Luke sospirò e si passò una mano contro il viso. Il Maestro si affaccendava per la stanza, prendendo e gettando bende e medicamenti all'interno della sua borsa. Luke però non gli stava prestando attenzione, i suoi occhi fissi sul viso di suo marito.
Aemond si era fatto pallido, profonde occhiaie sotto gli occhi e i capelli che sciolti gli contornavano il viso. Il petto che si alzava e abbassava lentamente, il ventre nudo e avvolto da soffici bende sporche di rosso.
Una lunga catena era stretta attorno al suo polso, tenendolo legato al letto. Se si fosse svegliato, se si fosse alzato, non sarebbe andato lontano.
"Starà bene?" domandò Luke con la mano del suo alpha stretta tra le proprie.
Aveva guardato il Maestro ricucire la sua ferita. Aveva guardato attentamente come il filo attraversava la sua carne e poi la univa.
Aemond era rimasto svenuto ma il Maestro, per buona misura, gli aveva fatto bere del Latte di Papavero che lo avrebbe fatto dormire per diverso tempo. Ore, se il dolore non sarebbe diventato insopportabile.
L'uomo si fermò alle sue spalle, in punta di piedi e una mano sollevata così da raggiungere una boccetta posata su una mensola sottile. Il Maestro l'afferrò e gettò nella sua borsa, avvicinandosi poi al letto e ai due principi.
"La ferita è profonda ma fortunatamente non avete colpito organi vitali," spiegò lui leccandosi le labbra. Era stata una fortuna che Luke non avesse colpito uno dei reni. Sembrava che gli Dèi, chiunque fossero, Vecchi o Nuovi, della Vecchia Valyria o meno, avessero rivolto un occhio di riguardo al principe Aemond.
"Avrà bisogno di riposo prima di potersi muovere e non potrà sforzarsi per diverse settimane come minimo," spiegò ancora. Non si azzardò a dire mesi perché sapeva che Aemond non avrebbe accettato di rimanere fermo così a lungo.
Sempre che possa vivere così a lungo, pensò rivolgendo la mente al nuovo conquistatore.
Alla fine il principe Jacaerys era venuto a prendere il Trono di sua madre.
Luke annuì e sospirò, lasciando un bacio contro le nocche di Aemond. La sua pelle era calda ma non calda al punto da far pensare a una febbre scoppiata dopo un infezione. Suo marito era caldo come lo era sempre stato. Sarebbe stato quasi meglio se in tutti quegli anni le sue mani fossero state fredde e ripugnanti e invece, anche nell'incoscienza, il suo corpo rimaneva caldo e accogliente.
"Posso farvi una domanda?" domandò il Maestro. Appoggiò la borsa al fianco delle gambe di Aemond ma non diede segno di volersi sedere.
"Avete assistito alla nascita dei cinque dei miei figli... potete chiedermi tutto," gli disse con un piccolo sorriso. Senza scordare che quello era l'uomo che lo aveva aiutato a nascondere la sua prima gravidanza. L'uomo che aveva condotto Eliza da lui.
"Voi sapevate del piano del principe Jacaerys?" domandò il Maestro. Non c'era tono d'accusa nella sua voce ma semplice curiosità.
"L'ho aiutato a metterlo in atto," rispose Luke. In tutti quegli anni... era stato lui a dare origine a quella scintilla di ribellione che li aveva portati a quel punto. Tutto ciò che aveva fatto, che aveva ottenuto, era stato volto alla conquista.
"È merito mio se metà della Fortezza non si è opposta al suo arrivo," disse ancora. Anche se il merito, in realtà, andava a Ser Cleoden e Ser Harkon che silenziosi e sfuggenti come talpe avevano tastato il territorio, scoprendo se i loro compagni d'armi fossero più fedeli al Principe Reggente o al Principe Consorte.
"Perciò non vi siete mai arreso... siete proprio figlio di vostra madre," disse il Maestro con un sorriso che il principe ricambiò.
Stringeva ancora la mano di Aemond, guardava il suo petto alzarsi e abbassarsi lentamente. Le sue labbra erano dischiuse sopra denti bianchi.
"La regina Rhaenyra sarebbe fiera di voi e dei vostri fratelli," gli disse e Luke sentì il suo cuore fare una capriola nel petto. Sperò tanto che il Maestro avesse ragione. Sperò che la sua famiglia non pensasse meno di lui ora che si era innamorato della bestia che li aveva uccisi.
La Bestia Verde, pensò scuotendo il capo. Era così che il popolo di Approdo del Re chiamava il suo Signore. Questo era quello che gli aveva detto Cleoden. Luke sapeva che quelle persone dovevano avere un nome anche per lui ma il suo Scudo si era rifiutato di rivelarglielo e Luke aveva deciso di non indagare oltre.
"Ora devo andare. I feriti hanno bisogno del mio aiuto," disse il Maestro e senza aspettare di essere congedato se ne andò.
Luke rimase solo con il corpo svenuto di suo marito.
Sospirò e premette le nocche di lui contro la sua guancia, respirando debolmente dal naso. L'odore del sangue era troppo forte perché potesse assaporare la dolcezza dell'odore del suo alpha. E nell'ultimo ricordo che aveva c'erano solo l'acidità del tradimento e della rabbia.
"Rhaen è arrabbiato con me," gli disse senza aspettarsi una risposta, gli occhi socchiusi e fissi sul viso pallido di lui.
Sbuffò una risata e scosse il capo.
"Odio che sia così simile a me," continuò leccandosi le labbra. Suo figlio poteva amare Aemond più di quanto amasse lui ma alla fine rimaneva in tutto e per tutto figlio di Lucerys. Rabbia e testardaggine ereditate da Rhaenyra.
In quel momento di pentiva di non aver condiviso con lui ciò che aveva condiviso con Vadir ma già si sentiva in colpa per aver affidato al suo primogenito quel segreto così grande. Dopo averglielo confessato aveva vissuto nel terrore per alcune settimane, convinto che il suo bambino sarebbe stato sopraffatto da quella responsabilità e tradimento. Non sapeva nemmeno perché avesse pensato fosse una buona idea condividere con lui quel piano, forse perché desiderava sollevare un peso dal suo petto.
Vadir però non aveva detto nulla. Probabilmente aveva preso a cuore il desiderio di proteggere quegli zii che risiedevano al Nord. Il suo bambino era sempre stato dolce e disponibile e poi aveva creduto che semplicemente se ne fosse scordato. Invece Vadir non aveva dimenticato nulla.
"Mi domando se si sarebbe arrabbiato così se fossi stato tu a pugnalarmi," continuò sbuffando una risata. Sapeva che il motivo della sua rabbia non era quello. Sapeva che il suo giovane figlio si sentiva tradito. Ma era più semplice deflettere il vero problema per concentrarsi su altro.
"Sono fortunato ad avere Vadir al mio fianco," disse ancora e poi fissò gli occhi sul suo viso.
Anche se non dovrebbe. Dovresti essere tu al mio fianco. Se Neri e Verdi non fossero mai esistiti e tu non avessi ucciso la mia famiglia, pensò.
"E forse avevi ragione," borbottò mordendosi le labbra.
Sarebbero la coppia perfetta.
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Re dell'Ossessione
Fanfiction⚠️Premesse: - La storia segue la Danza dei Draghi per tutta la sua interezza. Ci saranno spoiler enormi, ergo, se non avete letto il libro e volete godervi la serie NON leggetela e tornate tra qualche anno. - Linguaggio e scene per un pubblico +18 ...
