Iris
Visto che per arrivare al mio appartamento bisogna, non solo entrare nel Club dalla porta principale, ma anche passare nell'ufficio del capo per raggiungere le scale che conducono al piano di sopra, mi è sembrato corretto chiedere a Brian il permesso di poter ospitare le mie amiche a casa.
Ho invitato a pranzo Sofy e Chloe, all'ultimo minuto ho esteso l'invito anche a Grace, la cognata di quest'ultima.
L'ho conosciuta alla caffetteria della zia di Sofy, negli ultimi tempi, prima che iniziassi a lavorare, è capitato spesso di incontrarci tutte e quattro e, mi fa piacere rivederla.
Ho bisogno di amiche al momento.
Accolgo le ragazze con entusiasmo, ammetto che rivederle mi riempie il cuore di gioia e devo assolutamente scusarmi con loro per averle trascurate nelle ultime due settimane.
"Chloe, ti sembra di conoscere questa ragazza che si sta sbracciando e sta venendo verso di noi?"
Grace ride per la battuta di Sofy, venendomi incontro ad abbracciarmi.
" Mi è familiare, credo di averla già vista, come si chiama? Tu lo ricordi?"
Alzo gli occhi al cielo per la risposta di Chloe.
"Avete ragione, sono sparita, ma mi sono dovuta abituare ai ritmi del Club, la nuova casa...."
"Ci hai chiamate solo per il trasloco."
"E snobbate nuovamente."
Mi interrompono finendo l'una la frase dell'altra.
" Ma volete lasciarla in pace?"
Qui l'unica che mi difende è Grace per fortuna.
" Iris, anche io le avrei ignorate concentrando le mie energie sul Club."
Mi sorride la rossa facendomi un occhiolino e cingendomi la spalla con il suo braccio.
" Sul proprietario vorrai dire."
La rimbecca Sofy facendola sghignazzare, provocandomi però un moto di fastidio che non mi spiego.
Saliamo nel mio piccolo e confortevole appartamento e finalmente posso sentirmi a casa, ospitare un'amica, ma anche semplicemente respirare grazie a finestre o solo muovermi.
" Questa puoi chiamarla casa."
Esclama Chloe andando a sedersi sul divano.
" Avevi ragione quando ci hai detto che c'era lo zampino di una donna qui."
Sofy sta curiosando già in giro.
"Hai indagato se queste cose appartengono o meno alla sua ragazza?"
La rossa afferra il romanzo che ho finito di leggere, sfogliandolo pigramente.
" Non stanno più insieme."
Ma questo non significa che il suo cuore sia libero, evito però di sottolineare questo fondamentale dettaglio.
" Perfetto, hai campo libero."
Gli occhietti piccoli e vispi di Sofy sembrano illuminarsi.
" Ragazze, io non ho un debole per il mio capo e non ho intenzione di provarci."
Ho giusto il tempo di terminare la frase, una vocina squillante mi parla quasi sopra.
" Allora ci provo io."
Ribatte la castana con entusiasmo.
" Sofy, tu non ci provi con nessuno! Quanti altri due di picche vuoi?"
Chloe spegne ogni barlume di speranza nella sua amica, facendola imbronciare, ma in effetti lei fa gli occhi dolci e avance spudorate ad ogni ragazzo carino, ma nessuno mai le da corda.
" Prima o poi qualcuno, anche solo per sfinimento, diventerà il mio ragazzo, cedendo."
Grace ed io ridiamo di gusto per le sciocchezze che la mente di questa ragazza riesce a partorire.
" Ci hai raccontato che è stato molto carino e protettivo nei tuoi riguardi, magari ha un debole per te, in fondo un uomo non fa mai nulla senza un secondo fine."
La rossa ha un tono molto sprezzante, ma non credo stia pensando a Brian in questo momento, considerando che lo ha visto due volte, oltretutto da lontano, dentro il Club.
" Innanzitutto è palesemente legato al suo passato."
Indico la stanza intorno a noi piena di oggetti appartenenti all'ex.
" E poi, per quanto sia un bel ragazzo, io sono alla ricerca di qualcunaltro."
Istintivamente porto la mano alla mia catenina che stringo forte nel pugno chiuso.
" Per non parlare del fatto che sia un tantino bipolare, temo, perché riesce ad essere gentile e il giorno dopo irritato dal solo fatto che respiri la sua stessa aria, provando in tutti i modi ad evitarmi."
