71.

231 12 0
                                        

Sta vita non è vita senza te
Olly

Madeleine

I mesi successivi erano stati un continuo di alti e bassi nelle nostre vite.
Tornati a casa infatti io e Paulo avevamo sistemato ciò che era stato messo in disordine, per scoprire che non erano riusciti a rubare molto se non un paio di orologi che poi ci erano stati restituiti da chi aveva preso i ladri.

Eravamo tornati alle nostre vite, e il ventiquattro ottobre Paulo aveva segnato su rigore contro una squadra più che rivale, e la partita si era conclusa con un pareggio.
Dopo una vittoria nel grande torneo e un paio di vittorie e una sconfitta in campionato, Paulo era partito con la nazionale. Alicia era intanto venuta a Torino, in modo da farsi trovare da noi al rientro di Paulo, e per stare un po' con me visto che sarei rimasta sola. Inoltre Paulo avrebbe festeggiato il compleanno in ritiro, e speravamo di poter organizzare qualcosa con Alicia per il suo rientro per festeggiare i suoi ventotto.

Paulo era stato relativamente poco in nazionale. Era infatti rientrato subito, il diciassette di novembre, dopo una partita nella quale aveva fatto un bellissimo assist ad Angel, per un'infezione al ginocchio. Nulla di grave, ma non era il caso di rischiare.
Con i nervi abbastanza girati e il jet lag Paulo era tornato abbastanza infastidito, ma poi qualche giorno dopo c'era stato un incontro preliminare con la società per trattare il suo rinnovo.
Sembravano esserci grandi passi avanti, e l'accordo sembrava già fatto.
Paulo era tornato a casa contento, dicendo che mancava solo la firma, che sarebbe stata messa entro la fine dell'anno.

Avevamo festeggiato il compleanno di Paulo a casa, con una bella torta e i nostri amici, e lui era stato contento.
Quell'anno per il mio compleanno lui mi aveva regalato una collana bellissima, con diversi ciondoli. Tra questi, oltre ad una nota musicale e a un cuore, c'erano due ciondoli a forma di A.
Io invece, per fargli una cosa simile, quell'anno avevo optato per i gemelli, con sopra una A ciascuno, ad indicare le nostre gemelle in arrivo.
Lui si era emozionato, e mi aveva dato un bacio carico di commozione.

Dicembre era arrivato, e con lui anche la mia maternità. La pancia era ormai enorme, e mancavano ancora due mesi abbondanti.
Paulo rideva quando la usavo come tavolino per posare la ciotola di pop corn mentre guardavamo un film, e mi abbracciava e mi tranquillizzava quando io mi infastidivo perché ormai non mi entrava letteralmente più nulla.

Quell'anno le feste le avremmo passate a casa a Torino, e avevamo deciso così insieme io e Paulo, visto l'imminente arrivo delle gemelle.
Sarebbero venuti da noi i miei genitori, Alicia, Mariano, Nathan e i miei nonni, che ancora non avevano visto quella che ormai da un anno era casa mia.

L'inizio del mese era stato turbolento.
Paulo aveva giocato tanto e aveva dato tanto, ed era stata programmata una riunione per la definizione del nuovo contratto.
Alla fine, due giorni prima del giorno in questione, lo aveva chiamato uno della dirigenza e gli aveva comunicato di aspettare almeno la fine del mercato invernale.
Paulo pazientemente aveva accettato la cosa, che era passata in secondo piano l'otto del mese, quando, dopo la partita vinta, era tornato a casa insieme a Federico, che aveva dormito nella nostra stanza degli ospiti per quella notte.

-Aveva bisogno di dormire fuori casa per lasciare il tempo a Benedetta di portare via le sue cose tra oggi e domani.- mi aveva spiegato mentre ci mettevamo a letto.
-Si sono lasciati definitivamente, quindi?- avevo domandato io.
-Si, da un po' in realtà. Lei oggi è solo andata a prendere le sue cose, e tra l'altro è uscita la notizia.- mi aveva spiegato lui.
Io avevo annuito. Presa da mille cose effettivamente nel mese precedente avevo quasi totalmente ignorato l'assenza della ragazza a Torino.
Federico il giorno dopo quindi aveva fatto l'albero con noi, e avevamo cercato di distrarlo, fino alle sei e mezza, quando era poi tornato a casa.

Million Reasons||P.D.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora