi erano ripartiti tutti, insieme a Romèo e Valerie, per tornare chi a Parigi e chi a Roma. Io e Paulo eravamo stati fino all'otto di luglio a Miami, giusto in tempo per salutare Paul arrivato qualche giorno prima. A quel punto avevamo preso un aereo ed eravamo atterrati a Buenos Aires. Da lì poi avevamo preso un taxi ed eravamo arrivati fino a Laguna Larga. Paulo moriva dalla voglia di tornare a casa, e io di conoscere il posto in cui lui era cresciuto.

In linea generale, io e Paulo eravamo distrutti dal jet lag, ma questo non aveva fermato Paulo dal farmi girare tutta la sua cittadina. Mi aveva mostrato la sua scuola elementare, la sua scuola media, e poi anche la scuola superiore che aveva frequentato per metà. Tutto ciò ovviamente solo dopo essere stati prima a casa da Alicia, che aveva stretto tra le sue braccia sia me che il suo bambino che tanto le era mancato. Ci aveva poi fatto sapere che la finale della Copa America, che si sarebbe giocata pochi giorni dopo, l'avremmo vista tutti a casa Dybala, con tutti i parenti e amici di una vita di Paulo. Tra questi, oltre a Nahuel, che avevo conosciuto a Torino mesi prima, Paulo mi aveva presentato subito Andres, uno dei suoi migliori amici in assoluto, e Federico, un altro suo amico storico. Con loro poi eravamo stati in giro per Laguna Larga e Cordoba nei giorni seguenti. Eravamo stati anche al famoso Instituto.

Paulo non aveva parlato per tutto il tempo in auto. Aveva messo un po' di musica e si era lasciato prendere dai ricordi probabilmente. La sua voce poi era tornata una volta davanti al presidente del club.
In generale, la struttura era più piccola di quella di Torino, ma avevo visto dallo sguardo attento di Paulo come lui vi fosse legato.

Paulo aveva rivisto il suo vecchio allenatore storico. Si erano salutati, in modo molto scherzoso, e poi erano andati insieme verso gli spogliatoi, probabilmente per incontrare i ragazzi delle giovanili.

Non ero riuscita però a fare a meno di notare gli occhi di Paulo, durante la visita al campo per le partite della struttura, rivolti verso un particolare angolo degli spalti. Avevo guardato Nahuel, in cerca di una conferma che avevo trovato. Era quello il posto in cui solitamente sedeva suo padre quando da piccolo andava a vedere Paulo giocare.

A quel punto mi ero avvicinata a lui, e senza dire nulla, avevo posato le mie braccia sulle sue spalle, e gli avevo lasciato un bacio su una di esse. Paulo si era rilassato al mio tocco, e io pure.

Il giorno dopo poi, il dieci di luglio, Paulo mi aveva chiesto di accompagnarlo alla tomba di suo padre. Avevo notato lo sguardo dolce e sereno di Alicia e Gustavo nel vedermi uscire di casa con lui quella mattina, e avrei scoperto solo dopo, da Dolores, che Paulo non aveva mai portato nessuna e nessuno con sé in quella circostanza.

In ogni caso, avevamo cambiato i fiori di qualche giorno prima con dei nuovi, e poi Paulo si era seduto semplicemente a gambe incrociate davanti alla lapide. Lì era praticamente inverno, e sia io che Paulo portavamo due giacconi pesanti e caldi, che ci facevano sembrare due nani da lontano.

Mi ero quindi avvicinata a lui, e Paulo a quel punto mi aveva presa per mano, invitandomi a fare ciò che aveva fatto lui. Così eravamo stati un po' di tempo in quella posizione, seduti davanti a colui che aveva dato vita e cresciuto quel ragazzo ancora un po' bambino, che diventava sempre più uomo.
Il gesto di Paulo era stato chiaro: mi aveva presentata a suo padre.

Paulo aveva poi preso dalla tasca del giaccone due foto sviluppate. La prima ritraeva lui con la coppa vinta a maggio, mentre la seconda era una nostra foto il giorno della mia laurea. Le aveva guardate un attimo, e poi le aveva avvicinate alla lapide e le aveva posizionate all'interno di una busta di plastica trasparente contenente altre fotografie vecchie.
Era un modo per Paulo di raccontare la sua vita a suo padre.

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