Capitolo 50:

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Jonnel fremeva sul posto, suo fratello stretto tra le braccia e gli occhi fissi sull'ingresso della sala del trono. Era ancora notte fonda ma le vedette avevano assicurato di aver visto due draghi volare in cielo e diversi cavalieri farsi avanti nella foresta che iniziava a coprirsi di bianco.
Suo padre era tornato e lui era pronto ad accoglierlo.
Rickon si lamentava tra le sue braccia, infastidito dall'essere stato svegliato dal suo sonno ma Jonnel sapeva che suo fratello sarebbe stato più che entusiasta quando i loro genitori avrebbero varcato quella soglia.
Anche se, incredibilmente, non era Cregan di cui Jonnel aveva sentito la mancanza.
Le porte vennero spalancate e Cregan, seguito da Jace e Viserys, fece il suo ingresso. L'aria stanca e il corpo un poco intirizzito dalla fredda aria della notte e dalle lunghe ore passate in sella. La barba sul viso di Cregan si era fatta lunga, più lunga di quanto Jonnel l'avesse mai vista, alcuni ciuffi neri gli cadevano sulla fronte e la pelliccia che gli copriva le spalle era scivolata un poco lungo la schiena, rivelando il collo robusto.
Jace appariva meno stanco ma il suo viso pareva attraversato da una vena di preoccupazione, i ricci scuri che incorniciavano il volto perfetto e gli occhi verdi che li guardavano come due gemme di smeraldo.
Il suo cuore fece una capriola quando i suoi occhi incontrarono quelli di Viserys. Le lunghe trecce bianche erano un poco rovinate e molti ciuffi ricadevano sparsi qua e là. Le sue guance erano rosse per il freddo e le lentiggini si vedevano a malapena.
Cregan gli si avvicinò e lui gli sorrise immediatamente, le guance rosse e i capelli ancora in disordine. Anche Rickon, che fino a pochi istanti prima era imbronciato, iniziò a ridere e battere insieme le mani, gridando "Papa" e "Kepa" a gran voce.
"Siete tornati," dissi il Giovane Lupo, gli occhi fissi in quelli di suo padre. La stessa tinta di grigio.
Cregan annuì e strinse Jonnel in un forte abbraccio. Gli baciò la fronte e prese un profondo respiro, godendo del profumo dei suoi figli.
Rickon aveva allungato le braccia verso di lui, cercando di aggrapparsi alla sua barba ma la sua attenzione venne immediatamente risucchiata quando Jace comparve al fianco di Cregan e allungò le mani verso suo figlio, reclamando il piccolo Lupo dai capelli neri. Rickon si lasciò baciare e coccolare, il naso di Jace che affondava tra i suoi ricci scuri.
"Jonnel!" esclamò Viserys e si catapultò tra le sue braccia, rischiando di far cadere l'amico in terra. Lui scoppiò a ridere e strinse forte le braccia attorno alla schiena di Viserys, godendo del suo profumo che tanto gli era mancato e che aveva iniziato a scomparire dalle sue lenzuola.
"Ti sono mancato?" domandò Viserys ridendo.
Jonnel annuì contro la sua guancia e lo tenne stretto, dondolando da un piede all'altro mentre Cregan posava, delicatamente, le mani sulle loro spalle, stringendoli in un caloroso abbraccio.
"Spero che Rickon si sia comportato bene," disse Jace battendo l'indice contro il naso del figlio per poi avvicinarsi e premere la fronte contro quella di Jonnel che sorrise, stringendo il suo patrigno in un abbraccio.
"Benissimo! La prima notte non era felice e abbiamo dormito insieme ma poi non si è più lamentato," spiegò Jonnel mentre Rickon gli accarezzava le guance e i capelli.
Cregan gli sorrise e prese un profondo respiro, assaporando l'odore di casa. Quelle mura che tanto gli erano mancate e che gli avrebbero permesso di dormire serenamente anche se con un po' di preoccupazione.
"Dov'è Aegon?" domandò Jonnel guardando alle spalle dei genitori. Aveva immaginato che l'amico si fosse trattenuto al fianco del suo drago ma era passato troppo tempo.
Jace sospirò e Jonnel pensò immediatamente al peggio. Si calmò solamente quando Viserys gli lasciò un pizzico contro il fianco.
"Aegon è rimasto a Castel Granito. Si assicurerà che Lord Lancel mantenga la sua parola. Tra un mese tornerà a casa," spiegò Cregan.
Jonnel si mordicchiò le labbra. Naturalmente, anche a Grande Inverno, era giunta la notizia della morte di Tyland Lannister. E ora iniziava a credere che quella morte non fosse una coincidenza come aveva pensato.
"Ma starà bene?" domandò Jonnel guardando prima suo padre e poi Jace.
Il principe parve esitante.
"Starà bene," assicurò Cregan lasciandogli una carezza sulla guancia. Il figlio sospirò ma annuì, certo che Aegon avrebbe potuto affrontare qualsiasi cosa. Un Leone non lo avrebbe spaventato.
"Ma ora abbiamo bisogno di riposo. Tutti noi," disse il Lupo posando lo sguardo sulla sua famiglia.
Rickon concordò con un rumoroso sbadiglio.

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