Raggiunsero Roccia del Drago che il sole era lì lì per tramontare. I tiepidi raggi sfioravano le creste delle onde e l'aria della sera iniziava a fargli rizzare i peli sulle braccia. Più di una volta si era voltato indietro, assicurandosi che i suoi figli fossero rimasti tutti al passo.
A preoccuparlo di più erano Nyra e Baelon che si protraevano in spericolate acrobazie che li portavano quasi a toccare le onde. Ogni volta che vedeva i draghi dei suoi figli cadere dal cielo la sua mente tornava a quella notte a Capo Tempesta e il suo cuore prendeva a battere un poco più forte.
Ma poi si ricordava che il sole era ancora alto e che i suoi bambini erano al sicuro.
Daemon sembrava più che intenzionato a seguire l'esempio dei suoi fratelli maggiori ma Anogar era ancora troppo piccolo e spericolato per permettergli di compiere certe mosse senza rischiare di perdere il controllo.
"Stai bene?" gli domandò Vadir stretto contro la sua schiena. Suo figlio aveva le braccia avvolte attorno ai suoi fianchi e, inconsciamente o meno, gli stava lasciando piccole carezze contro la pancia.
Luke sorrise e annuì.
Questa gravidanza sembrava procedere in maniera più pacata delle altre. Ormai vomitava raramente e per ora non provava alcun tipo di dolore e sconforto. Era quasi piacevole tornare a fare qualcosa che conosceva.
"Non sembravi felice che Rhaen rimanesse ad Approdo del Re," disse Luke cambiando discorso. La nave che portava sia i loro oggetti personali sia suo marito, era arrivata a Roccia del Drago il giorno prima e Aemond doveva già essere stato portato nella sua nuova stanza. Gli era stata concessa la torre a ovest, un lungo collo di drago la cui testa dava diversi metri sopra al mare. Era la torre più alta e anche la più impenetrabile. C'era una sola via per quella stanza e nessuna possibilità di fuggire.
Vadir arrossì un poco e si mordicchiò le labbra. Sentì la schiena del suo omega sobbalzare e la sua risatina accarezzargli le orecchie.
"Avrei voluto fosse venuto con noi... non siamo mai stati lontani. Non posso fare a meno di preoccuparmi per lui e so che zio Jace si prenderà cura di lui... i gemelli sono ancora a palazzo e Rhaen ha sempre avuto un bel rapporto con loro, solo... è strano che non sia al mio fianco, tutto qui," disse stringendo con più forza le braccia attorno ai fianchi di Luke. Appoggiò il mento contro la sua spalla e sospirò, godendo del dolce e delicato profumo del suo omega.
Dreamfire batté le ali. Lo faceva raramente, lasciando che fosse il vento a trasportarla e un singolo battito bastava per spostarla in avanti per metri. Enorme com'era era difficile rimanerle dietro ma i più piccoli draghi facevano del loro meglio.
"Tuo fratello è... rimasto segnato da tutto quello che ha scoperto. Forse più di chiunque altro. Immagino che essendo così simile a me si chieda che cosa sarebbe successo se lui si fosse trovato al mio mostro..." disse Luke stringendo le redini di cuoio.
Vadir lo strinse con più forza. Era qualcosa a cui lui pensava di continuo.
"Tutto quello che conosceva- che conoscevate è andato in frantumi davanti ai vostri occhi e... avete sempre avuto modi diversi di sopportare una crisi. Credo sia normale che lui preferisca aggrapparsi all'unica cosa concreta che conosce," spiegò.
Approdo del Re poteva essere orribile rispetto alle altre città del regno ma era casa per i suoi figli.
"Si ma... conosce me. E te. E i miei fratelli. Perché è più facile farsi consolare da un ammasso di pietre piuttosto che dalla sua stessa famiglia? Con lui non ho voluto insistere, l'avrei fatto arrabbiare invece di convincerlo a partire, ma proprio non capisco," disse mordendosi le labbra. Loro erano concreti. Erano reali. E se Rhaen credeva di non potersi fidare della parola di Luke poteva credere nei suoi fratelli.
