CAPITOLO LV

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Mi resi conto, per la seconda volta, che le parole che avevo pronunciato durante l'incontro con gli ospiti di Weronika mi erano state suggerite. Io non sapevo, fino a quel momento, che quella alla quale avevo risposto fosse una chiamata al Risveglio.

Ero certa che fossero state le mie guide spirituali a rivelarmelo. Dunque, mi meravigliai io stessa, il mio compito era quello di aiutare gli altri a risvegliarsi e a imparare a comunicare con l'Oltre.

Mi sentivo onorata da una tale missione. Andai a letto pacificata, quella sera, serena, convinta di essere sul sentiero giusto.

Quella notte, sognai di essere in un ambiente avveniristico. C'ero già stata, sembrava una società del futuro, un futuro molto lontano. Ero una bellissima donna, alta e slanciata e portavo lunghissimi capelli color platino.

Svolgevo un ruolo importante, di responsabilità, eppure, era come se fossi costretta a ricoprirlo

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Svolgevo un ruolo importante, di responsabilità, eppure, era come se fossi costretta a ricoprirlo. Non ero felice, non ero in pace. C'era qualcuno al mio fianco. Un uomo molto avvenente, probabilmente, un mio superiore.

Io sapevo di amarlo. Lui svolgeva un ruolo di aiutante, sebbene fosse coinvolto nell'attività che ero chiamata a svolgere. Lui era come me. Questo lo avvertivo con chiarezza.

Mi svegliai prima di riuscire a capire di più. Avevo già sognato quello scenario e quell'uomo. Non ne ero ancora venuta a capo. Non riuscivo a spiegarmi il senso di quella visione onirica.

Che cosa voleva comunicarmi? Perché continuavo a sognare quella situazione? Era il mio futuro quello che visualizzavo? Qualora lo fosse stato, ci sarebbe stato da allarmarsi: non ero libera.

Cercai di scacciare questo pensiero, sebbene sapessi che avrei dovuto rifletterci con calma, magari in meditazione. Fui aiutata a vestirmi e scesi a colazione, dove Fiona mi attendeva già.

- Ieri è stata davvero una bella serata! – esordì Fiona, rievocando la seduta a casa di Weronika.

- Sì, lo è stata sul serio! – risposi, soddisfatta.

- La gente ti apprezza molto, Gardenia. – aggiunse, con dolcezza.

- Grazie, Fiona, ma non faccio nulla di speciale. – risposi, modesta.

- Quello che fai aiuta gli altri. – mi rammentò, sorridendomi compiaciuta.

- E' arrivata una lettera per te! – mi annunciò, allegra.

Lessi sulla busta il nome di Annabelle. Corsi a leggerla, felice. Mi annunciava il suo arrivo a Londra in compagnia di Edward. Non riuscivo a crederci. Non stavo in me dalla gioia.

Tornai da Fiona per comunicarle la bella notizia:

- Lo sapevo, ma non ho potuto dirti nulla, mi era stato vietato. Doveva essere una sorpresa. Annabelle alloggerà qui, mentre Edward si sistemerà da Peter. – mi spiegò.

- E' magnifico! – esclamai, saltellando come una bambina.

Mi chiesi se quel viaggio volesse ufficializzare il legame tra Annabelle e Edward. Lo avrei scoperto presto. Sarebbero arrivati da lì a poco. Ero contenta di rivedere entrambi. Ero molto affezionata a Edward, ma non lo incontravo da tempo, ormai.

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