Capitolo 51:

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Luke era annoiato.
Annoiato. Annoiato. Annoiato.
In una mano reggeva la sua sfera del Consiglio, la faceva girare tra le dita, godendo nei suoi lati lisci e perfetti. La sfera era nera. Nera come le penne di un corvo. E lui, d'altro canto, era il Maestro dei Corvi. La sua era una posizione nuova nel Consiglio. Solitamente chi si occupava delle lettere non sedeva attorno alla Tavola ma lui non era solo quello, lui era il Principe Consorte. Lui teneva le redini del regno insieme al Principe Reggente.
Sospirò e fissò gli occhi davanti a sé.
Alicent li aveva costretti a un incontro proprio poche ore prima della partenza.
Non dovrebbe essere in lutto? si domandò trattenendosi dal buttare gli occhi al cielo. La notizia della morte di Lord Osmund Hightower aveva raggiunto Approdo del Re il giorno prima e Alicent si era già preparata a partire. Un mese di viaggio. Un mese di viaggio che avrebbe ritardato lo svolgersi del funerale.
Osmund sarà solo ossa ora che lei arriverà a Vecchia Città, pensò Luke leccandosi le labbra, la sfera premuta lì dove c'era il suo ombellico. La sua pancia era ancora piatta, dopotutto era incinta solo da un mese ma lui iniziava già a vedere un leggero rigonfiamento.
Naturalmente anche lui e Aemond avrebbero partecipato ai funerali ma, a differenza di Alicent, sarebbero giunti in sella ai loro draghi e quel viaggio avrebbe richiesto solo poche ore.
"Mia Signora, perché decidete proprio ora di portare a galla la questione della successione?" domandò il Maestro del Conio. Era un vecchio Lord pelato e grasso, ma era anche un uomo dolce e dai penetranti occhi scuri. Era sempre gentile con Lucerys e l'omega non sapeva dirne il motivo. Il Maestro non aveva figli o nipoti da far sposare ai figli di Luke.
"Perché mio zio, Lord Osmund, non aveva eredi propri e ha ceduto il proprio signorato a mio fratello Gwayne. La sua morte improvvisa mi ha ricordato di quanto sia... esile la pretesa di Jaehaerys verso il Trono ora che mio figlio Aemond ha avuto dei figli propri," spiegò la Regina Madre.
Luke la guardò da sotto folte ciglia scure. Posò la sfera sul tavolo e incrociò le mani sopra il ventre, gli occhi fissi su di lui. Solo Aemond non lo guardava, il suo unico occhio basso e l'aria pensierosa.
"Tuo figlio è giovane e in salute, Alicent. Non vedo perché tu ti stia preoccupando," commentò il principe, le iridi fisse in quelle della nonna.
Tutti conoscevano il loro rapporto e perciò nessuno si stupì che Luke si opponesse a ogni parola della vecchia regina.
"Il sovrano dovrebbe avere un erede. Un erede riconosciuto dall'intero Consiglio," rispose lei fissando gli occhi su suo figlio che però sembrava ignorarla. Luke sapeva che non era così, suo marito stava ascoltando tutto, anche il più piccolo respiro, semplicemente non voleva dare l'impressione di starsi schierando da una parte o dall'altra.
"A Jaehaerys non interessa il Trono," commentò Luke posando una mano sulla pancia. Sapeva che Alicent avrebbe seguito quel gesto e dentro di sé se ne compiaceva. Lo divertiva ricordare a sua nonna quale fosse la sua posizione in quel Consiglio. Che lui, agli occhi di tutti quegli uomini, valeva molto più di lei.
Alicent aggrottò le sopracciglia e i membri del Consiglio si guardarono, evidentemente colpiti e incuriositi dalle parole del loro principe. Non era una novità che i gemelli trascorressero gran parte del loro tempo in compagnia dell'omega. La loro custodia era divisa tra lui e la Regina Madre ma era evidente a chi i gemelli avessero affidato il loro amore e il loro affatto.
Li porta in volo quasi ogni giorno, pensò il Maestro del Conio. I draghi dei gemelli si erano fatti grandi, grandi abbastanza per volare fino a Driftmark e ritorno e così, una volta alla settimana, Luke volava con loro.
