capitolo 34 - doppio

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Brian

Porto la mano al collo dolorante, emetto un ringhio e strizzo gli occhi.
Non imparerò mai che è sempre una pessima idea dormire sul divano di Aiden.
Mi alzo sentendo scricchiolare qualche osso e stropiccio la faccia, l'odore di caffè riempie le mie narici e vado verso la cucina a piedi scalzi.
"Buongiorno principessa."
Ignoro quell'idiota e gli strappo dalle mani la tazzona calda stracolma di caffè, non badando all'ennesima frecciatina.
"Ma prego, bevi il caffè che ho versato per me e fa come se fossi a casa mia, ancora."

Il liquido caldo scende lungo la mia gola e mi regala un po' di tepore, purtroppo non riesce a risvegliarmi, ma ci pensano i mille pensieri che, per tutta la notte mi hanno tenuto per lo più sveglio.
Il discorso che mi ripetevo in testa, prima era patetico, poi aggressivo, infine logorroico, nessuna versione andava bene per rivelare ad Iris chi eravamo.

Il telefono squilla e mi precipito con lunghe falcate ad afferrarlo, sul tavolo nel salotto, il cuore martella nel petto, ma l'aspettativa e la speranza che sia lei vengono scacciate dalla delusione.
Il nome di Sally lampeggia sul display e prima di rispondere mi schiarisco la voce.
"Brian, ho bisogno di vederti, devo parlare con te, possiamo pranzare insieme?"
La voce roca del mio braccio destro per un attimo mi preoccupa, ma quando le chiedo se qualcosa non va mi rassicura subito quindi non mi faccio problemi a declinare l'invito.
"Sally, sto andando al Club a parlare con Iris, al momento non posso incontrarti. Approfitta dei pochi giorni di chiusura per le feste e riposati."
Saluto frettolosamente senza darle modo di replicare perché so bene che tipo è questa ragazza, non accetta un no come risposta, ma ora, la mia priorità è Iris.

"Allora, ti sei finalmente deciso ad affrontare i tuoi demoni."
Mi infilo le scarpe mentre il mio amico sorseggia il suo meritato caffè.
"Aspettami tutto ammaccato, perché sarà dura."
Afferro il cappotto, abbandonato sulla sedia, e vado verso la porta.
"Ci sta amico, ma sono certo che vi rialzerete insieme."

Sorrido di sbieco al mio amico ed esco da casa sua, diventata ormai il mio rifugio, che gli piaccia o meno.
Salgo in auto e metto subito in moto, il piede schiaccia l'acceleratore e le mani stringono il volante, talmente tanto da diventare bianche.
Tutta colpa dell'ansia che divora l'ultimo pezzo di me.
Cerco ad alta voce di abbozzare un discorso adatto, ma con scarsi risultati.
"Iris, noi ci amavamo, fin'ora ti ho solo mentito perché non volevo fare parte ancora della tua vita dopo l'incidente..."
Mi rendo conto di aver impostato la confessione più orribile che esista.
"Iris, il tuo incidente è stato solo colpa mia, noi ci amavamo ma quella notte mi hai lasciato perché io ho tradito la tua fiducia, ti ho delusa, ma avevo solo paura di..."
Scuoto la testa, ovviamente neanche così va bene, non so come equilibrare le parole, per farle capire quanto contasse per me, quanto ancora sia importante, ma allo stesso tempo spiegarle il motivo delle mie azioni e il perché abbia deciso di uscire dalla sua vita.

Questo dannato traffico mi fa perdere tempo e l'idea di dover essere sincero con lei, l'idea di rivedere lo stesso sguardo con il quale mi guardò quella notte, mi uccide.
Sto andando incontro alla mia fine, ne sono cosciente, ma lei ha il diritto di sapere, chi era, cosa eravamo, ma soprattutto cosa abbiamo perso.

Supero l'ultimo semaforo nonostante sia arancione, di sicuro mi aspetta una multa, ma è l'ultimo dei miei problemi.
Ecco il Club, parcheggio davanti il cancello, ma con mia grande sorpresa noto quest'ultimo semi aperto, scendo dall'auto con un pessimo stato d'animo e l'ansia che mi divora.
Non appena lo sguardo punta verso la porta d'ingresso, una chioma scura e riccia si muove nella mia direzione.
Le anche dondolano in modo sensuale come al solito, le gambe fasciate solo da calze e stivali alti mi fanno domandare per l'ennesima volta come diavolo faccia a non sentire freddo vestita così.
"Brian, ti stavo aspettando."
Gli occhi scuri di Sally cercano i miei e il suo sorriso allegro , per quanto sia in genere contagioso, adesso non riesce a coinvolgermi.

Un Battito AncoraLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora