"Sono bellissime," disse Cregan con una mano stretta attorno alla spalla di suo figlio. Le labbra piegate in un grande sorriso pieno di denti e gli occhi che non riuscivano ad allontanarsi dal piccolo fagottino stretto tra le braccia del suo primogenito.
Quando la notizia del parto era arrivata ad Approdo del Re lui, Jace e Rickon erano partiti immediatamente verso Nord. Stretto alla schiena del suo amore aveva lasciato che lui lo portasse sulla sella di Vermax e che insieme solcassero il cielo.
Cregan non amava volare. Era qualcosa che lo terrorizzava come poche cose al mondo ma si era rifiutato di sprecare settimane di viaggio quando in sella a un drago avrebbe impiegato solo un giorno per arrivare al Nord.
Jonnel sedeva davanti al fuoco scoppiettante e Melara, la maggiore delle gemelle, era stretta tra le sue braccia. Era una bimba silenziosa e dai radi capelli rossi. Erano più scuri rispetto a quelli di suo padre ma non c'era dubbio che fosse sua figlia.
Era avvolta in una spessa coperta di pelliccia grigio scura e i sottili pelucchi le pizzicavano il naso ogni volta che lei prendeva un respiro, facendole aggrottare le rade sopracciglia.
"Spero che tu non abbia sofferto più del necessario," disse Jace seduto al fianco di suo fratello, un braccio avvolto attorno alle sue spalle mentre con una mano stuzzicava una delle guance di sua nipote Lyrasa. La piccola era la minore delle due e aveva folti capelli neri. A differenza di sua sorella lei sembrava molto più energica, muoveva la piccola testa e borbottava tra sé e sé, alle volte sembrava voler sgusciare fuori dalla coperta in cui l'avevano stretta. Ma Viz la teneva a sé, impedendole di cadere e farsi del male.
"Doloroso ma non spaventoso come per Aegon," disse sorridendo un poco triste. Erano stati così vicini a perdere loro fratello e lo avevano scoperto solo dopo diversi giorni dalla nascita di loro nipote.
Aegon non era lì al suo capezzale proprio per il difficoltoso parto che aveva affrontato. Aveva tentato, di quello doveva dargliene atto, di montare in sella a Stormcloud ma il suo drago lo aveva costretto a terra, rifiutandosi di prendere il volo. Aegon aveva discusso a lungo con la sua bestia dorata ma alla fine era stato costretto a rimettere i piedi in terra.
Era svenuto subito dopo.
"Sembra che avere dei gemelli sia una tradizione Targaryen," commentò Viz accarezzando i capelli della sua bambina. Lei borbottò e sbuffò, il suo respiro bollente.
"Tu e Joffrey potreste essere i prossimi," commentò Jonnel sollevando gli occhi su Jace e poi su suo padre.
Il Signore di Westeros scosse il capo e arricciò il naso. Non avrebbe permesso a nessuno di infilare ancora le mani dentro la sua pancia per tirarne fuori un neonato. Era stata un'esperienza che non avrebbe mai voluto ripetere.
"A meno che Alys Rivers torni a farci visita dubito che potremmo avere altri figli," disse Cregan che, nonostante avesse passato la vita preoccupandosi di avere un solo erede, ora si trovava felice di avere solo due figli. Ma dopotutto non avrebbe mai rimesso Jace in quella condizione.
"E Joff preferirebbe farsi rinchiudere nelle celle di Driftmark piuttosto che farsi mettere nuovamente incinta," disse Jace con un piccolo sorriso.
Viz ridacchiò e premette un bacio contro la fronte di sua figlia. Si era già innamorato di quelle due piccole. Erano entrambe minuscole, molto più piccole di loro fratello maggiore ma dopotutto loro avevano avuto il suo ventre da condividere.
"Mi ricordano quando è nato Rickon," disse Jace posando lo sguardo su suo marito e poi sulla piccola Lysara. Guardandola in quel momento avrebbe potuto confonderla con suo figlio appena nato. Le guance rosse e il naso che puntava all'insù, i capelli neri e il corpo minuto.
