"Viz, tu non stai bene," sussurrò Jonnel accarezzandogli la schiena con gentilezza. Suo marito era riverso a terra, il viso affondato in un secchio di legno pieno di vomito. I lunghi capelli bianchi erano sparsi in ogni direzione e Jonnel stava facendo del proprio meglio per impedire che finissero all'interno del secchio, insozzandosi più di quanto già non fossero.
Erano stati a caccia fino a poco prima. Jonnel aveva abbattuto un cervo mentre Viserys teneva il piccolo Benjen in sella con sé. Il suo stallone era un animale mansueto e ben abituato all'adrenalina della caccia.
Insieme si erano occupati di pulire il cervo, qualcosa che Jonnel gli aveva insegnato e che Cregan aveva insegnato a propria volta a Jonnel. Era stato in quel momento che Viz aveva iniziato a sentirsi male e Jonnel lo aveva immediatamente condotto a palazzo e nella loro stanza, affidando il cervo al personale di cucina e Benjen alla sua balia.
"Tu dici?" borbottò l'omega passandosi una mano contro alla bocca.
Jonnel raccolse un fazzoletto di tessuto e glielo strofinò contro le labbra, pulendole fino a quando ogni traccia acida fosse stata rimossa.
Viz si accasciò al fianco del letto ma si rifiutò di lasciare andare il secchio, aveva rimesso più di quanto fosse disposto ad ammettere.
"Vado a chiamare il Maestro," disse lui alzandosi in piedi. Entrando con foga aveva lasciato una scia di impronte fangose che conducevano dritte alla porta. Tentò di pulirle calciando via la terra, pregando che Viz fosse abbastanza distratto da non accorgersene. Il suo piccolo omega era diventato estremamente pulito dopo la nascita di loro figlio, persino un briciolo di polvere avrebbe potuto causare un danno.
"Prima voglio lavarmi," borbottò Viz tirandosi a sedere sul letto.
Era sporco di sangue e sudore, puzzava di selvatico e di vomito. Non avrebbe permesso al Maestro di visitarlo mentre era in quell'orribile stato.
"Viz," disse Jonnel passandosi una mano contro il viso.
"E tu lo farai con me," aggiunse allontanando i capelli dal viso.
L'alpha sospirò ma accettò la condizione di suo marito, lasciando la stanza giusto il necessario per avvertire qualcuno della necessità di tinozza e acqua calda. Viz sorrise, fiero di sé stesso e si alzò dal fianco del letto, preferendo accasciarsi sopra il tappeto deposto davanti al fuoco. La pelliccia era soffice contro la sua guancia umida e il caldo delle fiamme gli faceva bollire piacevolmente la pelle.
Udì la porta chiusa e poi Jonnel sedersi al suo fianco. Il Lupo si sfilò gli stivali e fece altrettanto con quelli di Viz, lasciandogli poi una carezza contro la coscia.
"Potrei essere incinta," suggerì Viz senza aprire gli occhi. Quella era una speranza di entrambi. Da quando avevano lasciato Approdo del Re tentavano di avere un figlio. Nonostante ci fossero stati vari tentativi anche alla Fortezza Rossa.
Jonnel si sdraiò al suo fianco e appoggiò la guancia contro il tappeto, con una mano accarezzava la schiena dell'omega e con l'altra giocherellava con una ciocca bianca che si era allungata dalla sua parte della pelliccia. Il suo cuore batteva forte al solo pensiero di diventare nuovamente padre.
"Credi?" gli domandò continuando a cullarlo.
"Prima d'ora non ho mai vomitato mentre pulivano un cervo e poi," borbottò voltandosi sulla schiena, le mani appoggiate contro la pancia coperta da una soffice e pesante camicia nera.
"Sono ingrassato," borbottò strappando la maglia dai pantaloni per rivelare la piccola pancia. Nulla di esorbitante, un leggero rigonfiamento che avrebbe potuto essere dovuto a una colazione abbondante.
"Se credi che quello sia essere grassi non hai mai visto il cuoco," disse Jonnel guadagnandosi uno schiaffetto sul braccio. Il cuoco era un omaccione grande e grosso, dalla pancia costantemente prominente e i capelli sempre raccolti in una coda striminzita. Ma era un uomo buono e un buongustaio.
