capitolo - Iris

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Iris

Le mani di Brian percorrono la mia schiena e portano il mio corpo più vicino al suo, i suoi capelli sono abbastanza lunghi, una ciocca bionda ricade sulla mia guancia e il suo respiro caldo solletica la mia pelle.
E’ così vicino da riuscire ad immaginare già le mie labbra sulle sue, percepisco quasi il suo sapore che sa di zucchero filato, quello che abbiamo mangiato prima, i suoi occhioni blu fissano i miei e poi…e poi…

“Che male.”
“Iris, stai bene?”
Sofy corre vicino il divano dove mi ero appisolata e mi fissa scoppiando a ridere nel vedermi a terra mentre io massaggio il braccio.
“Hai fatto un bel volo, stavi sognando di lanciarti col paracadute? Mi dispiace ma non si è aperto in tempo.”

Quell’antipatica della mia amica continua a deridermi, fissandola male mi alzo e rimetto seduta, Chloe siede al mio fianco, ma non prima di aver schiaffeggiato il braccio di quell’insensibile.
“Vuoi del ghiaccio per il braccio?”
Guardo a malapena i suoi occhi, la mia attenzione è tutta rivolta al peluche che Brian ha vinto per me solo pochi giorni fa, e che adesso mi scruta con sguardo severo, abbandonato sul piccolo sgabello vicino il balconcino.
“Pensi ancora a lui?”
Un sospiro, è tutto quello che riesco a rispondere, le mie capacità cognitive sono azzerate dal ricordo di quell’attimo vissuto pochi giorni fa, dal ricordo sbiadito che ha intrappolato i miei sogni, solo per torturarmi ancora un po’.

“Stai scappando da quel bocconcino succulento e sinceramente non ne capisco il motivo.”
Trovo disegnato sul suo faccione buffo un enorme punto interrogativo.

“Sofy ha ragione, sono quattro giorni che lo eviti, non rispondi alle sue chiamate, sono certa che sia lui che continua a mandarti messaggi, qual è il problema? Di cosa hai paura?”
E’ complicato spiegare alle mie amiche ciò che mi tormenta e Chloe lo capisce al volo.

“Sono quasi sicura che tu l’abbia perdonato per gli errori del passato e sono anche quasi sicura che tu abbia davvero voglia di darvi una possibilità, ma non capisco cosa ti freni?”
Gli occhietti vispi e piccoli di Sofy finiscono per fissare il soffitto, alla ricerca di una logica che spieghi i miei comportamenti, ma forse non c'è.

“Ho paura che sia tutta un’illusione, ho paura perché credo di essere innamorata.”
Rivelo alle ragazze la mia verità, ed è forse la prima volta che ho il coraggio di dire ad alta voce cosa mi tormenta e ciò che provo.

“Cosa intendi quando parli di illusione?”
Mi rannicchio sul divano portando le ginocchia al petto, avvolgo queste con le mie braccia, i mille pensieri affollano la mia mente, vorrei  scacciare questa insicurezza che mi ingabbia senza lasciarmi scampo.
“Chloe, temo che lui possa provare dei sentimenti per una me diversa da quella che sono oggi, magari è rimasto aggrappato al passato, a quello che eravamo, non a ciò che potremmo essere insieme, adesso.”
Questa è diventata la mia paura più grande, lasciarmi andare a questi sentimenti che scalpitano nel mio petto e poi, essere di nuovo abbandonata, ritrovarmi sola a rattoppare un cuore già pieno di cerotti.

“Iris, perché hai questo timore? Brian ti ha detto qualcosa che ti abbia inculcato questo dubbio?”
La mora accarezza il mio braccio e mi parla con dolcezza, ha capito il mio stato d’animo, quanto sia fragile e confusa in questo momento, riesce perfino a comprendere il mio silenzio.
“Ascolta, devi parlare con lui, chiedigli direttamente cosa ama di te e cosa prova per la Iris del passato.”
Mi scosto dal tocco della mia amica e mi alzo, vado verso il peluche e lo osservo senza però toccarlo, ripenso alla serata passata insieme pochi giorni fa, ricordo i momenti in cui ci siamo avvicinati prima che io scoprissi la verità.

