capitolo 42 - Brian

315 31 6
                                        

Brian

Esco dal Club e lui è lì, oltre il cancello, con la testa china sul cellulare.
Conobbi Jordan un mese prima dell'incidente, era venuto qui a trovare Iris e voleva, giustamente, assicurarsi che l'uomo col quale aveva deciso di vivere insieme fosse un tipo apposto.
Andammo subito d'accordo e passammo la serata a parlare di sport, della mia musica, del suo tirocinio in ospedale, il giorno dopo lo passammo in giro per la città tutti e tre e poi tornò a Providence, tranquillo.
Lo rividi in ospedale, mi gettò la schiena contro il muro e mi prese a pugni.
Incassai ogni colpo inerme, meritavo tutto e anche ben altro.
Ora, quando alza gli occhi ed incontra i miei, si incendiano, vedo il fuoco dell'odio fin da questa distanza e non posso biasimarlo.

Mi avvicino di fretta, sperando di evitare che lei ci veda.
"Sali in auto, devo parlarti."
Jordan serra la mascella e mi guarda torvo.
"Non vado da nessuna parte con te."
Il tono è duro e denota disprezzo.
"Si tratta di tua sorella, per favore."
Lancia un'occhiata al Club, restio sul da farsi, ma per fortuna cede seguendomi alla mia auto, parcheggiata di fronte.
Il tempo di salire entrambi e do gas portandoci lontani da lei.
"Che cazzo vuoi da me, Brian? Soprattutto, cosa vuoi ancora da Iris?"
Voglio solo poterla amare, rimediare al passato, questo è ciò che mi verrebbe spontaneo dirgli, ma tento di non farlo serrando le labbra, perché non so se capirebbe quanto sia difficile la posizione in cui mi trovo.
" Non ti è bastato quasi ucciderla? L'hai dovuta riportare nella tua vita per farle ancora del male?"

Stringo il volante con forza, essere onesto è l'unica cosa che posso fare.
"Io sono sparito, non ero degno di tua sorella all'ora e non lo sono adesso, ma non ho fatto nulla per farla rientrare nella mia vita."
Ho fatto una promessa a Dio e a lei, sparire, in cambio ho solo chiesto di salvarla e ho mantenuto la parola.
Solo quell'uomo onnipotente che sta lassù e a cui lei ha sempre creduto sa quanto mi è costato, ma l'ho fatto.
"È stato il destino a portarla al Club, da me, alla ricerca di risposte."
È tutta colpa del fato che mi sbeffeggia, ma io posso solo ringraziarlo perché anche solo per poco, la sua presenza mi ha riportato alla vita.
"Certo, il destino, come no, beh, non permetterò che si innamori nuovamente di te e finisca ancora per spezzarsi."
Mi sputa addosso stringendo i pugni.

Accosto lungo l'East River e scendo dall'auto, lui mi imita immediatamente.
"Sei qui per dirle la verità?"
Vado dritto al punto, girarci intorno non servirebbe a niente, ed io, ho bisogno di sapere.
"Io fin'ora non l'ho intralciata perché so che è giusto che ricordi, che sappia, ma mi trovo in un limbo, perché se sapesse ne soffrirebbe."
I suoi occhi si perdono lungo il fiume e conosco bene quello sguardo, conosco bene quei dubbi che ti logorano dentro mangiandoti vivo, lentamente, sono i sensi di colpa.
"Se non le avessi mandato quel messaggio, dieci minuti fa, io le avrei detto chi sono davvero."
Fisso quelle acque chete, infilo le mani nelle tasche dei jeans e la mia mente viaggia.

