CAPITOLO LII

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Non avrei saputo dire da dove provenisse tanta saggezza. Non avevo mai pensato prima di quella sera le cose che avevo detto agli invitati di Weronika in merito alla guarigione spirituale.

Di certo, avevo canalizzato: i miei maestri avevano preso parola al posto mio. Contrariamente a quanto temuto, mi ero sentita a mio agio, centrata, serena, durante l'esposizione. Non mi ero imbarazzata.

Gli ospiti avevano reagito bene alle mie rivelazioni, sebbene alcuni avessero l'aria di non comprendere appieno le mie parole. Era naturale, erano concetti mai divulgati prima, inediti, difficili da fare propri a quell'epoca.

Ero contenta, avevo scoperto, grazie a Weronika, che mi piaceva condividere gli insegnamenti che avevo ricevuto dalle altre dimensioni con persone interessate a questi temi.

In passato, mi ero aperta soltanto con pochissime persone. La prima era stata Annabelle, l'unica che non aveva mai messo in dubbio le mie parole. La ricordavo assorbire i miei racconti con gli occhi sgranati e la bocca semiaperta, da ragazzina.

Annabelle mi mancava, così, le scrissi una lunga lettera che conteneva il resoconto dei miei primi giorni londinesi. Mi chiedevo come procedesse il suo rapporto con Edward.

Il giovedì successivo, giunsi a casa di Weronika molto più rilassata e sicura di me. Il gruppo era più ristretto rispetto alla riunione precedente.

- Oggi, ascolteremo le vostre domande e tenteremo di fornirvi risposte adeguate. – annunciò la padrona di casa, sorridente, come sempre.

Prese la parola una donna minuta, dai capelli biondo cenere:

- Soffro da anni di un dolore acuto alla scapola destra e non riesco a liberarmene. Ho incontrato molti medici e nessuno di loro è stato in grado di risolvere il problema. Potete aiutarmi? – domandò, con la voce incrinata.

 Potete aiutarmi? – domandò, con la voce incrinata

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- Forse, la vostra è una ferita karmica. Potreste aver subìto un trauma fisico in un'esistenza precedente e avvertire ancora quell'antico dolore. – rispose Weronika.

- Come posso liberarmene? – chiese ancora la donna.

- Fisseremo un incontro privato. Vi condurrò indietro nel tempo e scopriremo che cosa vi è accaduto nel passato remoto. – spiegò Weronika.

Subito dopo, una donna anziana si fece avanti:

- Ho perduto il mio amato marito un anno fa. Mi manca terribilmente e vorrei tanto mettermi in contatto con lui. E' possibile? – chiese, con le lacrime agli occhi.

 E' possibile? – chiese, con le lacrime agli occhi

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