Rafe
Il problema non è la solitudine.
Il problema è il silenzio.
È quando ti svegli, e non c'è nessuno che respiri vicino a te. Nessun rumore familiare, nessuna voce che ti dica "basta".
Solo il suono della tua testa che ti martella, e la gola che brucia per quello che hai tirato su la sera prima.
Mi alzo a fatica dal letto.
Ho ancora gli abiti del giorno prima.
O forse di due giorni fa, non lo so.
La stanza puzza di chiuso, di polvere, di sudore.
C'è una bottiglia mezza vuota a terra.
Un'altra sul comodino.
Un accendino.
E quella cazzo di foto: io, Sarah e papà in barca.
Ridevamo.
Finta come tutto il resto.
Cammino fino al bagno.
Lo specchio è appannato.
O forse sono solo io che non mi vedo più.
Mi guardo.
Occhiaie profonde, pelle tirata.
Ho perso peso.
Ho le dita sporche.
Sembro un criminale.
Perché sono un criminale.
Lo sceriffo Peterkin è morto.
Per mano mia.
Un colpo solo.
Netto.
Una scelta.
Non un errore.
Ogni tanto, quando sono strafatto, mi sembra di sentire ancora lo sparo.
Risuona nella mia testa come un tuono.
E mi dico: "Hai fatto quello che dovevi fare."
Ma non basta più.
All'inizio pensavo che bastasse.
Che fosse giusto.
Che fosse necessario.
Che fosse per la famiglia.
Papà mi ha detto: "Hai fatto quello che io non potevo fare."
E poi mi ha voltato le spalle.
Mi ha lasciato da solo.
A prendermi tutto il fango.
Tutta la colpa.
Poi ha incolpato John B.
Ha messo il suo nome dappertutto.
Lo ha dipinto come un assassino, un pazzo, un mostro.
E io...
Io ho lasciato che accadesse.
Come un codardo.
Lui è scappato.
Con mia sorella.
Sarah mi odia.
Mi guarda come se non fossi nemmeno suo fratello.
Ma il peggio è stato perdere lei.
Lara.
Non ho mai voluto amarla.
Giuro su Dio, all'inizio era solo un gioco.
Un modo per incasinare ancora di più le cose.
Ma poi... cazzo, poi mi ha guardato in un modo che nessuno aveva mai fatto.
Come se vedesse ancora qualcosa di buono in me.
Anche dopo tutto.
Mi ha amato.
Mi ha curato.
Mi ha stretto quando tremavo.
Mi ha guardato mentre crollavo.
E poi mi ha lasciato.
Giustamente.
Non poteva salvarmi.
Nessuno può.
Ricordo l'ultima sera.
Pioveva.
Io ero fuori di testa.
Le ho urlato.
L'ho afferrata.
Non so neanche cosa le ho detto.
Ma so che le ho fatto paura.
L'ho vista negli occhi.
Quel momento preciso in cui ha capito che non poteva più restare.
Da allora non l'ho più vista.
Non una chiamata.
Non un messaggio.
Solo silenzio.
So che ci pensa.
So che si sveglia la notte, come me.
Ma fa la scelta giusta: non tornare.
Io invece resto qui, a marcire.
A contare i giorni.
A distruggermi da solo.
La polvere è l'unica cosa che riesce a spegnere tutto.
La rabbia.
Il rimorso.
Le urla che sento anche se non ci sono.
A volte penso di andarmene.
Prendere una barca e sparire.
Oppure fare qualcosa di grosso, di definitivo.
Ma poi... non ho nemmeno il coraggio di finire ciò che ho iniziato.
Mi siedo sul pavimento.
Le ginocchia al petto.
Il respiro corto.
Le mani che tremano.
Ripenso a lei.
Ai suoi occhi.
A come si muoveva nella stanza con i capelli bagnati.
Alla voce roca quando fumava troppo.
Al suo odore addosso a me.
Mi manca come l'aria.
Ma anche se tornasse, cosa troverebbe?
Un mostro.
Un assassino.
Un tossico senza più controllo.
Eppure, parte di me la sogna ogni notte.
Ogni. Fottuta. Notte.
Voglio scriverle.
Dirle che sto male.
Che senza di lei mi sto perdendo.
Ma so già cosa risponderebbe:
"Non puoi amarmi solo quando sei a pezzi, Rafe."
E avrebbe ragione.
Mi sdraio.
Chiudo gli occhi.
E vedo Peterkin a terra.
La sua uniforme sporca.
Il sangue.
Il silenzio dopo il colpo.
Poi vedo mio padre.
Freddo.
Strategico.
Calcolatore.
Poi vedo lei.
Lara.
Con gli occhi lucidi e il cuore spezzato.
Che mi guarda un'ultima volta, prima di girarsi e sparire sotto la pioggia.
Ogni ricordo è un coltello.
E io non ho più pelle.
Apro di nuovo gli occhi.
Il sole sta tramontando.
Forse è ora di uscire.
O forse no.
Resto lì.
Nel mio inferno.
A fare i conti con me stesso.
Con ciò che ho fatto.
E con quello che non sarò mai.
Rafe Cameron.
Figlio sbagliato.
Fratello inutile.
Assassino.
Vuoto a perdere.
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Reflections - Rafe Cameron
FanfictionLara Maybank, sorella gemella di JJ Maybank, è appena ritornata sull'isola delle Outer Banks dopo tre anni di assenza. Il rapporto burrascoso sia con la madre che con il padre la spinge con il tempo ad assumere un atteggiamento solitario, chiudendo...
