Tu e Johnny siete seduti nell'ufficio del preside da venti minuti, l'unica cosa che avete sentito è stata la voce incazzata della madre di un bambino, che vostro figlio potrebbe aver picchiato. Al telefono non vi hanno detto molto, solo che vostro figlio ha litigato con un bambino che l'ha preso in giro.
"Sta tranquilla, non sarà nulla di grave"
Johnny cerca di tranquillizzarti, ti prende una mano e si avvicina di più a te. Sei solo arrabbiata, avete insegnato ai vostri due figli che la violenza non è una risposta, che non va mai usata. Avete fatto discorsi lunghissimi e tutto ciò non sembra essere servito a nulla.
"Lo so è solo che sono furiosa con lui"
La porta si apre facendoti ammutolire. La preside della scuola è una donna sui trenta, la sua giovane età le permette di essere più aperta. Vi siete trovati subito bene con lei, è disponibile e gentile. Ma in questo momento non trovi nulla di quella donna, è infuriata.
"Buongiorno. Sapete perché siete qui?"
Si siede dietro alla scrivania ed appoggia le mani una sopra l'altra sul legno. Ci guarda scocciata, o furiosa, probabilmente vi sta giudicando come genitori cattivi, che insegnano ai propri figli la violenza. O forse si fermerà al fatto che Johnny è conosciuto come la torcia umana. Annuisci anche se non hai tutti i dettagli, sei troppo arrabbiata per dire una sola parola.
"Vostro figlio è un ragazzo speciale, dovrebbe stare con i bambini come lui"
"Perché ha tirato un pugno? Mi dispiace ma sta esagerando, lei crede che i nostri figli siano speciali perché hanno me come padre!"
Esclama Johnny furioso. Si alza dalla sedia e cammina per la stanza, ci manca solo che prende il volo e mi molla qui da sola. Però non ha tutti i torti, i bambini vengono discriminati molto per questo, molte madri non lasciano i propri figli avvicinarsi a loro perché hanno paura che i nostri figli facciano loro del male.
"Signor Storm non parliamo di un pugno, parliamo di una palla di fuoco"
I miei battiti cardiaci aumentano notevolmente, Reed diceva che i bambini non avrebbero manifestato i loro poteri fino alla pubertà. Johnny scoppia a ridere e batte le mani, mi sento così in imbarazzo per la sua reazione.
"Johnny!"
"È decisamente il mio bambino!"
Lo afferri per un braccio e lo costringi a sedersi sulla poltroncina. Continua a sorridere in faccia alla preside e questo non va bene. Probabilmente non ha capito che vostro figlio verrà espulso dalla scuola, e mandato in un istituto per ragazzi speciali. Smetterà di andare a scuola con sua sorella, e non avrà più quei pochi amici che ora ha. Sarà un cambio radicale per lui.
"Le sembra una cosa divertente? Un bambino è finito in ospedale a causa di suo figlio!"
Esclama la direttrice facendo zittire Johnny. Se prima eri arrabbiata, ora sei infuriata. Sicuramente Johnny non userà più i suoi poteri davanti ai bambini, ed a casa farete i conti, si può scordare le coccole speciali per molto tempo.
"Noi pagheremmo tutte le cure necessarie, è stato un incidente... sono sicura che nostro figlio sia dispiaciuto"
"Oh certo che lo farete. Per quanto riguarda la scuola, mi dispiace ma non possiamo più tenerlo qui con noi"
Sapevi che darebbe finita così, Fin da subito sapevate che i bambini hanno lo stesso dna di Johnny, e vi siete preparati affondo, ma è troppo presto, ti chiedi se anche la sua gemella non abbia già manifestato qualcosa, magari una scintilla. Sicuramente Johnny li istruirà e insegnerà loro a controllarsi, ma sarà difficile.
"Oh andiamo non succederà più, parleremo con nostro figlio e non capiterà mai più!"
Esclama Johnny.Però questo non basta, ormai hanno paura di lui anche se è un bambino dolce e simpatico. È come suo padre, cerca sempre di far ridere tutti, è molto coccolone e dimostra il suo affetto nei modi più bizzarri.
"Devo poter proteggere i miei studenti, e vostro figlio in questo momento è instabile"
Ti alzi prontamente e Johnny fa lo stesso. Non saluti nemmeno quella donna, esci dal suo ufficio con una rabbia ben peggiore. Il bambino è seduto su una delle panchine in giardino. Sa bene che è nei guai, tiene lo sguardo basso ed ha il respiro pesante. Ti abbassi alla sua altezza mentre Johnny rimane alle tue spalle.
"Hai combinato proprio un guaio stavolta"
Borbotta Johnny. Sembra al quanto imbarazzato, tutta la rabbia di colpo sparisce e la tristezza prende il suo posto. Non dev'essere bello sentirsi diverso dagli altri. Johnny per fortuna non ha mai dovuto sperimentare questa cosa, ha avuto i suoi poteri in età adulta.
"Non è stata colpa tua, è normale sentirsi strani. Il tuo corpo sta cambiando, ed anche le tue emozioni. Adesso andiamo a prendere un gelato, papà ed io risponderemo a tutte le tue domande"
Prometti con un sorriso. Lui annuisce e ti si tuffa tra le braccia, dev'essere così spaventato, ma per fortuna voi siete preparati a tutto. Jonny si unisce all'abbraccio, lascia un bacio tra i capelli al bambino e poi uno sulle tue labbra.
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Immagina Chris Evans
FanfictionUna serie di immagina con protagonista i vari personaggi interpretati da Chris Evans. Buona lettura :)
