Iris
Scendo dal treno e vedo subito fra la gente mio fratello che mi saluta con entusiasmo, mi viene incontro e mi abbraccia,
Inizialmente le mie braccia restano abbandonate lungo il mio corpo, ma subito mi riprendo e lo stringo a mia volta.
Dimenticare il suo tradimento, quello di Kate, che continua a chiamare a vuoto, superare quello di Brian, che ha spezzato qualcosa dentro me, non è semplice.
Perdonare quello dei miei genitori, che anche una volta hanno tirato i fili della mia vita a loro piacimento, come burattinai, è impossibile.
Mi rendo conto che un pensiero del genere, partorito da me, sembra proprio una barzelletta.
"Come stai? Sei pronta?"
La mia testa, d'apprima fa cenno di sì, presa da spavalderia, che sfuma immediatamente, portandomi a muoverla a destra e sinistra.
Perché non sono pronta ad affrontare i miei genitori.
Come farò a guardarli negli occhi e avere la conferma, non solo di quello che hanno fatto, ma soprattutto di nessun pentimento!?
Oggi si spezzerà definitivamente un legame che, era già da anni,fragile.
"Coraggio, sorellina, io sarò al tuo fianco e dalla tua parte."
Il sorriso che mi regala Jordan mi infonde una buona dose di fiducia.
Usciamo dalla stazione ferroviaria e ho una sorpresa, non so però se definirla piacevole o meno.
Mi volto di scatto verso mio fratello chiedendo spiegazioni.
" Che ci fa qui?"
" È di supporto, credo che oggi avrai bisogno di un'altra spalla, e ricordati, che è dalla tua parte, ma soprattutto, allo scuro della tua condizione, come me."
I miei occhi incontrano i suoi, mentre avanza verso di me, io sono restia a credere che anche lei non sapesse nulla.
"Ne avete parlato?"
Mi rivolgo a mio fratello stranita.
"Mi ha chiamato, non avendo tue notizie era preoccupata, e aveva già immagino che avessi scoperto tutto, dato il tuo silenzio improvviso."
Mi fissa determinato.
"Avete bisogno di parlare."
Torno a guardare l'amica di una vita intera, colei che è stata la mia confidente, la compagna di avventure e sventure, la sorella che ho scelto, e vedo la stessa persona di sempre, della quale puoi fidarti.
"Ciao Iris, sono felice di rivederti e spero che potremo parlare di quello che è successo."
Mantiene le distanze, e un po' mi dispiace, ma hanno ragione entrambi, io e lei, dobbiamo parlare.
"Voglio una risposta semplice e sincera, tu sapevi che ero incinta?"
La fisso truce, quasi sfidandola, mentre lei ha gli occhi lucidi.
"Ti giuro che non lo sapevo."
Sbatte le palpebre più volte per contenere le lacrime, il mento disegna alcune cavità e il labbro inferiore trema leggermente.
"Ho sbagliato, come tutti, a tenerti lontana dalla verità, lontana dai tuoi ricordi, da ciò che eri."
Tenta di fare un passo verso di me, ma sembra ripensarci restando al suo posto.
"Non sono mai stata d'accordo a riempirti di menzogne, per questo ho cercato di indirizzarti verso la strada giusta, verso lui."
È vero, io ho scoperto tutto in fondo, grazie a Kate, sono andata a New York incitata e motivata dal suo supporto, dalle sue confessioni, ho trovato Brian per via dei suoi consigli.
"Perché ti sei unita a questa sceneggiata?"
Abbassa ad un tratto lo sguardo e sospira pesantemente.
"Perché Brian mi ha chiesto di farlo."
Queste parole mi sorprendono molto.
" Tu, poco prima dell'incidente lo hai supplicato di uscire dalla tua vita."
Mi torna in mente il racconto che mi fece lui di quel maledetto giorno.
"Non voleva farti più del male, mi ha detto che ti aveva tradita nel modo peggiore e che l'incidente era colpa sua."
Brian si è colpevolizzato per tutto questo tempo, e i sensi di colpa lo hanno schiacciato.
"Non sono mai stata d'accordo ma, tuo padre, al risveglio, data l'amnesia, gli ha imposto di non avvicinarsi a te, avresti avuto una vita serena senza sapere ciò che era successo davvero."
Il mio labbro finisce intrappolato fra i denti per la frustazione.
