CAPITOLO XLI

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Io ed Edward iniziammo a volteggiare. Vidi Peter che mi guardava, stranito. Presto, cominciò a girarmi la testa. Chiesi a Edward di fermarsi. Mi allontanai dal salone da ballo, avevo bisogno di silenzio. Mi appartai in un salottino. Continuavo ad avere dei capogiri. Sedetti. Ecco che cosa significava il sogno, mi dissi. Non ci sarà un lieto fine per me e Peter. In quel mentre, qualcuno entrò nel salotto. Era Peter.

- Cos'è accaduto? – mi chiese, con aria innocente.

- Nulla. – risposi, senza guardarlo.

- Non ti senti bene? – domandò, preoccupato.

- Solo un lieve capogiro, troppi giri di valzer. – gli dissi, sarcastica.

- Sembra che tu ce l'abbia con me. – osservò, interrogativo.

- Dovrei? – chiesi, sferzante.

- Sei gelosa di Virginia? – andò dritto al punto.

- Te ne meravigli? Hai invitato a danzare lei per prima. – lo accusai.

- E' la padrona di casa e non la vedevo da lungo tempo. Era il minimo che potessi fare. E' solo un'amica d'infanzia, Gardenia. – spiegò, tentando di rassicurarmi.

- Io non la vedo così: è una bellissima donna, nobile, come te, figlia di cari amici dei tuoi genitori, la candidata perfetta al ruolo di moglie. – mi sfogai, senza pause.

- Perché continui a vedere ostacoli inesistenti? – mi domandò, alterato.

- Perché sono realista, Peter. Ti illudi di essere libero, ma non è così. – gli dissi, amareggiata.

- Adesso, scusami, vorrei starmene un po' per conto mio. – conclusi, alzandomi.

- Dove vai? – mi chiese, spiazzato.

- Vado a cercare Annabelle, non seguirmi. – gli intimai.

Trovai Annabelle in compagnia di Edward, le guance ancora arrossate per l'emozione e la fatica del ballo.

- Gardenia! Dov'eri finita? – mi interrogò, non appena mi vide.

- Ero andata a riposarmi un po'. – risposi, minimizzando.

- Eravamo in pensiero. – disse Edward, poco convinto dalle mie parole.

Peter sopraggiunse poco dopo. Per sfuggirgli, accettai l'invito a danzare di un giovane sconosciuto. Lui mi guardò esterrefatto.

 Lui mi guardò esterrefatto

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- Lord Arthur Rocherster. Incantato. – mi disse il giovane, inchinandosi. Io rimasi senza parole: era uno dei figli di Lord Rocherster, mio padre. Era mio fratello.

- Siete la più bella dama della sala. – mi disse, inconsapevole. Era mio fratello e mi stava corteggiando. Avvampai, incapace di proferire una sola parola. Lui se ne accorse:

- Vi ho messa in imbarazzo? – mi domandò, con cortesia.

- Oh, no, perdonatemi, reagisco male ai complimenti. – farfugliai, mentre cercavo una via di fuga.

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