"E Davos è sposato? Non lo immaginavo un uomo da matrimonio," commentò Joff rivolgendosi a Benjicot.
Gwayne e Daeron avevano fatto un passo indietro, preferendo ricordare i bei vecchi tempi andati trascorsi a Vecchia Città, quando la loro unica preoccupazione erano le lezioni e non arrivare tardi a cena.
Il Lord di Raventree Hall prese un sorso dalla propria coppa e annuì, leccandosi le labbra sporche di rosso.
"Nemmeno io ma mio fratello tende a fare l'impossibile per stupire. E non ha solo un marito ma ben due figli," disse ancora sollevando indice e medio. Poteva dire di amare i suoi nipoti, bambini dall'animo di ferro e lo stesso carattere del loro omega. Erano un perfetto miscuglio di Blackwood e Bracken. Con Edmund che assomigliava in tutto, se non per gli occhi, al suo omega. E Bethany che assomigliava in tutto, se non per gli occhi, al suo alpha.
Erano la luce nella vita di Davos e Benjicot sapeva che se non avesse avuto un erede avrebbe potuto contare sui suoi nipoti.
"Ci dirai mai chi è questo omega?" domandò Lancel con fare curioso. Non conosceva Benjicot tanto quanto gli altri presenti ma il Lord gli era subito stato simpatico. Si erano presi immediatamente in amicizia. E forse avevano più in comune di quanto sembrasse.
Benjicot sembrò rifletterci e poi si guardò attorno.
Gwayne e Daeron erano abbastanza lontani e lo stesso valeva per gli altri invitati. Per non parlare di Aemond che, ora che suo figlio era stato portato a letto, sembrava ancora più disposto a ingaggiare in chiacchiere con i Lord. Forse perché sapeva di potersi lasciar andare a chiacchiere non adatte a un bambino.
E considerando chi era il suo attuale compagno di bevute, Benjicot dubitava che le chiacchiere fossero leggere. Euron Greyjoy reggeva una coppa di vino e teneva gli occhi fissi sul viso del Principe Reggente.
"L'omega Bracken," disse il Lord prendendo un altro sorso.
"Aeron Bracken? Credevo fosse morto," disse Cregan aggrottando le sopracciglia.
Jonnel sollevò gli occhi su suo padre, curioso ma certo che in quel momento non avrebbe ricevuto una spiegazione.
"Si beh, a quanto pare il mio fratellino lo ha messo incinta e quando il vecchio Amos lo ha scoperto lo ha fatto esiliare e finto la sua morte," spiegò Benjicot.
Jonnel sollevò le sopracciglia, stupefatto da tanta cattiveria. Ma dopotutto Bracken e Blackwood si odiavano da quando il sole aveva baciato il mondo per la prima volta.
"E Davos lo ha trovato," disse Joff con un braccio stretto a quello di sua sorella.
"Sei stupito?" domandò Benjicot e Joff scosse il capo.
Una piccola porta venne spalancata e Harkon fece irruzione nella sala. Nessuno parve rendersene conto. Nessuno tranne Rhaena che proprio in quell'istante si era ritrovata a guardare in quella direzione, stanca di quelle conversazioni.
"Joff, quella non è una delle guardie di Luke?" domandò Rhaena accennando al soldato che si muoveva con qualche difficoltà tra la gente, la spada che rischiava di colpire o far inciampare i Lord e le Lady che gli stavano troppo vicini.
"È Harkon," disse Joff con sopracciglia aggrottate.
L'attenzione degli altri presenti, inclusi Gwayne e Daeron, si posò sul giovane omega che finalmente riuscì a raggiungere il Principe Reggente.
"Sembra agitato," commentò Cregan con un briciolo di preoccupazione nella voce e mano che andò improvvisamente a stringere il piccolo pugnale che nascondeva sotto la pelliccia.
Fratello e sorella si guardarono con fare dubbioso.
Harkon porse un inchino ad Aemond che chinò un poco il capo, avvicinando l'orecchio alle labbra dell'omega che vi bisbigliò qualcosa in tutta fretta, il petto che si alzava e abbassava rapidamente e una mano che gesticolava con furia.
L'unico occhio di Aemond si fece enorme, il viso pallido e le labbra sottili. Raddrizzò la schiena e si rivolse brevemente a Euron, gli offrì la propria coppa e poi seguì Harkon fuori dalla sala, il passo svelto e le mani che tremavano.
"Non è un buon segno," disse Joff che aveva già porto la propria coppa a suo marito e aveva già fatto un passo avanti, pronto a inseguire suo zio e la guardia di Lucerys.
Sua sorella si accodò immediatamente a lui.
"Rhaena," la richiamò Gwayne con tono pieno di preoccupazione. Se c'era una cosa che aveva imparato era che se Aemond era sconvolto, qualsiasi fosse il motivo, era meglio stargli lontano. L'ira di suo nipote si era portata via due città.
Lei si voltò con stizza.
"Rimani qui e fai conversazione," ordinò lei e poi inseguì suo fratello, afferrando la sua mano e lasciando che lui la trascinasse fuori dalla piccola porta da cui erano fuggiti Aemond e Harkon.
Gwayne scosse il capo e si passò una mano contro la fronte.
"Fare conversazione," borbottò sottovoce poi fissò gli occhi su Cregan.
"Ricordi la volta in cui ti ho quasi staccato un braccio?" gli domandò lasciandosi andare a un forte sospiro.
Cregan ghignò.
"Dipende. Ricordi la volta in cui ti ho quasi staccato una gamba?" domandò a propria volta.
E così le chiacchiere su nozze e bambini ebbero fine, dando il posto a chiacchiere su sangue e battaglie.
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Re dell'Ossessione
Fiksi Penggemar⚠️Premesse: - La storia segue la Danza dei Draghi per tutta la sua interezza. Ci saranno spoiler enormi, ergo, se non avete letto il libro e volete godervi la serie NON leggetela e tornate tra qualche anno. - Linguaggio e scene per un pubblico +18 ...