"E tu come fai a saperlo?" domandò lei con le mani premute contro il duro tavolo di legno, gli orli delle sue maniche a forma di losanga che quasi sfioravano le sue cosce coperte di verde.
Gli sguardi passarono da lei a lui.
"Gliel'ho chiesto," rispose con semplicità.
Alicent scosse il capo, l'espressione confusa e le sopracciglia aggrottate. L'iride di Aemond rimaneva bassa ma stava scrutando nella sua direzione, un evidente segno di interesse che solo l'omega parve notare.
"E perché mai glielo avresti chiesto? Che motivo ne avevi?" domandò Alicent con tono di accusa. Era evidente che tentasse di provare qualcosa mentre i suoi occhi correvano da suo figlio agli altri membri del Consiglio.
Luke sospirò e buttò gli occhi al cielo, facendosi più comodo sul suo seggio. Un secondo cuscino era stato aggiunto a quello che stava su ogni sedia, una precauzione di Aemond che desiderava che suo marito stesse il più comodo possibile.
"Non fare domande idiote. Anche tu senti le voci che circolano a palazzo," commentò Luke posando le mani sulla tavola.
I Consiglieri abbassarono gli sguardi e Aemond lo sollevò.
"Quali voci, Lucerys?" domandò l'alpha con tono di comando che sapeva non avrebbe avuto alcun effetto su suo marito. Luke gli avrebbe risposto solamente se lo avesse desiderato e quel giorno il suo omega sembrava magnanimo.
Alicent si leccò le labbra, l'espressione colpevole.
Luke sospirò e fissò lo sguardo su suo marito, le mani che accarezzavano la pancia che solo lui pareva trovare tonda.
"La gente inizia a domandarsi chi sarà il tuo erede," spiegò Luke. Inizialmente nessuno sembrava essersi posto il problema ma oramai tutti parevano conoscere la tempra del loro nuovo Signore.
"Se sceglierai il figlio di tuo fratello o uno dei tuoi stessi figli," continuò passandosi una mano contro il viso. Non poteva dire di essere entusiasta al pensiero che il sangue di Aegon tornasse a sedere sul Trono, nemmeno se fosse stato il suo dolce cugino Jaehaerys.
"Così ne ho parlato con i gemelli," disse ancora. Sguardi allarmati si sollevarono su di lui e il principe ridacchiò.
"Naturalmente Jaehaera è fuori dai giochi. Non vogliamo certo che si ripeta ciò che è successo a mia madre," commentò fissando lo sguardo su Alicent che ricambiò.
La Regina Madre si era fatta vecchia. I capelli rossi erano segnati da sottili capelli bianchi e ricci. La sua fronte e le labbra erano circondate da minuscole rughe di espressione che non la rendevano certo più giovane.
Luke, a differenza sua, era perfetto.
"A Jaehaerys non interessa il Trono," concluse tornando ad appoggiarsi al suo seggio. Si trattenne dallo sbadigliare e nascose le mani sotto al tavolo.
Aemond borbottò e annuì, il suo sguardo che tornò a farsi pensieroso. Non disse nulla e Alicent lo trovò un ottimo pretesto per tornare all'attacco.
"Jaehaerys è un bambino. Cambierà idea," disse. Suo nipote aveva da poco compiuto undici anni. Era una ragazzino gentile e dall'animo tranquillo. L'opposto di sua sorella che sembrava una vipera nascosta nell'erba in attesa che una vittima passasse davanti a lei. Jaehaera aveva la stessa dolcezza di suo fratello ma a differenza sua era capace di esprimersi quando qualcosa non le andava bene. E ultimamente erano molte le cose che le stavano strette. Alicent era una di quelle.
Luke sbuffò una risata.
"Io ero più giovane di lui quando sono stato nominato erede di Lord Corlys e non ho mai cambiato idea. Non volevo il trono di Legno quando avevo otto anni e non lo volevo a sedici," ribatté Luke. Lui che tra tutti sapeva cosa significava venire costretti in un ruolo che non si sente proprio.
Jace era nato per essere erede. Lui no.
Alicent arricciò le labbra in un sorriso.
"Allora è una fortuna che tuo fratello abbia preso il tuo posto," commentò lei graffiando il piano del duro legno. Una strisciolina di segatura si staccò e cadde sul suo abito.