"Guarda bene!" lo rimproverò Viz e Jonnel si mise a sedere e si spinse poi tra le gambe di lui, chinandosi per lasciare un bacio contro la piccola pancia. La trovò dura sotto alle sue labbra ma Viserys non era mai stato un omega delicato, il suo corpo era composto da muscoli sodi.
"Non sei diverso dal solito, Viz. Tu ti senti diverso?" domandò Jonnel abbassandogli la camicia. La gravidanza di Benjen era stata particolare, Viserys non si era reso conto di essere incinta prima del quarto mese, quando la sua pancia aveva iniziato ad avere un insolito rigonfiamento che aveva fatto preoccupare sia lui che suo marito.
Ma non c'era stato nulla che avrebbe potuto segnalare la presenza di un bambino. Né nausea né malumori. I suoi calori erano sempre trascorsi senza arrecargli troppi problemi, solo un leggero schizzo nel suo odore che lo rendeva decisamente più attraente agli occhi di Jonnel ma nulla di più.
"Non proprio. Potrei non essere incinta. Potrei aver mangiato qualcosa che mi ha fatto male o potrei aver preso freddo," disse sospirando, le mani appoggiate sulla pancia.
"Ma mi piacerebbe così tanto dare un fratellino a Benjen," borbottò mordendosi le guance.
"Sai che ama giocare con Luwin e le gemelle," aggiunse ancora inarcando il collo per poter guardare suo marito.
Nonostante la lontananza Viserys e Aegon facevano visita all'altro molto spesso. Solitamente era Viserys che, dovendo gestire un solo bambino, montava in sella a Syrax e portava il suo piccolo Lupo pieno di vita a Castel Granito. Lì giocava per ore circondato dai suoi cugini. Amava le gemelle, Johanna era malvagia come solo l'erede di una grande Casata avrebbe potuto essere e Myrcella era la sua controparte piena di gentilezza. Ma più di tutti amava Luwin. Suo cugino aveva la sua stessa età, lui nato in estate e Benjen nato in inverno.
"Lo so e sai quanto vorrei vedere Grande Inverno piena di bambini. Magari uno con i miei capelli e uno con i tuoi ma oltre a tentare non possiamo fare altro," disse Jonnel tornando a stendersi al suo fianco.
Tendeva a non dire ad alta voce il suo desiderio di avere più di un maschio. Ma come prossimo Signore del Nord la sua priorità era avere un erede e, proprio come suo padre prima di lui e come Rickon prima di Cregan, il pensiero che qualcosa potesse accadere all'unico Giovane Lupo spesso gli toglieva il sonno.
D'altro canto non voleva forzare Viserys. Suo marito era ben consapevole delle sue responsabilità, era quello che ci si aspettava dopo aver sposato l'erede di una Casata. La linea di successione avrebbe dovuto continuare.
Viz sbuffò una risata.
"Dubito che i miei capelli bianchi avranno una possibilità contro i colori degli Stark," borbottò ridacchiando.
"Benjen è identico a Cregan e so che tuo padre è incredibilmente fiero," disse appoggiando la testa contro la spalla di Jonnel. Il Lupo ghignò e appoggiò la guancia contro il suo capo, i soffici capelli che gli pizzicavano il naso.
"Mio padre desiderava avere una schiera di figli. Se mia madre non fosse morta credo avrei avuto... una decina di fratelli," disse facendo ridere Viserys.
A volte si trovava a pensare alla sua cara madre. Cregan aveva un piccolo ritratto di lei, era un oggettino grande quanto il palmo d'una mano, un qualcosa di estremamente costoso e futile, specialmente per un uomo del Nord. Cregan l'aveva portato con sé per anni, nascosto sotto il proprio pettorale, stretto tra la pelle dei vestiti e la pelle del suo petto. Aveva smesso di portarlo in ogni dove un anno prima che Jace arrivasse al Nord e lo aveva donato a Jonnel.
Ora Arra Norrey riposava nelle cripte, insieme a tutti gli antenati di Jonnel e un giorno lui e Cregan l'avrebbero raggiunta in quel luogo.
"Ti manca?" domandò Viz stringendogli la vita con un braccio.
"Non l'ho mai conosciuta ma mio padre dice che era una donna fiera e piena di energie. Che gli teneva testa in ogni decisione e che quando era incinta di me cacciava quasi ogni giorno, dicendo che era incinta e non morta," disse sorridendo.
Da bambino non aveva dato peso all'assenza di Arra ma più cresceva più rimpiangeva quella mancanza. Il suo cuore veniva assediato da un peso e gli occhi si riempivano di lacrime.
