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Rafe

Guardai Lara attaccata al mio petto, sospirare lentamente mentre dormiva beata.
Saranno state circa le tre di notte, ma il suo bellissimo culetto sul mio cazzo e i miei pensieri non mi permettevano di dormire.
Mi ero promesso di starle lontano. Ma una cosa era certa: era impossibile e non volevo. Si sentiva sola, io ero solo. Perché non potevamo stare vicini l'uno all'altra, allora? Una settimana fa, la sera che era da Barry perché non aveva nessun posto in cui andare, aveva chiamato me. Non il fratello, non gli amici. Telefonò me.
E onestamente, solo al pensiero di Luke che le metteva le mani addosso, mi saliva la bile in gola.
Ma sentendo il crack del naso di quell'uomo di merda rompersi, mi sentivo appagato. Anche se volevo ucciderlo quella sera. Anzi.
Lo stavo per ammazzare, se non fosse stato per Lara. Era inerme vicino a me, in ginocchio, che mi implorava di smetterla. Come potevo non fermarmi? Con lei che piangeva disperava, con il suo corpicino dolorante?
Argg. Basta.
Non volevo più pensare a quella visione o giuro che mi sarei alzato, e sarei andato ad ammazzare di botte quel figlio di puttana con le mie mani.
Cazzo.
Sentii Lara sospirare, addormentata. Sorrisi subito.
Quando dormiva crucciava le labbra in un modo dolcissimo. Mi venne solo voglia di baciarle.
Si mosse contro di me, sbattendo sul mio ventre.
E lì, seppi che quella notte difficilmente avrei chiuso occhio.

Infatti, dormii davvero poco. Mi svegliai alle nove del mattino con il cazzo duro, Lara che mi abbracciava sopra di me e la testa che pulsava dalla necessità di cocaina.
Non sniffavo da giorni e ne avevo bisogno.
Tolsi la sua gamba e il suo braccio dal mio corpo, e lentamente senza farla svegliare, mi alzai.
Andai in cucina dove sapevo che Barry tenesse una bustina per me.
Lara non sarebbe venuta a sapere niente ed io ne avevo bisogno.