I Consiglieri erano silenziosi.
"Non posso che concordare," rispose lui.
Cadde il silenzio.
Il Maestro delle Leggi si schiarì la voce.
"La scelta più ovvia parrebbe il principe Jaehaerys," commentò guadagnandosi un sorriso da parte di Alicent.
"Il principe è figlio del vecchio sovrano tuttavia... tuttavia un re che non vuole essere re non è fatto per regnare," disse e la Regina Madre gli concesse uno sguardo raggelante.
Luke si trattenne dal ridere.
"Il Principe Reggente Aemond e il principe Consorte Lucerys hanno molti figli, uno tutt'ora in arrivo," disse il Maestro del Conio, sfruttando quel momento per congratularsi con la coppia reale.
Aemond si limitò a un cenno del capo, segno che stesse ascoltando, e Luke gli regalò un dolce sorriso.
"Uno dei giovani principi potrebbe essere nominato erede," concluse pensando a Vadir e Rhaen. I due bambini crescevano sempre più, sia in intelligenza che in bellezza. Nati a un solo anno di distanza l'uno dell'altro potevano essere quasi scambiati per gemelli.
Alicent scosse il capo.
"Aemond è Principe Reggente poiché Jaehaerys non può ancora ereditare. Deve essere il figlio di Aegon a sostituirlo sul Trono," disse lei con le labbra strette in una linea sottile e le guance un poco rosse per la rabbia.
Una vena aveva iniziato a pulsare sul collo di Luke. Era evidente che cosa Alicent stesse cercando di fare. Desiderava al punto che Aegon continuasse a regnare che era disposta a obbligare il suo stesso nipote a prendere il suo posto.
"Prova a chiedere a Jaehaerys se agogna al Trono che ha ucciso suo padre e sua madre. Vedi cosa ti risponde," commentò Luke stringendo le mani a pugno.
Alicent aprì la bocca e Aemond si schiarì la voce, zittendo sua madre.
"Né Jaehaerys né i miei figli si sono presentati," disse il sovrano. I principi erano ancora tutti troppo giovani per poter mostrare il loro secondo sesso e quella informazione sembrava essere sfuggita a tutti. E, per quando un Lord potesse essere un omega, il re non poteva esserlo.
"E fino a quando non si presenteranno non sceglierò il mio erede," continuò fissando l'unico occhio su sua madre e poi sui suoi Consiglieri. Evitò Lucerys. Era chiaro che suo marito fosse l'unico a non essere interessato al Trono e che desiderava semplicemente il bene dei bambini.
"Devo ricordare a tutti voi cosa successe l'unica volta in cui un omega venne proclamato re?" domandò e nessuno rispose. La storia di Aenys Targaryen era una storia triste. L'omega era diventato sovrano dopo la morte del Conquistatore e poi era morto, complici la paura e l'ansia dovute a quella nuova posizione.
E suo fratello non aiutava, pensò Luke. C'erano diverse voci su Maegor Targaryen. Alcuni sostenevano che la sua opposizione al primo matrimonio fosse dovuta all'amore non corrisposto nei confronti di suo fratello maggiore. Pareva avesse continuato a corteggiarlo nonostante Aenys avesse una moglie e dei figli.
"Quando Jaehaerys si presenterà, che sia un omega o un alpha, e quando Vadir si presenterà convocherò i Lord e lascerò che siano loro a scegliere il legittimo erede... proprio come fece re Jaehaerys," disse suscitando un coro di assenso da parte del Consiglio. Quella pareva la soluzione migliore e soprattutto toglieva il peso dalle spalle del sovrano.
"Ma potrebbero volerci-" Aemond sollevò una mano e interruppe le chiacchiere di sua madre.
"Và a preparati per il tuo viaggio. Stai sprecando la luce del giorno," le disse con tono che non ammetteva repliche.
Il Principe Reggente si alzò e così fecero tutti. Tutti eccetto Lucerys.
Rapidamente la stanza si fece vuota e le guardie si chiusero le porte alle spalle, lasciando sola la coppia reale.
Aemond si accasciò sul proprio seggio e passò una mano contro il viso. L'omega si alzò e si accomodò sulle sue cosce, appoggiando la guancia contro la sua spalla, accarezzando i suoi lunghi capelli bianchi.