"Non so neanche se è innamorato ancora di me."
Solo una volta ha detto di amarmi, quando mi ha raccontato tutto, eppure, per quanto senta il suo desiderio quando siamo insieme, per quanto io percepisca le vibrazioni del suo cuore se mi stringe a sé, il pensiero che sia legato ad un amore grande che non c'è più, mi tortura.

"Magari vuole riavere la ragazza di cui si è innamorato anni fa, ma io non sono certa di poter essere lei."
Con un gesto di stizza porto i capelli dietro le orecchie, non do modo alle ragazze di rispondermi, perché non voglio una risposta in realtà.
Mi chiudo in bagno, cercando un rifugio dalla realtà, dalle mie paure, lo sguardo ricade sullo specchio che riflette l'immagine di una ragazza che deve ancora ritrovarsi.

Il suono incessante del mio telefono mi fa precipitare in salotto, sul display leggo un numero che non conosco e curiosa rispondo.
"Salve Signorina Iris, sono l'agente di John Legend."
Sgrano gli occhi sorpresa.
"Salve."
Riesco a dire a malapena.
"Ho qui fra le mani il contratto firmato da lei e dal Signor Brian, volevo ricordarle che l'appuntamento per iniziare a lavorare al nuovo brano è previsto per domani mattina, come da contratto, ma John ha deciso di lavorare al Club."
Porto la mano fra i capelli e fisso le ragazze che sono appiccicate a me,intente ad origliare.
"Buona serata."

"Grazie, buona serata a lei."
Balbetto come un'idiota.
Chiudo la telefonata e ho difficoltà ad esprimermi in questo momento, ma racconto della mia favolosa idea di firmare un contratto con un artista internazionale spacciandomi per l'aiutante di Brian, spacciandomi per un'esperta nel comporre canzoni.
" Ho fatto un casino."
Mi lascio cadere sul divanetto, sconfortata dal mio agire d'istinto.
" È un'ottima occasione per rivedere Brian e parlargli."

Non credo sarà la situazione ideale,ma soprattutto, non so se ne avrò il coraggio, perché il timore della sua risposta, mi inquieta, ma evito di precisarlo.

Dopo cena, Chloe mi cede nuovamente la sua stanza andando a dormire da Andrea, lui venendo a prenderla mi ringrazia per questa situazione, perché sta cercando di convincerla ad andare a vivere insieme, ma dopo ciò che hanno affrontato, lei non vuole correre.

Fra le sue lenzuola, penso e ripenso che ho bisogno dei soldi che mi daranno, perché sono alla ricerca di un piccolo appartamento per me.
Afferro il telefono che vibra e senza pensarci accetto la videochiamata.
" Ciao ragazzina, ti stavo pensando e non ho resistito, ma temevo continuassi ad evitarmi."
Rivederlo, anche se attraverso un piccolo display, mi provoca un tonfo al cuore e quando mi sorride, come una sciocca, all'improvviso, sento caldo.
"Come mai hai le guance rosse?"
Spalanco gli occhi e spiaccico il telefono sul cuscino così che non possa vedermi, salto giù dal letto e mi guardo allo specchio sul comò.
Maledizione, sono porpora.

Apro la finestra e sventolo le mani davanti il viso mentre sento Brian chiamarmi.
" Sono qui."
Ritrovo un minimo di stabilità mentale e mi inquadro, tento di indirizzare la sua attenzione su altro.
" Domani inizieremo una nuova avventura, sei pronto?"
Mi sforzo di sfoggiare un sorriso.
" Se sei al mio fianco, posso affrontare tutto."
Il respiro si blocca, resta proprio imprigionato nei polmoni, che non hanno intenzione di funzionare al momento.
" Non mi sembra che in passato sia stato in grado di farlo."
Serro la bocca e strizzo gli occhi non appena mi rendo conto delle mie parole, mortificata abbasso lo sguardo e una parte di me, mi rendo conto, che forse non è riuscita ad andare avanti.

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