"Il cambiamento spaventa, amore mio, e Rhaen vuole stringersi all'unica cosa che non può cambiare," disse con un sospiro.
"Ha bisogno di tempo. È... difficile quando tutto ciò che conosci ti crolla addosso," gli disse stringendo le mani del suo primogenito. Vadir aveva mani grandi, come quelle di Aemond anche se erano più delicate. Ma dopotutto, suo figlio non aveva ucciso e mutilato.
Vadir si strinse alle spalle del suo omega. Gli mancavano gli anni in cui era piccolo abbastanza per nascondersi tra le braccia dei suoi genitori. Ora era diventato così grande che anche Aemond faticava a tenerlo fra le braccia.
"Per questo vuoi tornare a Roccia del Drago? Perché a differenza di tutto il resto quella non può cambiare?" domandò Vadir fissando gli occhi cechi contro la nuca del suo omega.
Lo sentì sorridere.
"In parte. In parte voglio che voi conosciate il luogo in cui sono cresciuto. Roccia del Drago è... magica in un modo che solo un Targaryen può comprendere," spiegò con il cuore che batteva forte.
Un piacevole silenzio cadde tra loro, interrotto solamente dalle grida di Baelon e Nyra che si divertivano a danzare con i loro draghi. Daaria sfrecciò al loro fianco e Dreamfire fece scattare le zanne invitandola a rimanere ben distante dalle sue fauci.
"Come hai fatto a ritrovare fiducia in qualcuno dopo che kepa ti ha... rapito?" domandò Vadir leccandosi le labbra.
Come faccio io a tornare a fidarmi di mio padre? E come può lui fidarsi di me? si domandò e poi pensò che Aemond non doveva sapere di lui e del suo tradimento.
Luke sospirò.
"Non è stato facile," disse con un piccolo sorriso.
"Credevo che tutti mi volessero morto o che volessero usarmi. Otto e Alicent volevano sfruttarmi per tenere mia madre lontana da Approdo del Re. Aemond desiderava sposarmi forse per desiderio e forse per dimostrare quanto potere avesse. Aegon... non so cosa Aegon volesse da me," spiegò leccandosi le labbra. Ancora ricordava tutte le sue piccole minacce e sceneggiate. Tutto per incutere quel poco di paura che si poteva permettere visto il suo stato di prigioniero. Ma era divertente mettere gli altri a disagio. Specialmente Alicent. Soprattutto Alicent.
"Aegon ti ha mai...?" domandò Vadir facendosi più vicino.
Sapeva che la sua muña doveva aver evitato molti dettagli per non spaventare i più piccoli.
"No. Aemond era il mio carceriere ma era anche la mia salvezza. Tuo padre non incuteva timore solo nei ranghi nemici ma anche all'interno della Fortezza Rossa. Senza di lui il mio... soggiorno avrebbe potuto essere molto peggiore," disse con un sospiro.
Era stato torturato in diversi modi ma se non altro il suo carceriere era sempre e solo uno.
"Cleoden e Harkon sono state le prime persone con cui ho davvero legato," disse con il pensiero rivolto alle sue guardie. Gli Scudi dei suoi figli erano partiti con la nave che aveva portato i loro beni più preziosi e anche Aemond. Alcuni Lupi erano partiti con loro, giovani uomini che nonostante l'amore per il Nord avevano deciso di accompagnare e fare da guardie ai nipoti del nuovo Signore dei Sette Regni. Altri sarebbero rimasti al fianco di Cregan ad Approdo del Re e altri ancora, la maggior parte, sarebbero ripartiti verso Nord insieme al Lord vassallo che era diventato Jonnel.
Tra gli uomini che erano arrivati a Roccia del Drago c'era Alarik, il Lupo che da quasi un mese a quella parte sembrava fare la corte a Harkon. L'omega però non sembrava cedere alle sue attenzioni. Forse ricordando il suo giuramento come Cappa Bianca o forse, semplicemente, spaventato da cosa un alpha avrebbe potuto fargli.
Luke aveva avvertito Cregan. Se Alarik avesse anche solo sollevato un dito avrebbe perso l'intera mano. Ma Cregan non era parso preoccupato, sembrava fidarsi dell'uomo che aveva fatto da insegnante ad Aegon e Viserys.