"Lei e Jace sarebbero andati d'accordo... eccetto per la gravidanza," disse Viz facendo sorridere suo marito.
"Povero, povero Jace," borbottò lui nello stesso istante in cui qualcuno bussò alla porta, portando una vasca e diversi secchi d'acqua fredda e bollente. Jonnel li congedò con un movimento della mano, dicendo che si sarebbe occupato lui stesso di preparare l'acqua per suo marito.
"Brucerai vivo," gli disse Viz quando Jonnel rovesciò tutti i secchi di acqua calda, ignorando completamente quella fredda.
"Il tuo corpo è più caldo di quest'acqua. Sono abituato," disse il Lupo porgendogli le mani e aiutandolo ad alzarsi.
Insieme si spogliarono gettando gli abiti sporchi in un angolo. Viz si immerse senza nemmeno battere ciglia, l'acqua calda che gli ricordava l'interno della bocca del suo drago.
Jonnel si immerse alle sue spalle, un sibilo scivolò attraverso le sue labbra e il suo corpo venne scosso come colpito da un fulmine.
"Aggiungi acqua fredda, Jo," sussurrò Viz mentre suo marito avvolgeva le braccia attorno al suo corpo. Avrebbe resistito, a costo di bruciarsi la pelle e strapparsela di dosso. Se non si muoveva il bollore era quasi sopportabile, un dolore stranamente piacevole.
"Entro dentro di te ogni notte. Posso sopportarlo," disse lui contro il suo orecchio.
Viz sorrise e scosse il capo.
Si lavarono in silenzio e quando uscirono dalla vasca erano entrambi puliti e profumati, la pelle morbida e bollente, quella di Jonnel rossa come quella di una mela matura.
Avvolto in una soffice pelliccia Viz rimase in attesa del Maestro, l'uomo dalla pancia rotonda e la barba bianca. Lo stesso uomo che aveva visto nascere Rickon.
"Mio principe," lo salutò il Maestro, la sua borsa stretta al fianco e le labbra piegate in un sorriso. Il viso si era fatto rugoso ma sempre gentile e paterno.
"Maestro," lo salutò Viz mentre Jonnel chiudeva la porta.
"Lord Jonnel mi ha riferito i vostri timori. Lasciate che vi esamini e sapremo immediatamente se vostro figlio avrà presto un fratello con cui giocare," disse l'uomo invitando Viz a stendersi sul letto e rivelare il suo stomaco.
Jonnel si spostò al fianco del letto, le mani nascoste dietro la schiena e gli occhi fissi sulle mani del Maestro che delicato si muoveva lungo la pancia di Viz, premendo delicatamente in punti diversi ogni volta.
Un piccolo sorriso gli piegò le labbra.
"Siete decisamente incinta, mio principe," disse e Viz allungò una mano verso Jonnel, le labbra piegate in un enorme sorriso pieno di denti e il cuore che batteva forte, così forte che il Maestro avrebbe potuto sentire le vibrazioni attraverso i polpastrelli premuti contro la sua pancia.
"Siete decisamente avanti nella gravidanza. Oserei dire quattro mesi," spiegò e Viz strabuzzò gli occhi, le iridi fisse su Jonnel. Se quello che il Maestro diceva era vero doveva essere incinta da ancora prima che lasciasse Grande Inverno per partire per Approdo del Re.
"Siete sicuro?" domandò Jonnel stringendo con più forza la mano di Viserys.
"Ne sono certo. Le mie congratulazioni," disse il Maestro sorridendo a entrambi. Disse poi che avrebbe avvertito le levatrici e che avrebbe preparato degli infusi per aiutare il principe. Poi si congedò, lasciando la coppia sola ad assimilare la notizia.
"Credo che... nostro figlio e il bambino di Luke nasceranno nello stesso periodo!" disse Viserys con emozione. Pareva che Aegon invece fosse ben due mesi più avanti rispetto ai suoi fratelli.
"Viz è... è meraviglioso!" esclamò Jonnel prendendolo tra le braccia.
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Re dell'Ossessione
Fanfiction⚠️Premesse: - La storia segue la Danza dei Draghi per tutta la sua interezza. Ci saranno spoiler enormi, ergo, se non avete letto il libro e volete godervi la serie NON leggetela e tornate tra qualche anno. - Linguaggio e scene per un pubblico +18 ...