"Dov'è adesso?" domandò Jonnel che era stato così preso dalle sue bimbe da non accorgersi nemmeno che suo fratello non era con loro.
Cregan strinse la sua spalla e si chinò per lasciargli un bacio fra i capelli.
"Stava aspettando che Benjen si svegliasse," disse accarezzando i capelli della sua nipotina.
Jonnel sorrise. Suo padre era sempre stato un uomo serio e burbero ma era anche l'uomo più dolce che avesse mai conosciuto.
"Come sta ad Approdo del Re?" domandò Viz cullando Lysara che aveva iniziato a lamentarsi. Presto avrebbe dovuto mangiare e subito dopo qualcuno avrebbe dovuto cambiarla. Era felice di non dover essere lui a occuparsi dei vestiti sporchi della sua bimba.
"Lui, Rhaen e Baela sono diventati grandi amici," disse Jace e le sue labbra si piegarono in un piccolo sorriso. Era felice che il suo bambino avesse trovato due nuovi amici, qualcuno che avesse la sua età e di cui si potesse fidare.
"Sì?" domandò Jonnel sorridendo a propria volta. Rickon non aveva amici al Nord. Proprio come per Jonnel non c'erano stati bambini di rango sufficientemente elevato con cui potesse giocare. E lo stesso era valso per Viserys che nonostante avesse un fratello di soli tre anni più grande si rifiutava di giocare con lui.
Rickard Karstark, per quanto lo si volesse credere, non avrebbe potuto essere considerato un vero e proprio amico. Ma se non altro era stato di molta compagnia al suo dolce fratellino.
Cregan annuì.
"Volano insieme quasi tutti i giorni o beh, volevano. Rhaen è partito per Roccia del Drago tre mesi fa e le visite di Baela si fanno sempre più rare. Pare sia molto impegnata con qualcosa di cui però non vuole rivelare nulla," disse il Lupo leccandosi le labbra.
Da quel giorno il principe e Lady erano tornati spesso a fargli visita ma non era lo stesso che passare ogni istante del giorno insieme. Rickon si era fatto triste anche se cercava di nasconderlo. C'erano diversi ragazzi a Corte che cercavano di attirare l'attenzione del Principe Lupo ma nessuno poteva eguagliare il secondo figlio di Lucerys e la prima figlia di Rhaena.
"Spesso lui e Vadir gli fanno visita ma..." borbottò Jace mordendosi le labbra. Era in questi momenti che si pentiva di non aver dato un fratello o una sorella a Rickon.
"Pensavamo di lasciarlo andare a Roccia del Drago, passare del tempo insieme ai suoi cugini," disse Cregan con voce sofferente. Perché si era già allontanato da un figlio e non aveva nessuna intenzione di cedere l'altro ma vedere tutti i giorni gli occhi tristi di Rickon gli faceva piangere il cuore. E se il suo bambino avrebbe trovato la felicità a Roccia del Drago sarebbe stato disposto a lasciarlo andare.
"Credo che la cosa migliore sia chiedere a lui," disse Jonnel alzandosi per sollevare Melara. Le guance della bambina erano diventate dello stesso colore dei suoi capelli.
"È stato portato ad Approdo del Re senza che lui potesse dire nulla, dubito che apprezzerebbe di essere mandato a Roccia del Drago senza venire prima consultato," continuò lasciando un bacio tra i capelli della figlia. La fece passare da un braccio all'altro e lei sbadigliò sonoramente, gli occhi chiusi e una crosticina bianca al centro della fronte. Melara era nata con la mano premuta contro la guancia. Aveva avuto un livido per quattro giorni e la cosa aveva fatto molto sorridere entrambi i genitori.
"Non ti sbagli. Ne parleremo con lui una volta tornati ad Approdo del Re," concordò Jace.
La porta venne brutalmente spalancata e un piccolo uragano di capelli neri e occhi grigi fece il suo ingresso.
