Brian
La sto spezzando, ancora.
I suoi occhi, spalancati, si perdono nel vuoto, la mano è fissa sul basso ventre piatto e il labbro trema.
Fuori da questa stanzetta arriva la musica soffocata dalla porta insonorizzata, al di fuori da queste quattro mura la vita continua a scorrere, qui dentro, invece, si è fermata.
Resto con spalle ricurve, davanti la scrivania, sconfitto da un destino beffardo, sconfitto dalle mie scelte, sempre sbagliate.
L'ho persa quel giorno, la sto perdendo anche adesso.
Volevo solo proteggerla, evitare che scoprisse tutto, sottrarla a ciò che la aspetta, ma non ci sono riuscito.
Vorrei stringerla, confortarla, chiederle perdono, asciugare le lacrime che iniziano a bagnare le sue guance rosse, ma non ho il diritto di fare neanche questo.
Iris mi sembra ad un tratto in affanno, la mano si sposta al petto e l'altra sulla fronte, ad occhi chiusi barcolla, due falcate e la afferro, impedendole di finire a terra.
"Stai bene?"
Non risponde, continua con la bocca aperta ad inglobare aria, ma sembra non riuscirci.
La accompagno verso il divano e lentamente si siede, credo abbia un attacco di panico.
Vederla così è a dir poco straziante.
Mi inginocchio davanti alla sua figura quasi ripiegata, la sua mano, debolmente, cerca di allontanarmi dal suo corpo, ma è senza forze al momento per riuscirci.
"Respira con me, inspira profondamente con il naso, trattieni l'aria per cinque secondi ed espira con la bocca, lentamente."
Afferro entrambe le sue mani costringendola a guardarmi, occhi negli occhi, entrambi respiriamo a fondo e poi rilasciamo l'aria.
Questi interminabili minuti ci fanno creare una connessione intima, anche se lei non vorrebbe, infatti, non appena riesce a regolarizzare il respiro, sfugge al mio tocco ritraendo le mani e spostando il suo corpo più lontano dal mio.
Raccoglie i lunghi capelli da un lato e continua a fissare quel cofanetto di legno, abbandonato accanto a lei.
"Non è possibile ciò che mi hai detto, io non ..."
Scuote la testa, rinnegando la verità che tanto cercava, le avevo detto che si sarebbe fatta male trovandola.
"In ospedale avrei dovuto scoprirlo, nessuno mi ha detto..."
La interrompo, lei è più arguta ed intelligente di così, ma quando si tratta di sé non riesce ad aggirare gli inganni.
"Iris, tuo padre è il primario e suo fratello è il direttore sanitario dell'ospedale in cui sei stata ricoverata, è ovvio che abbiano tenuto la cosa riservata."
Sembra analizzare le mie parole.
"Nessun altro medico coinvolto si sarebbe messo contro di loro rivelandomi di essere..."
Non riesce nemmeno a dirlo, come biasimarla.
Annuisco, anche se so che non stava direttamente parlando con il sottoscritto, ma solo ragionando a voce alta.
Porta entrambe le mani sul viso, nascondendosi per qualche istante al mondo, a me, alle mie rivelazioni, ora è tutto cambiato, non si torna più indietro.
Le dita stropicciano il suo volto distrutto e finiscono tra i capelli accarezzandone tutta la lunghezza, un sospiro e poi i suoi occhi puntano i miei.
"Ho bisogno di sapere tutto."
Ora sono io a sospirare profondamente, perché sto per rivivere i momenti più bui della mia vita.
Flashback
"Sono incinta."
Sbatto le palpebre confuso, tutto il frastuono della gente intorno a noi, dei treni in partenza e in arrivo, mi fanno supporre di aver sentito male.
"Non ho capito cosa hai detto, mi sembrava..."
"Hai capito bene, io sono incinta."
Mi interrompe nervosamente, porta un unghia alle labbra e inizia a giocarci, mentre i suoi occhi tremano fissandomi.
Io resto in silenzio, continuo a guardare un punto indefinito sul pavimento e non lei, non ci riesco.
" Brian, dì qualcosa."
Mi sposto verso il pilastro e appoggio la spalla, ho bisogno di un sostegno in questo momento o potrei cadere rovinosamente a terra.
Estraggo dalla tasca del giubbotto il pacchetto di sigarette e con le labbra ne estraggo una.
Ho bisogno di fumare.
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Un Battito Ancora
RomanceUn giorno ti svegli e non sai più chi sei, i tuoi ricordi sono andati persi a causa di un incidente e ti senti un'estranea nella tua stessa vita. Ma non nei tuoi sogni, che continuano a lasciare briciole di pane da seguire per riconquistare ciò che...
