Brian
Quattro fottuti giorni e non passa un solo istante in cui io non mi sia pentito della scelta fatta.
Quattro fottuti giorni in cui lei è qui, tutte le sere, nel mio club, fra i miei pensieri, davanti i miei occhi e nei miei dannati sogni.
È stata una serata pesante, c'era davvero il pienone per via di un gruppo musicale che sta iniziando ad avere il suo buon successo in città e ho convocato un manager per l'occasione, voglio aiutare questi ragazzi.
Il locale si sta svuotando ormai e ho bisogno di allontanarmi da lei.
Fino ad una settimana fa trascorrevo le mie serate tutte uguali, i miei giorni apaticamente, ed è bastato un nome scritto su un foglio, due occhi appartenenti ad una ragazza cocciuta e una maledettissima domanda, "mi conosci?", per uscire fuori di testa e non capire più un cazzo.
La sua presenza sfida ogni mio limite e ogni resistenza,ma non potevo non aiutarla, lei avrà sempre la priorità per me e d'ora in avanti sarò il suo angelo custode pur restando nelle retrovie, nell'ombra.
Il mio amico Thomas mi viene incontro con occhi spiritati, la bocca spalancata e al suo seguito Aiden che se la ride, mi spinge dentro il mio ufficio, acciuffa l'altro idiota dal braccio e chiude la porta così da darci privacy e, soprattutto la possibilità di poter dare di matto senza testimoni.
I suoi occhi scuri puntano dritto nei miei e anche io come Aiden tento di non ridergli in faccia.
«Brian, siediti perché potresti avere uno schock.»
Alzo gli occhi al cielo per la sua reazione spropositata e per la sua idiozia, maggiormente.
«Per caso c'è Iris nel mio club? Sconvolgente.»
Mi prendo gioco di lui, è talmente rimasto sorpreso di vederla qui, di nuovo nella mia vita, che poverino non riesce a ragionare.
«Sta servendo ai tavoli, cioè, sarebbe più corretto dire, cercando di distruggermi il locale, quindi è ovvio che io ne sia già a conoscenza.»
Aiden continua a ridere del nostro amico comodamente seduto sul divanetto, mentre io mi accomodo dietro la mia scrivania, Thomas è l'unico a restare imbambolato in piedi con un punto interrogativo stampato in faccia.
«Come è successo, quando, ma soprattutto, lei ricorda? Cosa più importante, tu come stai?»
Posso solo prendere un profondo respiro e liberare tutta l'aria, porto istintivamente una mano fra i capelli biondo scuro, poggiando la schiena allo schienale di pelle, ma appena apro le labbra per poter rispondere, non emetto nessun suono, perché non lo so nemmeno io come diavolo sto.
«Lei non ha recuperato la memoria dopo l'incidente, non so come sia arrivata qui a New York, ma ha scoperto che frequentava questo posto e si è messa in testa di voler lavorare qui, sicuramente alla ricerca di altri indizi sul suo passato.»
E' Aiden a parlare notando che le parole mi sono rimaste bloccate in gola, salvandomi da questa situazione scomoda.
«Arriverà alla verità, lo sapete?»
Thomas sembra sicuro di questo e noto anche gli occhi chiarissimi di Aiden fissare ad un tratto il pavimento pur di evitare i miei e non darmi conferma che la pensa anche lui così.
«Non posso permetterlo, non dovrà scoprire cosa successe, ora che non ricorda ha la possibilità di avere una vita migliore, serena.»
Tuono all'improvviso serio, convinto che sarebbe la cosa migliore per lei.
«Piena di menzogne vorrai dire.»
Thomas viene a sedersi sulla poltroncina di fronte a me e mi osserva.
«Una seconda possibilità intendo e lo sai che se lo merita, non posso toglierle anche questa opportunità.»
Ribatto infastidito.
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Un Battito Ancora
Storie d'AmoreUn giorno ti svegli e non sai più chi sei, i tuoi ricordi sono andati persi a causa di un incidente e ti senti un'estranea nella tua stessa vita. Ma non nei tuoi sogni, che continuano a lasciare briciole di pane da seguire per riconquistare ciò che...