"Ma ti giuro che non sapevo della gravidanza, altrimenti te lo avrei detto, proprio come ho fatto con la tua vita a New York."
Le lacrime sul suo volto scendono copiose, e anche i miei occhi ne sono colme.
Al suo ennesimo mi dispiace, il mio corpo scatta in avanti e le braccia stringono la mia amica.
Asciugate le lacrime sul volto di entrambe, ci siamo messi tutti e tre in auto, diretti verso l'ospedale.
Ora, sono qui ad osservare queste porte scorrevoli e la gente che entra ed esce.
" Iris, dovremmo entrare."
Jordan mi affianca e posa una mano sulla mia schiena per incitarmi, non solo con le parole, ma anche concretamente, sospingendomi.
Varcare quelle porte, significa chiudere con i miei genitori, perché qui, troverò solo la conferma a tutto quello che già so e tutto quello che ho ipotizzato.
"Iris, tua madre sta arrivando."
Kate indica col mento i parcheggi, mi volto e vedo lei che, con il suo tailleur grigio e le sue Louboutine ai piedi, avanza sicura di sé.
"Tesoro, tuo fratello mi ha detto che devi fare una visita urgente, non ti senti bene?"
Mia madre mi bacia, ma non riesco a darle neanche un briciolo di affetto.
Guardo il ragazzone alto il doppio di me che è al mio fianco, chiedendogli tacitamente spiegazioni.
"È giusto che assista e ne risponda."
Alza le spalle tranquillamente e avvolge le mie spalle con il suo braccio trascinandomi verso l'ingresso.
Rimettere piede qui dentro è sempre stato difficile per me, anche per le visite successive alle mie dimissioni dopo il coma, tornavo qui e le stesse vibrazioni stonate, piene di angoscia, mi si imprimevano addosso.
I momenti nei quali ho aperto gli occhi e non riconoscevo nessuno, neanche me stessa, sentendomi estranea nel mio stesso corpo, tutta la sofferenza, in primis emotiva e poi fisica, sembrava attendermi alle porte.
Dopo tutto questo tempo, non è cambiato nulla, mi sembra di riprovare le angosce di quei giorni ad ogni passo.
Lo studio di mio padre si trova al terzo piano, prendiamo l'ascensore e seguo con lo sguardo la luce verde illuminare a turno i numeri dei piani, posti a lato.
Numero uno numero due, numero tre.
Le porte dell'ascensore si aprono.
Jordan, lavorando qui, saluta alcuni colleghi, mia madre ci precede continuando a blaterare sul suo disaccordo con la presenza di Kate.
Spalanca la porta dell'ufficio di papà e si va a sedere direttamente sulla sua poltrona, lui non c'è, quindi mio fratello lo fa chiamare.
"Non capisco cosa ci faccia lei qui, queste sono questioni di famiglia."
Dice, per l'ennesima volta, infastidita mia madre.
" Ascolta, per una volta mi trovo d'accordo con lei, io aspetterò qui fuori, non vado da nessuna parte."
La mia amica stringe forte la mia mano fra le sue e il suo sguardo è carico di determinazione.
Proprio mentre lei è sulla soglia, arriva mio padre, i loro sguardi si incrociano e lui sembra avere lo stesso sdegno che leggo nella donna che ha sposato.
La porta sbatte alle spalle dell'uomo che veste i panni del famoso medico.
"Iris, hai sorpreso tutti con la tua visita, stai bene? Con chi hai appuntamento, perché non ne sapevo nulla?"
Jordan si avvicina a me e stringe la mia mano evitando che io mi senta sola.
Un grosso respiro e si inizia.
Non andrò via da qui senza avere risposte concrete e tutta la verità.
"So tutto."
La fronte di mio padre si aggrotta, mentre mia madre mi guarda con circospezione.
"Voglio sapere perché lo avete fatto, perché mi avete sempre mentito nascondendomi chi ero, chi amavo, la mia vera vita, e soprattutto, la gravidanza."
La mano di mia madre raggiunge la sua bocca semi aperta, mentre mio padre distoglie lo sguardo per non incontrare i miei occhi.
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Un Battito Ancora
RomanceUn giorno ti svegli e non sai più chi sei, i tuoi ricordi sono andati persi a causa di un incidente e ti senti un'estranea nella tua stessa vita. Ma non nei tuoi sogni, che continuano a lasciare briciole di pane da seguire per riconquistare ciò che...