Lara

Mi svegliai la mattina, tutta sudata. Mi girai nelle coperte, ma Rafe non c'era. Mi alzai subito, e non appena lo feci, mi girò la testa e vidi offuscato.
Mi appoggiai alla porta finestra e chiusi gli occhi.
Sentii qualcuno correre e prendermi sotto le ascelle.
«Lara!»
«Mh»
Aprii lentamente gli occhi, trovandomi davanti il petto di Rafe. Alzai lo sguardo e mi appoggiai a lui.
«Che succede? Che hai?»
«Shh» Stette in silenzio per un po', e poi mi avvolse la testa con una mano, baciandomi la fronte.
«Soffro di pressione bassa. È stato solo un calo» Lo guardai negli occhi preoccupati.
«Stai sudando e hai la fronte calda»
Crucciai il viso e mi toccai la fronte.
«No, non brucio»
Rafe mi accompagnò sul divano, facendomi sedere.
Entrò dentro casa senza dire nulla, e tornò con Barry, che sicuramente si era appena svegliato.
«Toccale la fronte»
Barry si avvicinò a mi posò il palmo su di essa.
«Cazzo bambina, potrei cucinarci la carne! Scotti di brutto»
Sbuffai.
«Ce l'hai un termometro?» Barry annuì ed entrò dentro.
Iniziò a pulsarmi la testa.
Barry imprecò , a quanto pare ci stava mettendo minuti per cercarlo.
«Ti muovi?» Rafe sbuffò e camminò per tutto il porticato.
«Rafe, calmati»
Si fermò e mi guardò.
«Si...scusa...è che-»
Si avvicinò a me e mi si sedette accanto.
«È solo febbre Rafe»
Lo guardai negli occhi.
Era...diverso.
Tornò Barry con il termometro e misurai la temperatura. Barry nel frattempo era andato dinuovo a dormire, mentre Rafe aspettava che uscisse il risultato della temperatura.
«Trentanove e due»
«Cazzo»
Rafe si alzò in piedi riflettendo. Con 'riflette' intendo dire che mi stava fissando e non diceva niente.
Mi alzai in piedi e lui mi prese subito per la vita.
«Rafe tranquillo, ce la faccio»
«Si...huh...»
Entrai dentro per bere un po' d'acqua, e Rafe mi seguì.
Presi la bottiglia dal frigo, e la versai in in bicchiere di plastica. Con la coda dell'occhio vidi il tavolo.
Mi girai e sopra di esso c'era una scia di polvere sparsa.
Cocaina.
Alzai lentamente lo sguardo su Rafe, in piedi all'entrata.
Poi abbassai lo sguardo e mi girai, dandogli le spalle.
«È tua quella?»
Sentii che si avvicinava dietro di me, ma poi si fermò ad un metro di distanza.
Lui non rispose.
Mi girai verso di lui, incazzata.
«Perché?»
Lui aggrottò la fronte e non disse nulla.
«Perché lo fai?»
Abbassò lo sguardo e fece no con la testa, continuamente.
«Mi rispondi?» Rafe alzò il capo.
«E tu perché non ti fai i cazzi tuoi? Saputella del cazzo»
Si girò e camminò velocemente fuori casa. Lo inseguii e riuscii a fermarlo dal braccio sul vialetto.
«Che problemi hai?»
«No! Tu! Tu che problemi hai!»
Mi puntò il dito contro il petto, spingendomi indietro.
«Non so nemmeno perché cazzo ti sto dietro!» Si mise le mani in testa e la abbassò.
«Rafe ma che stai blaterando?» Stetti ferma lì dov'ero, confusa e con la fronte dolorante.
«Rafe»
«Pensavo fossi diversa. Mi sono sbagliato»
Andò verso la macchina.
Ed io stetti ferma; lo guardai, immobile.
Mille pensieri sovrastarono la mia mente, e nemmeno il mal di testa fu capace di distrarmi.
Arrivò davanti la portiera, ma non entrava subito.
Abbassò lo sguardo sulla strada e poi lo alzò su di me.
Ero sicura che mi fosse scesa una lacrima, che però era unica, perché provavo più rabbia e confusione che altro.
Rafe mi squadrò, e poi strizzò gli occhi. Sembrava ragionare, cosa impossibile per lui dato che era una testa di cazzo.
Io non dissi niente.
Mi girai, e lentamente camminai dentro casa.
Non gli sarei corsa ai piedi, che sicuramente era questo quello che si aspettava da me.
Entrata in casa, sentii sfrecciare via la macchina: se n'era andato.

Lui pensava che io fossi diversa. Queste parole mi perseguitavano dall'intera giornata. Era stato un'idiota e speravo che lui lo sapesse.
Ero rimasta da Barry fino alle tre di pomeriggio. Poi, avevo preso in prestito la sua moto ed ero andata allo Chateau.
Fermai la moto davanti la casa e vidi John B, Kiara e Pope nel Twinkie, che forse aspettavano JJ.
C'è anche Sarah?
«Sarah?»
«Oh, ehm, ciao Lara»
Con Sarah avrei parlato dopo.
Chiesi dove fosse JJ e andai da lui.
Entrai in casa e lo vidi mettere due torce in una sacca nera.
«Lara!» Corse ad abbracciarmi subito.
«Scusami, per favore non lasciarmi più così» Ricambiai l'abbraccio solo dopo un po'.
«Tu mi hai cacciata»
«Lo so, perdonami»
Mi staccai dall'abbraccio e gli sorrisi debolmente. Anzi, mi sforzai.
«Sei calda, stai bene?»
«Huh si, ho solo fumato uno spinello», mento.
Mi scompigliò i capelli con la mano e mi sorrise giocosamente.
Sentii il clacson del twinkie suonare da fuori.
«Dove stai andando?»
«In missione oro. Andiamo»
«Cosa?» JJ mi prese dal braccio, e portandomi fuori casa, mi fece salire in macchina.
«Ma che sta succedendo? Perché siete tutti vestiti di nero?»
«Potremmo aver trovato l'oro»

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Reflections - Rafe CameronDove le storie prendono vita. Scoprilo ora