E poi c'era Cleoden che dopo aver origliato una conversazione tra Luke e Jace, in cui Luke lamentava la mancanza di fabbri a Roccia del Drago, aveva suggerito di portare con sé un suo vecchio amico.
Luke era stato incerto ma desiderava che Roccia del Drago avesse la possibilità di difendersi in caso di bisogno e tutti i fabbri erano stati eliminati da Aegon.
E così aveva accettato.
"Quando ho scoperto cosa Aegon faceva loro ho cercato di proteggerli al meglio delle mie capacità. Una volta l'ho preso a pugni," rivelò con un sorriso soddisfatto.
Era incredibile come dopo così tanti anni ancora riuscisse a ricordare il suono emesso dal suo naso.
"E lui?" domandò Vadir.
"Non ha fatto nulla. Tuo padre lo spaventava troppo," disse Luke con un ghigno.
"Ma erano fratelli," obiettò Vadir, le sopracciglia aggrottate.
"Lo erano. Ma non erano fratelli nello stesso senso in cui lo siete tu e Rhaen. Credo che tra loro ci fosse una sorta di affetto storpiato da anni di abusi. Aemond avrebbe sempre combattuto per suo fratello ma lo faceva più per dovere che per piacere," spiegò grattandosi una guancia.
Vadir annuì, il naso arricciato. Luke gli aveva raccontato come Alicent e Viserys avessero cresciuto i propri figli e in un certo senso riusciva a capire perché Aemond e Aegon fossero cresciuti in quel modo.
"Poi la mia fiducia è stata brutalmente conquistata da Helaena e i gemelli," disse con un grande sorriso.
Helaena gli mancava quanto gli mancava Baela.
Era straziante averle perse entrambe.
"Poi sono arrivati il Maestro ed Eliza," aggiunse pensando a quella splendida ragazza dalla pelle scura e gli occhi neri. Gli abiti che avevano sempre qualcosa di viola e i capelli dai neri ricci ribelli.
"E poi zio Daeron," disse Vadir con un timido sorriso.
"E poi zio Daeron," concordò Luke.
Con lui c'era voluto più tempo. Non aveva potuto fidarsi pienamente fino a quando Joff non era rimasto incinta. Solo allora Luke aveva conosciuto il vero Daeron. Il ragazzo gentile e premuroso, spaventato dall'idea di tradire entrambe le fazioni della propria famiglia e quindi bloccato in un vortice di indecisione.
Dreamfire ruggì quando Roccia del Drago comparve davanti a lei e Vadir si aggrappò alla schiena del suo omega mentre l'enorme bestia planava sull'isola. Volò intorno alle alte torri serpentesche e poi mise le zampe in terra, facendo tremare le basse colline e l'alta scogliera. Gli artigli affondarono nella terra bagnata dall'umidità e dalla pioggia che il giorno precedente aveva afflitto il mare. Con uno sbuffo affondò il muso nell'erba alta e questa le solleticò le narici.
I piccoli draghi, la cui maggior parte erano suoi figli, planarono al suo fianco lungo la collina o vicino all'ingresso della Montagna, dove uno squadrone di Guardiani era pronto ad accoglierli.
Luke scivolò giù dal fianco di Dreamfire e si posò una mano sulla pancia. Ricordò quando aveva conquistato la fiducia di quella bestia azzurra. All'epoca aspettava Rhaen. Si avvicinò al muso di lei e premette la fronte contro la sua guancia.
Vadir quasi inciampò in un sasso nascosto nell'erba alta e Nyra corse al suo fianco, offrendogli il proprio braccio.
"Grazie," disse lui mentre i Guardiani si avvicinavano alla famiglia.
"Spero che il viaggio sia stato favorevole," disse un anziano uomo.
Il Guardiano più anziano che Baelon avesse mai visto. Era un uomo rugoso, dagli occhi semichiusi e una folta barba bianca che quasi gli sfiorava la pancia. Teneva un bastone in una mano mentre gli altri reggevano picche di legno con cui poco alla volta indirizzavano i draghi.