"Nonno Cregan!" esclamò il piccolo per poi gettarsi tra le braccia del Lupo.
"Ecco il mio nipotino!" esclamò lui quando il piccolo gli avvolse le braccia attorno al collo e premette la guancia contro la sua coperta da una sottile barba scura.
"Hai visto le mie sorelline!?" domandò con il viso rosso per l'eccitazione.
La porta si chiuse e Rickon vi appoggiò la schiena, guardando suo nipote che eccitato blaterava a più non posso e suo padre che annuiva rapidamente, cercando di stare dietro a ogni piccola parola.
"Ciao Ūepa Jace!" esclamò poi Benjen regalandogli un grande sorriso pieno di denti.
Benjen era uno Stark ma Viz aveva insistito nell'insegnargli qualche parola in Alto Valyriano. Era incerto se dargli un insegnamento completo ma per ora si accontentava di quel poco che Benjen stava imparando.
"Sono troppo giovane per essere un nonno," borbottò Jace alzandosi per riempire di baci il viso nel bambino che si dimenò tra le braccia di Cregan, cercando di nascondersi contro il suo petto. Alla fine riuscì a sgusciare via dalla presa della Mano del Re e corse al fianco del suo alpha, allungando le braccia verso di lui.
"Posso prendere Melara?" domandò dondolando dai talloni alle punte.
"Ma fai attenzione," acconsentì Jonnel. Aiutò suo figlio a stringere le braccia attorno alla sorellina e Benjen, tutto contento, si incamminò verso il letto, cercando di arrampicarsi sul materasso e sedersi al fianco del suo omega.
Rickon lo issò da terra e fece sedere al fianco di Viz.
"Lei è Lysara e lei è Melara," disse Benjen sorridendo a suo zio.
Rickon ricambiò e passò una mano contro la testa di Lysara che borbottò, forse infastidita dalle dita fredde o forse contenta di non avere più così caldo. Erano entrambe molto graziose ma sembrava ci volesse una sola goccia di sangue Valyriano per rendere un bambino più bello di qualunque altro.
"Tu e Lysara avete preso i capelli di nonno Cregan," commentò Rickon sollevando gli occhi su suo padre che sorrise orgoglioso. Gli Stark tendevano ad avere capelli scuri e occhi grigi, Jonnel era il primo ad aver ereditato parte dei colori di sua madre e sembrava che la maggiore delle sue figlie avesse preso proprio da lui.
Se Alicent fosse qui li chiamerebbe bastardi, pensò Jace passando una mano tra i capelli di Benjen.
Fortuna che Luke se n'è sbarazzato, disse ancora con un piccolo sorriso.
Melara prese a borbottare e presto scoppiò a piangere, forse sopraffatta da tutti quei nuovi odori.
"Vi lasciamo riposare," disse Jace posando una mano contro la schiena di suo figlio e allontanandolo un poco dal letto. Rickon sembrò rattristato, gli piaceva passare il tempo con il suo fratellastro e i suoi bambini.
"Le potrai rivedere più tardi," assicurò Viz prendendo la sua mano nella propria.
Benjen, che non sembrava gradire particolarmente i lamenti di sua sorella, si alzò dal letto e porse Melara al suo alpha.
"Posso andare con Rickon?" domandò sorridendo come un piccolo demonio.
Jonnel sorrise e gli passò una mano tra i capelli.
"Ma fai il bravo," gli disse mentre quello esultava, prendendo la mano di suo zio e poi stringendola con forza. Non c'erano dubbi che Benjen si sarebbe presentato come un alpha.
"Promesso!" esclamò il bambino guidando zio e nonni fuori dalla camera dei suoi genitori.
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Re dell'Ossessione
Fanfiction⚠️Premesse: - La storia segue la Danza dei Draghi per tutta la sua interezza. Ci saranno spoiler enormi, ergo, se non avete letto il libro e volete godervi la serie NON leggetela e tornate tra qualche anno. - Linguaggio e scene per un pubblico +18 ...
