CAPITOLO LIV

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Quella mattina, mi destai all'alba. Ero piena di energia, la sentivo scorrere, la visualizzavo, si trattava di un flusso multicolore, scintillante e vibrante. Mi lavai il viso con l'acqua fresca e lo detersi con l'acqua di rose.

Non attesi che la mia cameriera personale mi raggiungesse per aiutarmi a vestirmi. Del resto, non ne avevo mai avuto necessità. Indossai un abito leggero e corsi giù in sala da pranzo. Ero affamata, di cibo e di vita.

Fiona doveva avermi sentita ed era scesa dabbasso ancora in vestaglia.

- Cara Gardenia, come sei mattiniera, oggi! – esclamò, sorpresa, mentre annodava la vestaglia alla vita.

- Mi sono svegliata fresca e riposata, con una grande vitalità. – le spiegai, sorridendo, mentre addentavo un sandwich tostato e imburrato. Fiona mi versò del tè bollente nella tazza decorata da piccoli fiori azzurri.

A un tratto, udimmo il rombo di un motore e un clacson strombazzare proprio davanti alla porta di casa.

- Che villani! E' ancora così presto! – commentò, infastidita Fiona, guardando l'orologio a pendolo.

Il clacson, incurante del disturbo della quiete pubblica, riprese a suonare. Fiona, inarcando le sopracciglia sottili, si diresse verso la finestra e scostò le tendine. La vidi portare le mani alla bocca, trattenendo una risata.

- Chi è? – chiesi, curiosa, avvicinandomi al davanzale.

- Guarda! – mi esortò Fiona, indicando un punto fuori dalla finestra. Una splendida automobile nera, nuova, fiammante, era parcheggiata di fronte all'uscio di casa e alla guida c'era Peter.

- Non posso crederci... - riuscii a dire, prima di fiondarmi verso la porta d'ingresso.

- Peter! Ma che sorpresa! E' tua? – gli chiesi, incredula e divertita.

- Proprio così, Lady Gardenia! – esclamò lui, raggiante, facendomi l'inchino.

- Ma è meravigliosa! – esclamai, ridendo, mentre Peter mi faceva fare la giravolta per strada.

- Credo valesse la pena annunciarlo a tutto il vicinato. – commentò Peter, riferendosi al suono del clacson.

 – commentò Peter, riferendosi al suono del clacson

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- Volevo farti una sorpresa. L'ho acquistata ieri. – aggiunse, orgoglioso.

- Che aspetti? Monta su! – mi incitò, allegro.

- Adesso? – gli chiesi, sbalordita.

- E quando, se no? – ribatté lui, impaziente di avviare il motore.

Mi accomodai, lisciandomi la gonna. Peter mise in moto e io avvertii una fitta di paura. L'auto era scoperta e sentivo la brezza fresca del mattino sul viso.

- Com'è piacevole, Peter! – esclamai, deliziata.

- Dove stiamo andando? – gli domandai, poi, curiosa.

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