I più piccoli si mossero senza opporre particolare resistenza nonostante Anogar minacciò di sputare fuoco su un giovane Guardiano, un bambino forse della stessa età di Daemon.
"Chi è?" volle sapere Luke che non aveva mai visto un Guardiano di quell'età. Ma il piccolo non poteva essere altro che quello. Indossava i colori dei Guardiani e si muoveva con agio tra loro e i draghi.
"Lo abbiamo trovato davanti all'ingresso della Montagna," disse l'anziano rivolgendo uno sguardo al bambino che si avvicinò in tutta fretta, porgendo un inchino al principe e ai suoi figli.
"Il suo nome è Enar," continuò posando una mano sulla spalla del piccolo dai lunghi capelli biondi. Erano raccolti in adorabili trecce che mettevano in mostra il viso affilato.
Luke annuì e fissò lo sguardo sulla Montagna.
I Guardiani si avvicinarono a Dreamfire ma lei non diede segno di volersi alzare dal suo posto al sole e alla fine finirono per arrendersi. Era difficile cercare di far ragionare una creatura così immensamente vecchia.
"È vero che Caraxes è sull'isola?" volle sapere Nyra guardando l'anziano dritto in quegli occhietti sottili.
Il Guardiano annuì e indicò un fianco della montagna. Lì c'era un'apertura rotonda, sembrava la si potesse raggiungere percorrendo il ripido fianco che scosceso dava sul mare ma nessuno sarebbe stato così sciocco da andare a disturbare il drago nella sua grotta.
"Caccia e poi dorme quasi tutto il giorno," disse Enar a cui a volte capitava di vedere il drago dal lungo collo volare sopra il mare. Era una vista incredibile. Il corpo sottile e le ali immense.
"E ogni tanto canta," aggiunse poi con fare sognante.
Luke sorrise nostalgico.
"Caraxes cantava solo per Daemon e Syrax," disse premendo una mano contro il cuore. Non importava quante volte Luke o Jace gli portassero da mangiare. Che fosse un pesce o un pezzo di carne salvato durante la cena. Il drago non avrebbe aperto bocca se non per ingurgitare il suo spuntino.
Un tuono squarciò il cielo e Daemon sollevò lo sguardo.
"Ma non ci sono nuvole!" disse con fare confuso.
"Il tempo cambia rapidamente sulle isole. Venite, entriamo a palazzo," disse congedando il Guardiano ed Enar. Presto anche Dreamfire si sarebbe ritirata nella sua grotta. O lo avrebbe fatto quando si sarebbe messo a piovere.
Luke si mosse per primo, una mano stretta in quella di Helaena che salutò Enar con una mano. Lui ricambiò, un timido sorriso a piegargli le labbra.
"Mi piace Roccia del Drago!" esclamò lei mentre Baelon e Nyra si portavano ai fianchi di Vadir, aiutandolo a muoversi lungo lo spazio che ancora non conosceva. L'erba alta non lo aiutava nell'individuare piccoli ostacoli ma presto ci avrebbe fatto l'abitudine. Aveva un bastone proprio per questo genere di situazioni.
"Roccia del Drago è quello che più abbiamo di più vicino a Vecchia Valyria," spiegò Luke sollevando lo sguardo sull'immenso castello. I lunghi colli di drago che puntavano verso l'alto e le fauci spalancate che sembravano sul punto di inghiottirli.
Occhi rosso fuoco li osservavano ma le teste più alte stavano già venendo inghiottite da grandi nuvole grigie. Sembrava avessero evitato un acquazzone.
Il Castellano, Maestro Orys, li aspettava all'ingresso del palazzo.
"Mio principe," lo salutò porgendogli un profondo inchino che lo rese quasi ridicolo.
Maestro Orys era stato messo di guardia a Roccia del Drago quando Aemond era diventato Principe Reggente. I mercenari ingaggiati da Aegon erano stati allontanati dall'isola e chi si era opposto era stato ucciso sul posto.
"Maestro. Spero che la nave e il principe Aemond siano giunti intoccati," disse il principe varcando la porta della sua ancestrale dimora.
Un brivido gli corse lungo la schiena. Tutto era stato riportato all'aspetto in cui era quando Rhaenyra vi abitava, il passaggio di Aegon cancellato per sempre.
Era a casa e le sue gambe tremavano per l'emozione.
"Il principe Aemond è stato condotto nell'Alta Torre," spiegò il Castellano.
L'Alta Torre, un luogo completamente separato dalla restante parte del palazzo e raggiungibile solo tramite un ingresso ferocemente sorvegliato da quattro guardie bene armate.
"Per quanto riguarda i vostri beni, la servitù attende che voi scegliate le vostre stanze," disse leccandosi le labbra.
Maestro Orys era un uomo allampanato, la testa piena di capelli grigi e il mento coperto da una folta ma corta barba. Aveva occhi vivaci, in gioventù doveva essere stato un combinaguai.
La scelta delle stanze fu semplice. I principi si affidarono alla conoscenza del loro omega.
Luke optò per occupare la stanza di Visenya. Il luogo in cui avevano vissuto Rhaenyra e Daemon. La stanza di Aegon, occupata precedentemente da Jacaerys, andò a Vadir e la stanza di Rhaenys, occupata un tempo proprio da Lucerys, andò a Rhaen.
Nyra prese la stanza di Joffrey. Baelon quella di Aegon. Daemon trovò rifugio in quella di Baela e Helaena in quella di Rhaena.
"Tu e kepa non siete mai venuti qui?" domandò Nyra mentre percorrevano i corridoi.
Roccia del Drago era spettrale ma accogliente come nessun luogo sulla faccia della terra. Le pareti di roccia erano calde nonostante avrebbero dovuto essere gelide e le piccole finestre, nonostante permettessero a poca luce di entrare, offrivano un'ottima vista sul mare.
"No. Avrei voluto che tu e Baelon nasceste su quest'isola ma non sono mai riuscito a convincere vostro padre," disse passando una mano contro i draghi intarsiati nelle pareti.
Roccia del Drago era un luogo magico. Ora capiva perché in molti credevano che Visenya fosse una strega. Nessun uomo o donna comune avrebbe potuto costruire quel posto.
Ma i Targaryen non sono comuni, pensò con un sorriso.
"Perché no?" domandò Baelon mentre un tuono scuoteva l'isola e la prima pioggia iniziava ad abbattersi sulle teste di drago.
Luke rabbrividì. Il suono della pioggia contro quelle pareti era una canzone familiare ma dimenticata da tempo.
"Vostro padre era timoroso che potesse accadervi qualcosa. Preferiva sapervi al sicuro ad Approdo del Re," spiegò Luke. Per quanto potesse non sembrare, Aemond era più che a conoscenza del terrore che aveva causato durante il suo attacco d'ira, quando aveva bruciato Approdo del Re. Non credeva che i suoi possibili nemici potessero essere così sciocchi da attaccare Luke e i suoi figli ma non poteva mai essere troppo sicuro.
"Almeno la nostra sorellina nascerà qui!" disse Helaena precipitandosi davanti al genitore e premendo la fronte contro la sua pancia.
"O fratellino," disse Daemon abbracciando a propria volta l'omega, reclamando uno spazio al fianco di sua sorella.
Vadir sorrise tra sé e sé, quanto era facile distrarre i propri fratelli. Ma lui stesso era parecchio emozionato all'idea di poter stringere un nuovo piccolo principe tra le braccia. Un fratellino o una sorellina che sarebbero cresciuto senza il tormento che avevano conosciuto lui e i suoi fratelli.
"Sorellina," disse Nyra unendosi all'abbraccio.
"Fratellino," obiettò Baelon facendo altrettanto.
Luke ridacchiò pieno di amore e poi si rivolse a suo figlio maggiore.
"Tu cosa credi?" gli domandò ricambiando l'abbraccio per quanto gli era possibile. Ma era circondato da tutti i lati.
"Gemelli," rispose lui con un sorriso.
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Re dell'Ossessione
Hayran Kurgu⚠️Premesse: - La storia segue la Danza dei Draghi per tutta la sua interezza. Ci saranno spoiler enormi, ergo, se non avete letto il libro e volete godervi la serie NON leggetela e tornate tra qualche anno. - Linguaggio e scene per un pubblico +18 ...
