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Se la felicità avesse un sapore,
sarebbe quello della tua pelle.
Se il benessere dell'anima avesse consistenza,
sarebbe quella delle tue labbra.
E se l'infinito dell'ultimo sguardo avesse
un contesto a se stante,
sarebbe l'ultimo bacio della sera con te.

E quindi: poniti sopra di me,
lascia che lambisca i fianchi gelidi
coi miei avambracci sporchi di cicatrici;
lascia che le mie dita accarezzino i tuoi seni
con la stessa premura e gioia
di un bambino in mezzo la sabbia del mare;
lasciami sentire ciò che senti,
e pensare ciò che provi, che poi
non è che il riflesso sorridente del mio animo.

Su, nello smeraldino lastricato di seta
che è la strada in discesa del tuo vestito,
danziamo il valzer delle nostre bocche,
sotto la pioggia di un fantasma candeggiante;
la musica è del carillon radiofonico, del freno
di quel maledetto serpente che mangia
l'orizzonte della ferrovia dismessa, traendoti
via da me, e via da tutto quel che posso.

Po3try ( vol. 1 ) Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora