Capitolo 56:

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Jonnel si svegliò con un dolce peso premuto contro il petto. Un respiro bollente gli accarezzava il pettorale e mani robuste ma delicate erano aggrappate ai suoi fianchi, come se non volessero lasciarlo andare.
Si stiracchiò, i muscoli che fremettero deliziosamente. Sbadigliò e aprì gli occhi, le iridi incontrarono il soffitto del loro piccolo rifugio. Il fuoco era andato spegnendosi ma il loro riparo era stato costruito così bene da mantenere il calore all'interno. L'aria però stava iniziando a farsi più fresca, durante la notte doveva aver nevicato e senza il fuoco non avrebbero potuto rimanere lì ancora a lungo.
"Viz," sussurrò avvolgendo un braccio attorno ai fianchi dell'omega.
Il principe aggrottò le sopracciglia e sbadigliò contro il suo petto, facendosi più vicino alla ricerca del suo corpo bollente.
"Viz," sussurrò ancora, le labbra che sfioravano la sua fronte e le mani che gli accarezzavano la schiena.
"Cosa?" domandò l'omega aprendo lentamente gli occhi. La guancia che aveva appoggiato al petto di Jonnel era rossa, un leggero filo di bava rendeva le sue labbra lucide e gli occhi viola sembravano un cielo tempestoso illuminato dai fulmini.
Jonnel non rispose, troppo occupato ad ammirare il suo compagno.
Mio marito, pensò con il cuore che batteva forte.
Viz aggrottò le sopracciglia e si spinse tra le gambe di Jonnel, borbottando per la fatica e il dolore ai muscoli.
"Ti ho fatto male?" domandò l'alpha con tono un poco preoccupato. Non si era nemmeno accorto se Viserys avesse sanguinato. Ma in ogni caso, anche se lo avesse fatto, lo avrebbe fatto contro le sue cosce.
"Mi hai svegliato per chiedermi questo?" domandò lui. Sbuffò, scosse il capo e tornò ad affondare il viso contro il suo petto. Stava così bene che non avrebbe voluto mai andarsene. Il suo corpo era stretto tra quello bollente di Jonnel e la soffice pelliccia che si era portato dentro. Era avvolto in una massa di puro calore e non aveva nessuna intenzione di rinunciarvi.
Jonnel rise e poi gli baciò la fronte.
"Il sole non è ancora sorto," disse rivolgendo lo sguardo verso il foro nel soffitto. Il cielo era di colore azzurro molto chiaro, quasi grigio. Doveva essere mattino molto presto, forse avrebbero avuto ancora un'ora di tempo prima che i primi raggi toccassero la terra.
"Buon per lui," borbottò Viz contro il suo petto.
Jonnel sorrise ancora.
"Pensavo che potremmo alzarci e raggiungere una delle fonti termali... lavarci prima di tornare a palazzo," disse facendo correre una mano contro la schiena del suo innamorato.
Viserys aggrottò le sopracciglia e non aprì gli occhi.
"Non ho bisogno di un bagno," disse aggrappandosi alle spalle di Jonnel, come a volerlo tenere ancorato a terra.
L'alpha sbuffò una risata e strinse la sua schiena tra le braccia, le mani che avvolgevano una natica ognuna.
"Ne hai decisamente bisogno," sussurrò lui cercando di nascondere il rossore che gli illuminava il viso e il suo uccello che dava segni di stare iniziando a svegliarsi. Ma dopotutto, sarebbe sembrato strano se avesse continuato a dormire ignorando l'odore che appestava il piccolo spazio.
"Perché?" domandò Viz senza aprire gli occhi.
Jonnel avvicinò le labbra al suo orecchio.
"Perché odori di me," sussurrò lasciandogli un bacio sulla guancia. Era impossibile non sentire l'odore di sesso che emanava il corpo dell'omega. Ed era ancora più impossibile ignorare l'odore del seme di Jonnel.
Viserys aggrottò le sopracciglia e si mise a sedere sul suo grembo.
"Sono tuo marito. È ovvio che odoro di te," gli disse con un ghigno. Ora che era in quella posizione i ricordi della notte precedente gli tornarono alla mente. L'espressione di puro piacere dipinta sul viso di Jonnel. Il suo corpo meraviglioso e la sua preoccupazione.
"Si ma... non voglio che tutti gli altri sappiano che cosa abbiamo fatto," disse l'alpha con le guance un poco rosse. Anche se in realtà non era quello che voleva dire. Non voleva che qualcuno si ritrovasse ad annusare Viserys e potesse pensare a lui in maniera poco ortodossa.
Il principe ghignò e scivolò giù dal suo inguine, gattonando per recuperare i propri abiti.
"Allora vestiti," ordinò.
Una volta lasciata la loro tana Jonnel non se la sentì di distruggere il rifugio. Erano relativamente vicini a Grande Inverno ma qualcuno avrebbe sempre potuto farne buon uso. Raccolse un po' di legna e la inserì nel piccolo spazio che aveva creato solo per quello.
Fecero colazione con i due consigli che aveva cacciato il giorno prima e si incamminarono verso le fonti termali.
La maggior parte si trovava all'interno delle mura di Grande Inverno ma ne esistevano un paio molto più piccole anche all'esterno.
"Sai, l'idea di farmi un bagno non suona più così tanto male," disse Viz immergendosi nell'acqua bollente. Il vapore era tale da rendere difficile vedere oltre i contorni della vasca naturale ma a nessuno dei due sembrava importare. La pelle di Viserys si era fatto rossa così come il suo viso.
"Te l'avevo detto," borbottò Jonnel prendendolo per la vita e poi facendolo sedere sulle proprie cosce.
Il principe ghignò e sorrise, baciando la guancia del Lupo.
"Ti amo," gli disse prendendo il suo viso fra le mani.
Jonnel sorrise, i denti in vista e gli occhi così luminosi da poter fare invidia al sole che stava sorgendo.
"Ti amo anche io," sussurrò unendo le loro labbra in un bacio.

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