15 febbraio 2021
Sanremo aveva avuto un esito inaspettato. Ermal aveva vinto ed insieme al tanto ambito leoncino d'oro aveva conquistato la qualificazione all'Eurovision song contest. Per la seconda volta in carriera avrebbe affrontato la gara, per la prima volta come solista.
Sarebbe stato un evento particolare, non solo per l'importanza della manifestazione ma perché si sarebbe tenuto a Tirana, nella sua terra madre.
Sapeva che per lui sarebbe stato stranissimo trovarsi così vicino alla città che gli aveva dato la vita e rappresentare l'altra sua casa; eppure non vedeva l'ora di tornare dall'altra parte del mare.
Andare là, nella sua Albania e tornarci da vincitore.
Andare oltre il mare con il sorriso di chi è sopravvissuto e poi ha iniziato a vivere e sognare.
Il suo cuore però era ancora troppo pesante per poter pensare alle avventure dei mesi successivi. Aspettava con ansia che Asia tornasse dal lavoro per provare a risolvere quella piccola cosa che li stava tenendo entrambi sulle spine e che non permetteva a nessuno dei due di vivere in serenità quei momenti di felicità per vittoria.
«Sono a casa! – Asia entrò e lasciò sul pavimento la sua consunta cartelletta nera, buttò il giaccone in malo modo sull'appendiabiti in ingresso ed iniziò a guardarsi intorno – Ermal dove sei?»
«Qui»
«Qui dove?» iniziò ad esplorare la casa per arrivare, infine, alla camera da letto, il ragazzo era ancora sotto le coperte e sembrava che avesse aperto gli occhi solo da pochi minuti.
«Ti sei svegliato ora?» Asia lo redarguí posando le mani sui fianchi fintamente indispettita
«No, tipo alle dieci e qualcosa ma sono andato in cucina, ho guardato fuori dalla finestra e c'era il diluvio universale. Ho provato a farmi un caffè ma le capsule erano finite, allora mi sono messo a cercare la polvere ma non ho trovato la moka! Quindi ho deciso che era una giornata bruttissima e sono tornato a letto nella speranza che cambiasse» le lamentele di Ermal fecero sorridere la ragazza.
«Si e per consolarti ti sei mangiato tre pacchetti di wafer!» Asia lo prese in giro divertita osservando le carte abbandonate sul comodino; continuando a stare appoggiata allo stipite della porta con le braccia conserte.
«Dici sempre che i dolci curano la depressione delle giornate no, volevo vedere se funzionava anche con me»
«Ma tu non hai il ciclo!»
«Dettagli! Vieni a sdraiarti qua con me? Solo dieci minuti»
«Ermal forse non te ne sei accorto ma sono le una passate, io sono sveglia dalle sei e mezza e sono stata al lavoro tutta mattina. Avrei un po' di fame» la ragazza mentre snocciolava il suo elenco di motivazioni le contava sulle dita della mano ma non riusciva a stare seria perché lui stava provando, con scarso successo, ad imitare lo sguardo del gatto con gli stivali.
Alla fine, come sempre, cedette a quei due occhioni castani e si buttò con poca grazia sopra di lui.
Fortunatamente quella mattina, complice la stanchezza della settimana sanremese, non aveva indossato i jeans ma solo dei leggings neri ed un maglioncino grigio molto semplice , era tutto molto comodo per stare a fare niente sul letto.
«Ti sei riposato almeno?»
«A grandi linee si, ma sai che per una settimana come quella passata non basta certo una sola notte di sonno. Se poi penso ai prossimi mesi...»
«Speriamo venga in fretta il momento di andare in vacanza allora! - Asia rise e nel frattempo con la punta delle dita percorreva distrattamente il petto di Ermal tracciando linee immaginarie - quando è che parti per il tour di firmacopie?» improvvisamente si fece seria.
«Il 25...»
«Ancora dieci giorni qui con me, poi torniamo a vederci per sbaglio giusto?» il tono di Asia era un misto tra il rassegnato ed il deluso.
Le veniva ancora difficile accettare le lunghe assenze lavorative del compagno e vivere da sola in quella casa enorme era una cosa ancora complicata da accettare.
L'amore però era anche quello. Accettare ed aspettare.
Trovare dei compromessi per continuare a vivere insieme.
«Non essere così drastica, cercherò di tornare a Milano più spesso che posso, te l'ho già promesso» Ermal le prese il viso tra le mani per poi baciare con dolcezza le labbra carnose rese lucide dal burro cacao alla vaniglia.
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Fairy dust
Fanfic***Sequel di Unexpected*** Più che la storia voglio raccontare la foto di copertina. È un'immagine ambigua, un po' come la fine del primo racconto. Questa foto può essere un tramonto ma per le anime ottimiste è un'alba, un nuovo inizio. C'è il mare...
