La vigilia di Natale del 1899, nelle Cotswolds, in Gran Bretagna, qualcuno depone una cesta di fronte alla porta del cottage di un'umile sarta, Deirdre. La cesta contiene una neonata che la donna decide di allevare e di chiamare Gardenia. La piccola...
Arrivai a casa di Fiona che era già buio. Lei mi attendeva davanti alla porta e non appena mi vide, mi abbracciò.
- Cara Gardenia, sono così felice che tu sia qui! – esclamò, commossa.
Mi prese per mano e mi condusse in sala da pranzo, dove mi fece servire una zuppa.
- Ho talmente tanti progetti per te! – mi disse, allegra come una bambina.
- In primo luogo, domani andremo a trovare Weronika. Quando ha saputo del tuo arrivo, mi ha chiesto di incontrarti. – mi annunciò.
Ne fui lieta. Desideravo vederla. Chissà cosa aveva da dirmi. Forse, avrebbe fugato i miei dubbi circa la decisione di trasferirmi nella capitale.
- Adesso, però, devi riposare. Sarai stanca, dopo un viaggio così lungo. – osservò, accompagnandomi nella mia camera.
Sulla scrivania a muro, trovai un mazzo di rose rosse in un vaso.
- Quelle te le ha mandate Peter. – mi rivelò Fiona, con aria complice.
Mi emozionai molto. Il profumo delle rose era forte, inebriava la mia anima. Era proprio una bella sorpresa.
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- Angie domattina ti aiuterà a sistemare il tuo guardaroba. Buonanotte. – si congedò Fiona.
Non riuscivo a credere a quanto stava accadendo nella mia vita. Peter con quei fiori mi dichiarava il suo amore. Io stavo iniziando una nuova vita nella capitale inglese. Il mio cuore traboccava di gioia.
Il mattino successivo, Angie mi svegliò per aiutarmi a vestirmi. Scesi dabbasso serena e riposata. Fiona aveva fatto preparare una deliziosa colazione, a base di tè, panini dolci all'uvetta, burro e marmellata.
- Vuoi viziarmi. – commentai, di fronte a quel ben di Dio.
- Desidero che tu ti senta a casa tua. – rispose la mia amata ospite.
- Grazie infinite, Fiona, per tutto ciò che stai facendo per me. – le dissi.
- Lo faccio con piacere. – rispose, sorridendo.
- Angie si sta occupando di riporre i tuoi abiti nell'armadio. Noi due possiamo andare a fare una bella passeggiata nel parco, che ne dici? – mi propose, con gli occhi ridenti.
- Non c'è nulla che gradirei di più. – dichiarai.
Trai viali di Hyde Park, camminando a braccetto con Fiona, raccontai delle mie recenti scoperte, appassionandomi sempre più all'argomento.
- Hai davvero imparato a preparare delle tisane curative? – mi chiese Fiona, sbalordita.
- Sì, ma ho ancora molto da apprendere. Il mio spirito guida, però, mi ha ricordato che ciascuno di noi è in grado di attivare l'autoguarigione. – le svelai.
- L'autoguarigione? – mi domandò, non riuscendo a comprendere.
- Sì, il nostro corpo è in grado di guarirsi da solo. Dobbiamo solo imparare a connetterci all'energia cosmica e possiamo farlo attraverso la meditazione. – le spiegai.