"Alicent si vuole sbarazzare di te," sussurrò mentre Aemond gli accarezzava la schiena con la punta delle dita. Non sollevò lo sguardo ma percepì ugualmente il cambio di espressione sul viso di suo marito. I denti stretti e le narici che fremevano. Tutti sapevano che Aegon non era mai stato il figlio favorito di Alicent ma per qualche motivo la Regina Verde era ancora intenzionata a far sì che il suo sangue sedesse sul Trono.
"Lucerys," sussurrò Aemond, un avvertimento a troncare quel discorso. Ma Luke non era bravo a seguire le istruzioni di suo marito.
"Dimmi che non è vero," disse lui sollevando gli occhi nel suo.
"Sei il suo figlio preferito. Lo sei sempre stato. Eppure insiste perché sia Jaehaerys il tuo erede e non uno dei nostri figli," continuò Luke.
Aemond aveva smesso di accarezzargli la schiena ma la mano rimaneva premuta contro la sua pelle coperta di nero. Lucerys aveva fatto in modo che tutti i suoi vecchi abiti venissero recuperati da Roccia del Drago e portati alla Fortezza Rossa. Si dispiaceva però ogni volta che scopriva che i pantaloni gli andavano troppo corti o le camicie troppo strette.
"Vuoi sapere perché?" domandò ancora Luke e Aemond gli sorrise accondiscendente.
"Perché sono anche figli miei. E lei, proprio come suo padre, non vuole che sia un bastardo a sedere sul Trono," a quelle parole il viso di Aemond si fece scuro. Luke non se ne preoccupò. Era la reazione che sperava di ottenere.
Ricordargli chi è sua madre, pensò stringendo una ciocca di capelli bianchi. Si erano fatti così lunghi che Aemond era stato costretto a tagliarli, le punte che erano arrivate a sfiorare la metà delle sue natiche.
"I nostri figli non sono dei bastardi," disse l'alpha e Luke gli sorrise.
"Ma io lo sono. Laenor mi avrà anche riconosciuto come suo ma tua madre-" Aemond lo zittì afferrandolo per le cosce e sollevandolo sopra il bordo del tavolo, lasciando che si sedesse contro il legno scuro.
"Mia madre sa che tu non sei un bastardo. Sei mio marito. I nostri figli sono Targaryen purosangue e farò in modo che siano loro a portare avanti la dinastia dei re," disse Aemond spingendolo contro il duro legno.
Luke non si oppose e anzi, aprì le gambe e sollevò i fianchi quando suo marito gli sfilò i pantaloni, lasciandolo con indosso solo la lunga camicia nera finemente ricamata con pietre rosse. Era stata un dono di sua madre per uno dei suoi compleanni. Era una delle sue camicie preferite.
Sentì Aemond abbassarsi i pantaloni e sorrise al solo pensiero di sentire suo marito dentro di sé.
L'alpha appoggiò una mano contro la sua pancia. Lì dove il loro quinto figlio stava crescendo. Luke desiderava fosse un maschio. Aemond desiderava fosse una femmina. E per la prima volta da quando era diventato genitore Luke non sapeva dire quale sarebbe stato il sesso di quel bambino. Le sue intuizioni erano sempre state corrette ma quella volta sembrava tutto così fumoso.
Luke posò la mano su quella di suo marito e lui scivolò delicatamente dentro di lui.
Aemond era così quando Luke era incinta. Dolce e delicato, come se temesse di poter ferire lui e loro figlio.
E deve essere proprio così, si disse mentre Aemond muoveva i fianchi, l'occhio fisso sul viso di Luke che si ritrovò a ricambiare lo sguardo, il suo cuore che batteva forte e il corpo che si faceva caldo. Bollente.
Da quando erano nati i gemelli aveva quel genere di reazione attorno a suo marito. Lo strato di ghiaccio che avvolgeva il suo cuore lentamente si stava sciogliendo e Luke non credeva di essere pronto ad accettarlo.
Joffrey gli aveva domandato se fosse un male essersi innamorato di Daeron. Luke aveva risposto di no.
Luke non avrebbe posto la stessa domanda a suo fratello poiché conosceva già la risposta.
Non sono innamorato. Non lo sarò mai.


Re dell'OssessioneDove le storie prendono vita. Scoprilo ora