Un sospiro sfugge alle labbra dipinte di un rossetto color mattone opaco di Grace.
" Ti capisco e questi tipi sono da tenere lontani."
Si acciglia iniziando a giocherellare con il cuscino del divano che stringe fra le mani.
" La mia cognatina ha dei segreti che non vuole rivelare, ma che sono talmente palesi che solo quello zuccone del mio ragazzo non riesce a vedere."
Grace spalanca gli occhi guardando Chloe, inizia a sistemarsi i capelli di lato cercando si indossare una maschera di indifferenza.
" Smettila, hai davvero una fervida immaginazione."
È palesemente a disagio.
" Andiamo, anche i muri se potessero parlare ti direbbero che tu e Davide avete qualcosa di irrisolto."
Conclude Sofy dandole il colpo di grazia.
" Tu e Davide? Cioè il migliore amico di tuo fratello?"
Chiedo cadendo dalle nuvole.
" Non c'è stato, non c'è e non ci sarà mai niente fra noi, sono solo stupide fantasie di queste due, lasciale stare Iris."
Tenta poi di sviare il discorso su di me.
" Hai fatto progressi con la tua memoria?"
Questa domanda mi intristisce perché vorrei tanto dirle di sì, ma sarebbe una grossa menzogna.
" Non ho recuperato nessun ricordo, nessun flash e, purtroppo, nessuno mi ha riconosciuta, dopo Sally, però..."
Mi blocco, perché ciò che mi frulla in testa è solo una stupida idiozia che non ha fondamenta.
" Cosa? " " Però?" "Continua."
Tutte e tre mi incitano a terminare la frase lasciata in sospeso.
" Qui dentro, a volte, ho delle sensazioni che non mi so spiegare."
Nel Club, in questo appartamento, perfino la prima e unica volta in cui sono salita sul tetto, ma soprattutto, quando ascolto Brian cantare, c'è qualcosa che mi smuove dentro.
"È un bene, visto che hai avuto la conferma di essere già stata in questo locale, quindi queste sensazioni sono un bene, significa che da un momento all'altro potresti ricordare qualcosa."
La mora cerca di infondermi ottimismo e la ringrazio tacitamente con un sorriso.
Anche io ho questa speranza, ma sento anche una strana paura che mi abbraccia in quei momenti, come se temessi di trovare un passato pieno di dolore.
In fondo la mia famiglia ha tentato in tutti i modi di tenermene lontana, riempiendomi di omissioni e menzogne, il timore di dovergli un giorno dar ragione cresce.
Questo è un pensiero che mi fa rabbuiare, perché fra pochi giorni sarà natale e li rivedrò, con gioia, sia chiaro, ma anche con un pizzico di paura, perché ho intenzione di dir loro la verità.
Pensano ancora che io mi trovi a Boston, che stia nella mansarda di Kate, che segua quel corso per diventare l'assistente del mio vecchio professore del college.
Basta bugie, ne sono satura.
"Sei certa che il tuo capo non ti conosca?"
La voce di Grace mi riscuote facendomi fissare i suoi occhi caldi, di un colore stranissimo, quasi ramati come i suoi capelli.
"È la prima cosa che gli ho chiesto, ma mi ha assicurato di no, in fondo non può conoscere tutti quelli che frequentano il suo locale."
La sua espressione dubbiosa per un istante mi coinvolge, le chiedo di dar voce ai propri pensieri.
" Anche Sally lavora qui, ma lei ti ha riconosciuta e ha detto che eravate solite, quando capitava di incontrarvi, chiacchiare al bancone e, lui passa le sue sere in quel punto."
Analizzo la tesi della mia amica trovandola interessante, certo, ma in quel caso, fra tutti, almeno Jack, il barman, dovrebbe ricordarsi di me, invece tutt'oggi sbaglia il mio nome quando si rivolge alla sottoscritta.
E poi perché Brian dovrebbe mentirmi facendo finta di non conoscermi?
Non avrebbe senso.
Decido di ignorare questi pensieri e godermi un pomeriggio fra amiche, cercando di chiudere fuori questa strana sensazione, conseguenza di un sospetto che tenta di annidarsi nella mia mente.
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Un Battito Ancora
RomansaUn giorno ti svegli e non sai più chi sei, i tuoi ricordi sono andati persi a causa di un incidente e ti senti un'estranea nella tua stessa vita. Ma non nei tuoi sogni, che continuano a lasciare briciole di pane da seguire per riconquistare ciò che...
