Capitolo 49:

308 14 109
                                        

Era notte fonda eppure Jonnel era ancora sveglio. Quella era la terza volta che faceva visita alla camera di suo fratello Rickon ma il bimbo dormiva pacifico, il pollice stretto tra i denti e i capelli neri a coprirgli la fronte.
Erano passati trentasette giorni da quando i suoi genitori e i suoi fratelli erano partiti. Ogni notte aveva considerato di spostare la culla di Rickon nella propria stanza oppure di dormire nella camera che Cregan e Jace condividevano ma ogni notte si era trattenuto.
A Rickon non avrebbe fatto piacere essere sposato e lui era troppo grande per cercare conforto nel letto dei suoi genitori.
Genitori... pensò fermandosi davanti a una delle finestre.
Non considerava Jace come suo padre. Gli sembrava più un fratello ma quando il principe gli baciava la fronte o lo prendeva per mano, calmando le sue ansie e preoccupazioni, non poteva fare a meno di paragonarlo al tocco di Cregan.
Si passò le mani contro il viso e a passo svelto si incamminò verso la camera di Viserys. Il suo cuore batteva forte solamente al pensiero del suo amico. Ai suoi lunghi capelli bianchi e agli occhi viola.
Si sentì arrossire e scosse il capo, schiarendosi la mente mentre girava un angolo, andando a impattare contro il Maestro.
"Mi dispiace!" esclamò il Giovane Lupo e subito si portò una mano alla bocca, guardandosi attorno come terrorizzato all'idea di aver svegliato qualcuno nonostante, in quel momento, le camere della famiglia fossero vuote.
Il Maestro sorrise e scosse il capo, accettando la mano del suo giovane Signore che lo aiutò a riprendere l'equilibrio.
"Cosa fate in piedi a quest'ora? È molto tardi," gli fece notare posandogli una mano sulla schiena. Ormai Jonnel era diventato più alto persino del Maestro. Aegon lo aveva raggiunto e ora potevano guardarsi dritti negli occhi.
"Non riesco a dormire," disse lui passandosi una mano contro il viso. Non che non avesse sonno, la sua testa era pesante e le palpebre continuavano a chiudersi ma ogni volta che appoggiava la testa contro il cuscino il suo cuore prendeva a battere più forte, riempiendogli le orecchie di suoni e impedendogli di prendere sonno.
Il Maestro lo guardò con dolcezza.
"Vostro padre è un uomo in gamba. Starà bene," gli disse accarezzandogli una spalla.
Jonnel sospirò e si morse una guancia. Non era per suo padre che era preoccupato e nemmeno per Jace. Loro erano entrambi ottimi combattenti. Un po' della sua preoccupazione era rivolta ad Aegon ma aveva visto il principe mentre combatteva insieme ad Alarik.
"Non è per lui che sono preoccupato," ammise Jonnel appoggiandosi alla parete.
Il Maestro lo guardò al lungo, come se stesse riflettendo su chi potrebbe essere stato a impensierire il suo Signore ma poi i suoi occhi caddero sulla porta che dava sulla stanza del principe Viserys.
Jonnel si sentì arrossire.
"Starà bene. Il principe Viserys ha un drago con sé e voi stesso sapete che è un ottimo combattente," lo rassicurò il Maestro.
Jonnel sospirò e si morse le labbra.
"Si ma è la prima volta che viaggia così lontano! E se dovesse succedergli qualcosa?" domandò il Giovane Lupo. Ricordava ancora la prima volta che aveva visto Viserys, spaventato e piangente, coperto con il sangue di suo fratello maggiore.
Il Maestro gli accarezzò un braccio.
"È con vostro padre e il principe Jacaerys. Nessuno di loro permetterà che accada qualcosa al principe Viserys," gli disse guardandolo dritto negli occhi.
"Come puoi esserne così sicuro?" domandò ancora Jonnel.
Il Maestro gli sorrise.
"Lord Cregan ha combattuto duramente per un anno intero pur di assicurare la salvezza del principe Jacaerys e della sua famiglia. Non smetterà adesso, Mio Signore," gli disse facendo correre la mano lungo il suo braccio, il tocco gentile, il tocco di quello che avrebbe potuto essere un nonno.
Jonnel si morse la guancia.
"Sono solo preoccupato," ammise infine.
"Siete diventato molto amico del principe Viserys," commentò il Maestro e quello bastò per far tornare il sorriso sul viso del Giovane Lupo.
Jonnel annuì, le labbra piegate leggermente verso l'alto.
"Ed eravate presente quando si è presentato... è normale che abbiate sviluppato un senso di protezione maggiore. Vedete, immagino che il vostro istinto vi stia spingendo a preoccuparvi per la salute del principe proprio perché-"
"Mi ha baciato," disse Jonnel con le guance rosse e gli occhi fissi in quelli dell'altro alpha.
Il Maestro batté rapidamente le palpebre, una mano premuta contro la pancia sporgente e l'altra che si intrecciava alla lunga barba bianca.
"Il principe vi ha baciato? Quando?" domandò lui che forse iniziava a comprendere il vero motivo di quel senso di ansia e preoccupazione che impediva al suo giovane Signore di prendere sonno.
Jonnel sospirò e si leccò le labbra, sfregando insieme le mani.
"Prima che si presentasse. Lo stavo aiutando a prepararsi ed ero preoccupato perché sarebbe partito e allora lui mi ha baciato... e io l'ho baciato... e poi si è presentato," disse con le punte delle orecchie in fiamme.

Re dell'OssessioneDove le storie prendono vita. Scoprilo ora