Iris
28 Maggio
Brian afferra i miei occhiali da sole e me li infila, gli sorrido e lui di rimando fa lo stesso, prendo la borsetta e usciamo dal nostro appartamento.
Ebbene sì, sono andata a prendere le mie cose dalle ragazze e sospeso la mia ricerca di un appartamento dove poter andare a vivere.
Magari abbiamo affrettati i tempi, ma non importa, dopo la notte in cui mi ha trovata sotto la pioggia, a fine febbraio, e nella quale ci siamo giurati amore, sono tornata al mio posto nel giro di pochissimi giorni, cioè accanto a lui.
In realtà, ci hanno rubato diversi anni, ed alcuni, almeno per me, sono andati del tutto persi, quindi vogliamo entrambi ricominciare da capo, costruire alti ricordi, vivere il nostro amore.
Salgo in auto euforica, oggi è il Manhattanhenge, per l'occasione Brian ha chiuso il Last Soul ed è da due settimane che mi ha promesso questo itinerario, ripercorrere alcune tappe importanti del nostro passato, io, resto curiosa di scoprire chi eravamo, cosa ho dimenticato.
Mi sono rassegnata ad aver perso del tutto i miei ricordi, ma inizio a vivere diversamente questa condizione alla quale sono condannata, con uno spirito più sereno.
Devo dire che Brian mi sta aiutando molto in questo, la sua presenza nella mia vita riesce a rassicurarmi, a farmi sentire completa.
Non ho paura che possa amare più la me del passato, fra noi c' è una sintonia che non credevo potessi mai provare con nessuno, per non parlare della passione, in fondo, dobbiamo recuperare anni persi.
La prima tappa è al semaforo della 43esima strada.
«Mi hai parlato del nostro primo incontro.»
Lui ha gli occhi fissi sul marciapiede, perso nei ricordi, in questo momento, più di altri, lo invidio un po', perché dentro sé custodisce tanti frammenti di noi che io non ho più.
«Eri proprio qui, osservavi il sole tramontare lungo i palazzi e disegnavi, estraniata dal mondo, se non fosse stato per quell'ubriaco che stava quasi per travolgerti con la sua auto, non ti avrei salvata, non ci saremmo conosciuti, e non ...»
«Non ti avrei rovesciato il caffè addosso.»
Entrambi ridiamo.
Provo a guardarmi intorno, provo ad immaginare la scena, cerco di ricordare, ma niente, non ho nessun flashback.
Osservo, fra la folla, il sole al nel cielo, al tramonto mancano ancora due ore.
«Il giorno del Manatthanhenge sono arrivata qui a New York, stavo osservando il cielo, tutti erano in strada, a pensarci ero proprio vicino il tuo Club, ma di corsa presi un taxi per andare a Boston da Kate, era finita in ospedale.»
Gli occhi azzurri di Brian si assottigliano quando gli racconto l'aneddoto, mentre le sue labbra si incurvano leggermente verso l'alto mi domando il perché.
«Sapevo fossi tu, una parte di me l'ha sempre saputo.»
Passa la mano fra i capelli corti che gli stanno benissimo, fanno risaltare il volto.
«Cosa intendi?»
Chiedo curiosa, non capendo il senso delle sue parole.
«Ti vidi, quel giorno ero sul mio tetto, mi stavo godendo lo spettacolo, poi mi ritrovai a guardare la gente riversa in strada e appiccicata a quei telefoni e, ti vidi."
Provo a cercare nella mia mente quel giorno, il ricordo del tramonto, l'emozione che ho provato, ma di lui nessuna traccia.
"Fissavi il tramonto, proprio come quando ti conobbi, l'unica ad intrappolare nei propri ricordi la meraviglia che ci stava regalando madre natura, senza un telefono.»
Mi pentii di non avere con me l'album da disegno e, successivamente, anche di non aver catturato quello spettacolo attraverso un obiettivo, ma ero incantata da ciò che i miei occhi cercavano di intrappolare con ogni dettaglio.
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Un Battito Ancora
RomanceUn giorno ti svegli e non sai più chi sei, i tuoi ricordi sono andati persi a causa di un incidente e ti senti un'estranea nella tua stessa vita. Ma non nei tuoi sogni, che continuano a lasciare briciole di pane da seguire per riconquistare ciò che...
