CAPITOLO XLVII

51 13 34
                                        

Andai a cercare le piante medicinali in grado di curare la tosse. Era quello il primo rimedio che il quaderno di Zelda presentava sulle sue pagine. Camminai a lungo alla ricerca di malva e menta. Sarebbero servite alla preparazione di un infuso, che, probabilmente, sarebbe stato utile d'inverno.

 Sarebbero servite alla preparazione di un infuso, che, probabilmente, sarebbe stato utile d'inverno

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Riuscii a riempire il cestino. Poi, tornai al cottage e tentai di seguire le istruzioni vergate da Zelda. Sciacquai le piante sotto l'acqua e poi tritai tre foglie miste a fiori di malva e due foglie di menta. Portai ad ebollizione l'acqua e la versai in una tazza dove lasciai scivolare le erbe. Coprii la tazza con un piattino e lasciai in infusione. Dopo, filtrai la tisana.

Zelda consigliava di dolcificare con miele, ma non ne possedevo. Assaggiai la tisana. Era ottima, rinfrescante, anche d'estate. Ero soddisfatta del mio operato, ma molto stanca, così, di pomeriggio, mi coricai.

Sognai il mio spirito guida, sorridente, seduto sotto una quercia, nel bosco.

- Ricorda che siamo capaci di attivare l'autoguarigione, Gardenia. – mi disse.

Quel messaggio, al risveglio, mi toccò molto

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Quel messaggio, al risveglio, mi toccò molto. Non era la prima volta che mi veniva rivelato che l'essere umano è in grado di auto guarirsi, ma, a causa del livello spirituale ancora basso, non è capace di attivare le sue risorse riparatrici.

Eppure, sentirmelo ripetere mi diede forza: se volevo aiutare gli altri a stare bene, dovevo ricordare che una tisana non sarebbe bastata, l'insegnamento spirituale era molto importante.

Questo, forse, Zelda non lo sapeva, anche se non ne ero sicura: Deirdre non mi aveva mai raccontato che cosa le avesse insegnato a riguardo.

Quella sera, venne a trovarmi Annabelle. Mi portò una focaccia e la mangiammo insieme per cena. Le raccontai della mia scoperta recente e dei miei tentativi di recuperare gli insegnamenti di Zelda e di Weronika. Ne fu entusiasta.

- Ho sempre pensato che, prima o poi, avresti messo le tue capacità al servizio degli altri. – mi disse, sorridendo.

- Credo sia questa la strada. – confermai.

- Cosa intendi fare con Peter? – mi chiese, timidamente.

- Non lo so, penso che non sia ancora al corrente del mio allontanamento. – le risposi, rabbuiandomi.

GardeniaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora