La vigilia di Natale del 1899, nelle Cotswolds, in Gran Bretagna, qualcuno depone una cesta di fronte alla porta del cottage di un'umile sarta, Deirdre. La cesta contiene una neonata che la donna decide di allevare e di chiamare Gardenia. La piccola...
L'estate esplose coi suoi profumi pungenti e fu un'estate particolarmente calda. Lord Barrington appariva sempre più affaticato, non riusciva a camminare ed era costretto a servirsi di una carrozzina. Io ero sempre più in pena per lui.
Quando calava la sera e la temperatura si abbassava, lo portavo a passeggiare nel parco. Mi chiedeva di raccontargli la trama del libro che stavo leggendo in quel momento.
Erano momenti preziosi per me, sentivo che se ne stava andando, che gli restava poco tempo da vivere ed ero felice di avere il privilegio di potergli stare accanto, di poterlo accompagnare verso il suo ultimo viaggio.
Nel segreto della mia camera, la notte, pregavo perché quel momento, il momento del distacco, fosse il più lontano possibile. Per me, sarebbe stato come perdere un padre, di nuovo.
Lord Barrington si era occupato di me, della mia educazione, mi aveva dato una casa, una vita agiata. Aveva eseguito le volontà del mio padre biologico, quello che non avevo conosciuto e che se n'era andato prima che potessi fare qualcosa per incontrarlo.
Mio fratello Arthur continuava a scrivermi e premeva perché accettassi di incontrarlo. Desiderava venire a trovarmi, ma io rimandavo, rispondendogli che le condizioni di Lord Barrington erano critiche e che non se la sentiva di ricevere visite.
Stavo facendo come Sua Grazia mi aveva suggerito: cercavo di tenere Arthur a distanza, di non dargli corda, sperando che si stancasse e iniziasse a corteggiare un'altra donna.
Peter non stava affatto bene. Di nuovo. La notte, mi svegliavo sentendolo urlare. Gli incubi erano ricominciati. Dopo cena, gli chiedevo che cosa avesse sognato, ma si rifiutava di rispondere.
Tentavo di scoprire che cosa lo avesse traumatizzato tanto durante la guerra, ma era tutto inutile, non voleva parlarmene. Era molto silenzioso. Mi ascoltava, ma commentava poco ciò che avevo da dirgli.
Gli spiriti venivano a trovarmi. Una notte, ebbi la chiara sensazione che qualcuno si sdraiasse di fianco a me, sul letto. Mi voltai e sentii alitare sul mio viso. Quando aprii gli occhi, illudendomi che si trattasse di Peter, non vidi nulla.
Capii che un'entità mi aveva cercata, ma non sapevo spiegarmi per quale ragione. Il mio spirito guida, in sogno, mi disse che i miei canali si stavano aprendo. Forse, la iolite che mi aveva regalato Weronika contribuiva a quel potenziamento delle mie doti medianiche.
Ci furono alcune giornate spensierate. Io e Peter organizzammo una gita al lago con Edward e Annabelle, che avevano cominciato a scriversi lunghissime lettere, dopo il viaggio a Londra.
Era la prima volta che Peter mi vedeva così poco coperta, in costume. Mi sentivo vulnerabile. Quel giorno, rise e scherzò con leggerezza, come se avesse recuperato serenità e buonumore.
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Era così bello quando rideva! Mi era mancata la sua risata argentina. Dopo una settimana, ci inoltrammo nel folto del bosco per una passeggiata. Il lupo ci seguiva. Annabelle ed Edward si allontanarono, ma riuscimmo a scorgerli, tra gli alberi secolari, mentre si tenevano teneramente per mano.