La vigilia di Natale del 1899, nelle Cotswolds, in Gran Bretagna, qualcuno depone una cesta di fronte alla porta del cottage di un'umile sarta, Deirdre. La cesta contiene una neonata che la donna decide di allevare e di chiamare Gardenia. La piccola...
L'indomani mattina, a colazione, Fiona ci informò che sarebbe passata a trovarci Madame Zymborskwa all'ora del tè. Me ne meravigliai: sapeva che eravamo in procinto di ripartire? Decidemmo di trascorrere l'ultima giornata a Londra ad Hyde Park, dando da mangiare agli scoiattoli. Mi sembrava di essere tornata bambina con Annabelle, quando ci perdevamo nel bosco, tra le creature fatate che lo abitavano.
A pranzo, Fiona fece preparare l'arrosto della domenica per salutarci con sfarzo. Prima di riposare, cominciai a preparare i bagagli con Gladys, che, dopo di me, avrebbe aiutato Annabelle. Pensavo a Peter e mi chiedevo come fosse possibile che quella vacanza nella capitale, tanto desiderata, piuttosto che renderci più uniti ci avesse reso più distanti.
Weronika giunse alle cinque del pomeriggio, fresca come la primavera che sembrava già cedere il passo all'estate.
- Ci tenevo a rivedervi prima della vostra partenza. – disse, agganciandomi con i suoi ipnotici occhi color zaffiro.
- Avete fatto in tempo: partiremo domani. – risposi, colpita dai colori pastello della sua aura, che ricordava l'aurora.
- Lo so. – rispose, ma seppi, dopo, che Fiona non le aveva detto nulla.
- Ho un piccolo dono per te, Gardenia. – mi annunciò, misteriosa.
Non me l'aspettavo davvero e mi domandavo a cosa dovessi quel regalo.
- Ecco, questa è una iolite. E' una pietra che stimola le visioni, i sogni e la meditazione. – mi disse, porgendomi un piccolo sacchetto di velluto blu, che, al suo interno, custodiva un minerale color indaco.
- Portala sempre con te, ti sarà molto utile. – mi raccomandò.
Era come se sapesse che, in quel momento della mia vita, avevo bisogno di un supporto.
- La iolite veniva usata come bussola dai vichinghi. Mi auguro che ti aiuti a orientarti. Fa' attenzione a non perderti. – aggiunse, enigmatica.
- Grazie infinite, Lady Weronika, la terrò sempre con me. – le promisi, sentendo che quel presente arrivava per soccorrermi. La misi in tasca, provando un filo d'ansia al pensiero che, probabilmente, Madame Zymborskwa aveva visto delle nuove difficoltà profilarsi all'orizzonte per me.
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A cena, Peter ed Edward non si presentarono: spedirono un biglietto nel quale annunciavano che avrebbero cenato con alcuni compratori e che si sarebbero presentati la mattina successiva alle sei e trenta per la partenza.
Me ne dispiacqui, avrei voluto chiarire con Peter prima di affrontare il viaggio verso casa. Ultimai i bagagli e andai a letto presto, con il cuore gonfio di tristezza.
Sognai la donna islandese dai lunghissimi capelli platino, che era stata Weronika nella vita precedente condivisa. Ero nella sua casetta di pietra nel bosco. Mi guardava coi suoi occhi azzurro cielo e mi diceva: