Per darti spago ho perso il filo del discorso
Pareva una sitcom, sì con le risate sotto
Carl Brave
Quel pomeriggio avevamo fatto un giro per Torino. Eravamo stati nelle piazze principali raggiungibili tranquillamente dal nostro hotel, e i ragazzi erano stra felici. Lo ero anche io. Torino mi dava una sensazione meravigliosa di tranquillità, che forse negli ultimi mesi tra esami e cose varie mi era mancata.
Poco dopo essere usciti avevamo preso un gelato. Era quasi novembre, ma a noi faceva impazzire l'idea e ce ne eravamo fregati abbastanza, se non fosse che poi eravamo gli unici quattro in tutta Torino a mangiare un gelato. Ovviamente senza sconti di battutine da parte dei ragazzi, che mi davano della bambina perché alla mia età non ero ancora capace a mangiare il gelato dal cono. In realtà il motivo era molto semplice. Non ero capace a mangiare un gelato con il cono senza sporcarmi tutta, cosa che a loro sembrava non entrare in quelle testone, e quindi quando non ero a casa preferivo prendere la coppetta, con il mio amatissimo cucchiaino che mi permetteva di mangiare il gelato senza esageratamente ridurmi in uno stato pietoso.
Eravamo stati ovviamente a piazza San Carlo e ci eravamo letteralmente uccisi di foto. Ognuno si era fatto fare le foto da solo, poi in gruppi da due, in gruppi da tre, e alla fine tutti e quattro da un povero passante che si era ritrovato a farci più di settanta foto. Ovviamente di queste settanta forse solo due erano realmente serie. Le altre erano tutte in posizioni buffe e con facce assurde. La più bella che ci scattarono fu certamente quella dove Ric è in ginocchio con le braccia alzate, dietro c'è Samu che tiene in braccio me mentre imitiamo una strana presa di danza e io sono con una gamba tesa e una piegata e le braccia in aria, e Luca messo davanti a tutti buttato a terra di pancia con le gambe sollevate incrociate e poggiato sui gomiti, con il viso posato sulle mani. Un capolavoro praticamente. Pensai che l'avrei postata subito appena tornata in albergo.
Alla fine eravamo finiti a cenare tardissimo, e alla fine nonostante avessimo ideato di cenare altrove, eravamo tornanti a cena in hotel. Ero salita in camera giusto due minuti per posare tutto quanto, e poi eravamo scesi nel ristorante, che era anche un ristorante comune per chiunque ne avesse voglia.
Considerando che per tornare avevamo dovuto usare google maps, eravamo tornati in hotel per le dieci, e aspettando che Ric si facesse la doccia, si erano fatte le dieci e mezza ormai. Fortuna che il ristorante avrebbe chiuso non prima di mezzanotte.
Scendemmo tutti abbastanza tramortiti. Mi facevano male le gambe, e mi sentivo come se mi avessero sbattuto da una parte all'altra come un tappeto. Però ero giustificata. Alla fine mi ero alzata dal letto per le quattro meno un quarto del mattino, e stavo letteralmente morendo di sonno. I ragazzi non erano da meno. Samu sembrava fosse stato investito da un tir, mentre Ric teneva gli occhi aperti solo per non cadere dalle scale. Luca sembrava uno zombie ma, quando era assonnato sembrava anche un cucciolino sperduto in cerca di affetto.
Forse proprio per questo motivo quando entrammo nel ristorante e ci sedemmo al nostro tavolo, nessuno dei ragazzi notò chi sedeva alle nostre spalle. Probabilmente loro ci avevano notato. I ragazzi manco l'avessero fatto a posta indossavano tutti e tre la stessa felpa, e il loro passo era simile più a quello di un bisonte che a quello di una comune persona. Poi quando avevano sonno era tutto amplificato.
Il tavolo di fronte al nostro era occupato da quattro ragazzi seduti come noi, due da un lato e due dall'altro. Io, che mi trovavo seduta accanto a Luca potevo vedere le schiene di due di loro e riuscivo a intravvedere a malapena due volti. Samu e Riccardo erano di fronte a me e Luca, e non vedevano nulla. Luca poi vedeva meno di me, dato che i suoi occhi si stavano letteralmente chiudendo da soli. La nota positiva era che almeno quella notte avrebbero dormito senza voler fare pigiama party o robe simili.
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Million Reasons||P.D.
FanfictionTERMINATA Può un viaggio tra amici cambiare il destino di due persone che non si sono mai conosciute? Madeleine, per gli amici Maddie, è una ragazza italo-francese proveniente da un piccolo paesino di collina, che vive nella sua splendida Roma. La...
