CAPITOLO LXII

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Dopo qualche giorno, Peter mi annunciò che sarebbe venuto a prendermi per portarmi a palazzo Barrington, da sua madre. Aveva già parlato con lei, per annunciarle il nostro matrimonio, e Lady Elizabeth desiderava rivedermi.

- Ha espresso il desiderio di chiarirsi con te. – mi spiegò Peter.

Io avevo lo stomaco in subbuglio. Temevo quel momento, lo avevo sempre temuto. Naturalmente, acconsentii, seppure riluttante. Così, un sabato mattina, in ghingheri, montai sull'automobile di Peter, diretta alla mia vecchia dimora.

L'aria si era molto rinfrescata, le foglie cadevano dagli alberi e la luce era cambiata. L'autunno si era impossessato della campagna e ci offriva in dono i suoi colori accesi. Anche i miei capelli mandavano bagliori rosso fiamma.

Quando varcammo l'imponente cancello in ferro battuto di palazzo Barrington, il mio cuore mancò un battito. Mi sentivo tremare le gambe. Una parte di me avrebbe voluto trovarsi altrove.

Venne ad aprirci Mr. Miles, compìto come sempre, nella sua divisa scura da maggiordomo.

- Lady Barrington vi attende nel salotto giallo. – ci annunciò, schiarendosi la voce.

Quando facemmo ingresso nella sala, vidi una donna minuscola, vestita di scuro, rattrappita su un divano rivestito di seta color canarino. Provai subito compassione per lei.

- Benvenuti, miei cari. – disse, tendendo la mano ossuta al figlio e poi anche a me.

- Sono lieta di avervi qui. – aggiunse, abbozzando un sorriso tirato e poco naturale.

- Piacere mio, Lady Elizabeth. – risposi, con la voce malferma.

- E così vi sposerete. – commentò la notizia, come se l'avesse appena ricevuta.

- Sono contenta per voi. – proseguì, con aria stanca, prima che potessi dire qualcosa.

- So che abbiamo avuto dei dissidi, in passato, Gardenia, ma, vedi, era necessario che fossi severa con te, per garantirti la migliore educazione possibile. – ammise, senza ammettere repliche da parte mia.

- Tua madre sarebbe contenta di questo matrimonio. – osservò, inaspettatamente, trafiggendomi il petto.

- Conoscevate mia madre? – le domandai, col fiato sospeso

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- Conoscevate mia madre? – le domandai, col fiato sospeso.

- Sì, la conoscevo. Devo ammettere che, all'inizio, non avevo una grande opinione di lei. Ma ho apprezzato che si sia fatta da parte per tutelare la pace di tuo padre. – rispose.

Rimasi interdetta.

- Non avete pensato che le fu tolta la possibilità di allevarmi? – domandai, con voce stridula.

- Tuo padre avrebbe vegliato su di te. Lui ti avrebbe garantito un avvenire prospero. Era un grand'uomo, un degno amico di mio marito. – replicò, senza battere ciglio.

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