La vigilia di Natale del 1899, nelle Cotswolds, in Gran Bretagna, qualcuno depone una cesta di fronte alla porta del cottage di un'umile sarta, Deirdre. La cesta contiene una neonata che la donna decide di allevare e di chiamare Gardenia. La piccola...
Peter mangiò i pancake, poi, mi propose di andare a fare una cavalcata nel bosco. Ne fui felice. Corsi a vestirmi e montai a cavallo, abbracciandolo stretto. Peter si lanciò al galoppo e si diresse verso il lago. Sapeva che amavo l'acqua cristallina che lambiva le sue sponde.
Quando arrivammo al lago, smontò da cavallo, mi prese in braccio e mi baciò. Mi sembrò che il mondo attorno a noi si fosse fermato. Eravamo sospesi nel tempo, in un non luogo, dove esistevamo solo io e lui.
Quando ci staccammo, mi prese per mano e mi condusse sulla riva del lago. Sedemmo sull'erba. Restammo alcuni minuti in silenzio, rapiti dalla bellezza che ci circondava.
Poi, Peter mi guardò intensamente e mi disse:
- Gardenia, ti prego, fallo per me. Ho bisogno di te a Londra. Ho molto lavoro da fare e, spesso, la sera mi sento solo. Sarebbe magnifico se potessi incontrarti. –
Esitai a rispondere. Il mio cuore batteva all'impazzata. La mia mente si ostinava a rispondere di no, ma la mia anima desiderava esaudire la richiesta di Peter.
- Peter, sarei di peso a Fiona... - protestai debolmente.
- Non lo sarai, provvederò io a te. – mi assicurò, mentre una scintilla di speranza si accendeva nei suoi occhi.
- Io vorrei essere indipendente... - provai a ribattere.
- Lo sarai, non appena avrai compiuto la maggiore età, ma, nel frattempo, mi prenderò io cura di te, come avrebbe fatto nostro padre. – rispose, risoluto.
Non riuscii a oppormi oltre a quello che era anche un mio desiderio. Non ero capace di dirgli di no, di dargli un dispiacere. Mi doleva il cuore. Sebbene tenessi in gran conto la mia vocazione, sapevo che Peter era la persona più importante della mia vita.
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Mi baciò ancora e in quel bacio, dolce, appassionato, sentii tutto il suo amore. Non potevo imporgli quella separazione, era importante che stessimo insieme. Avrei percorso il mio cammino nella capitale, proprio come mi aveva predetto Weronika.
Restammo a goderci lo spettacolo dell'acqua scintillante sotto il sole. Poi, Peter mi disse che doveva fare ritorno a palazzo. Lo abbracciai stretto e rientrai a casa. Sedetti sulla seggiola e mi misi a scrivere una lettera a Fiona.
Carissima Fiona,
ho riflettuto sul tuo gentile invito. So di averlo appena declinato, ma Peter insiste perché io accetti e ho capito che trasferirmi da te mi renderebbe felice. Non ti sarò di peso, Peter penserà a me.