Non dimenticherò mai le parole dei medici quando era in coma, quella paura di perderla, come non potrò mai eliminare dalla memoria quella sensazione di sconcerto quando poi al risveglio non ricordava nulla della sua vita, nemmeno la sua stessa immagine riflessa allo specchio.
Ma era fuori pericolo e questo mi bastava.
Una sola volta entrai in quella stanza, approfittando della compassione dell'infermiera di turno e del fatto che la sua famiglia stava parlando con i medici altrove.
I suoi occhi smarriti, catapultati nei miei quando la chiamai per nome, scrisse la mia fine.
Mi scambiò per un inserviente, in quel momento capii che era la sua chance, era il momento di uscire di scena e mantenere la promessa fatta.
Una promessa fatta prima a lei, quando mi lasciò a causa delle mie parole, pochi minuti prima di salire su quella maledetta auto, e poi a Dio, quando lo supplicai di salvarla.

"Una parte di lei si ricorda di me."
Mai avrei creduto potesse succedere, sembrava il mio castigo essere cancellato totalmente dai suoi ricordi, dal suo cuore, dalla sua vita, invece, una briciola del nostro amore, un frammento di me, ha resistito in lei.

"Lo so, sogna un uomo che corre da lei per salvarla e, lo sogna anche in altre situazioni, ma non sa dargli un volto, per ora."
Jordan mi svela queste nuove informazioni, non immaginavo che lei ricordasse anche altri nostri momenti condivisi.
" Mi ha confessato di provare qualcosa."
Per la prima volta da quando siamo qui i nostri occhi si incontrano.
"Il nostro amore è ancora lì, da qualche parte."
Lo dico più a me che a lui.

" La convincerò a tornare a Providence, le dirò la verità, tutto pur di tenerla lontana da te."
Capisco che voglia proteggere sua sorella, ma non può decidere al posto suo.
" Non hai capito un cazzo, da quando l'ho rivista ho solo provato a tenerla lontana, ma aveva bisogno di un lavoro, una casa, e..."
Sto raccontando un mucchio di stronzate, certo, avrei aiutato in qualche modo chiunque avesse avuto bisogno del mio aiuto, ma lei, la realtà è che non ho mai voluto altro che tenerla con me, avere un'occasione di redenzione.

"Io amo Iris, perderla è stato come morire, è un sentimento che ti strappa il cuore dal petto e lo calpesta."
Quando varcai la soglia dell'ospedale per andar via, mi sono annullato.

" Jordan, io ho sempre vissuto per la musica, poi è arrivata lei e ha preso il primo posto nella mia vita, da quando l'ho persa, tutte le note sono scordate."
I nostri occhi si incontrano e per un attimo mi sembra di scorgere pietà nei suoi.
Porto una mano alla fronte per ricacciare indietro il solito ciuffo di capelli troppo lungo, affetto con l'altra il pacchetto di sigarette dalla tasca del cappotto e ne estraggo una afferrandola con le labbra.
Jordan me ne chiede una e gliela offro volentieri, nonostante ricordi che lui, a differenza mia, non è un grande fumatore, ma immagino che questa situazione richieda un'eccezione.

" Non dovrei lasciarmi impietosire, perché so solo che lei è quasi morta, ma voglio credere al tuo sentimento, al tuo pentimento per come sono andate le cose, però resta ciò che è successo."
La prima cosa che feci quando lei si mise al volante, fu chiamare lui, per chiedergli di far ragionare sua sorella, ero preoccupato, gli confessai del nostro litigio e del suo stato.
Poi presi un taxi e lungo il tragitto verso casa sua, vidi l'auto capovolta, il momento più terribile della mia vita.

" Le dirò tutta la verità, sarà poi lei a decidere se darmi una possibilità, ma se dovesse succedere, farò tutto quello che posso per tenerla al sicuro e per renderla felice."
Il mio è un velato avvertimento, perché solo lei potrà tenermi fuori dalla sua vita, nessunaltro.

"Odierà tutti, me, i nostri genitori, te, sarà terribile ciò che scoprirà e si sentirà tradita, già è così, la perderemo, tutti noi."
Jordan continua a fissare il fiume davanti a sé, ma in realtà, proprio come me, ciò che vede è altro.
Nella mente di entrambi le immagini di Iris si susseguono, di ciò che è stato e di ciò che accadrà.

"Nonostante questo, è giusto così."

"

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Un Battito AncoraLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora