CAPITOLO LXVI

21 4 22
                                        

Quei mesi trascorsero in un battibaleno. Mi ritrovai alla settimana precedente alle nozze senza rendermene conto. Annabelle arrivò con Edward e alloggiò da Fiona, come le altre volte.

Mi accompagnò all'ultima prova dell'abito. Non mi aveva ancora vista indossarlo. Quando uscii fuori dal camerino, la mia amica scoppiò in lacrime.

- Oh, Gardenia! Sei bellissima! – riuscì a esclamare tra un singhiozzo e l'altro. Anche Fiona aveva gli occhi lucidi. Guardandomi nello specchio dell'atelier, finii per commuovermi anch'io.

Nel pomeriggio, venne a trovarci Weronika per un tè. Quando apparve nella sua pelliccia di visone, restammo senza fiato. Sembrava la Regina delle nevi. Fiona la fece accomodare in salotto e fece servire la torta alle carote.

 Fiona la fece accomodare in salotto e fece servire la torta alle carote

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

- Cara Gardenia, il momento è giunto. Tu e la tua fiamma gemella vi siete ricongiunte. Avete superato numerose prove e vi siete riconosciute. Avete attivato un percorso di crescita spirituale, come desideravate per questa incarnazione. – disse, solennemente.

- Saremo felici, non è vero? – chiesi, desiderosa di conferme. Ero tanto felice, infatti, da temere che quella felicità svanisse troppo presto.

- Nessuno dovrebbe conoscere il proprio futuro, lo sai. – rispose Weronika.

Questa risposta mi impensierì non poco. Perché non rassicurarmi, mi chiesi. Che cosa vedeva Lady Zymborskwa nel mio futuro con Peter?

- Né io né le guide possiamo influenzare il vostro cammino. – specificò Weronika, leggendo la mia preoccupazione sul mio viso.

Questo lo sapevo, era vero, mi era stato ripetuto molte volte dai miei maestri spirituali. Il futuro, o meglio, uno squarcio sul futuro, ci viene mostrato solamente in circostanze eccezionali, esclusivamente se necessario alla nostra evoluzione.

Quando siamo disperati, ad esempio, e non vediamo più la luce, è possibile che siamo benedetti da una visione che ci porti speranza e pace, che ci riconsegni la voglia di vivere.

Io non ero in quella condizione in quel momento: avevo tutto ciò che desideravo, traboccavo di gioia, non ero meritevole di una sbirciatina oltre la cortina del tempo. Eppure, sentivo la necessità di essere tranquillizzata.

Quella notte sognai di trovarmi in una città che scintillava come cristallo di rocca. Sedevo in una grande sala, dalle vetrate lo sguardo si estendeva fino all'orizzonte tinto dai colori dell'arcobaleno.

Non era uno scenario terrestre. Tutto era luce, gioia, amore. Accanto a me sedeva Peter. O meglio, sapevo che si trattava di Peter, ma aveva un aspetto diverso. I capelli erano biondi e gli occhi ancora più azzurri, di un azzurro innaturale.

Risplendeva, era come trasfigurato. Stavamo progettando qualcosa. Eravamo d'accordo. Dovevamo essere insieme, era la condizione posta da me.

 Dovevamo essere insieme, era la condizione posta da me

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
GardeniaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora