Mi sveglio sudatissima, effetto febbre. In questo caso non può che non essere un fattore positivo, vuol dire che il corpo sta reagendo bene e sta facendo calare la temperatura.
L'effetto anestetizzante delle medicine non mi fa più percepire quella sensazione di torpore. Guardo l'orologio e sono le ventidue, ho dormito circa quattro ore. Il concerto sicuramente non finirà prima di un'altra ora, se non più.
Mi stiracchio stanca, i dolori muscolari non si fanno più sentire. La prima cosa che mi passa per la testa è chiamare Megan, aspettandomi qualunque tipo di notizia. Il telefono suona, ma lei non risponde. Come non darle torto, probabilmente starà ascoltando il concerto dalla tribuna, impossibile sentire il telefono squillare. In compenso poco dopo mi arriva una chiamata, ma non da chi speravo.
"Pronto?" mi schiarisco la voce ancora rauca.
"Mi spieghi quegli articoli su internet?" il tono severo e arrabbiato di Cooper mi fa sentire confusa.
"Ciao anche a te." rispondo ironica. "Di che parli? Quali articoli?"
Lo sento sbuffare scocciato. "Gli articoli che parlano di una nuova storia tra Belinda e Ginoble! Perché ci sono?!"
Mi sento sprofondare. "Non sapevo ci fossero, tra loro non è successo nulla!" rispondo nervosa.
"Tienili d'occhio. E ammesso pure, nessuno deve sapere di loro. Ci teniamo ad avere l'esclusiva delle notizie qui, soprattutto visto che abbiamo ben due infiltrate che lavorano per noi affinché tutto ciò accada!" il suo tono è furioso, e io non so cosa dire in mia difesa.
"Ma..."
"Niente scuse. Contiamo su di voi. Altrimenti ve ne tornate subito a casa e pubblichiamo una volta per tutte questa storia, che si sta prolungando troppo. Chiaro?"
Prendo un respiro profondo. "Si..." bisbiglio, quasi mortificata, e lui chiude la chiamata senza aggiungere altro.
Prendo il computer e mi metto subito al lavoro, fremendo dalla voglia di saperne di più su questi articoli.
'Belinda e Gianluca Ginoble di nuovo insieme?', "Video dell'esibizione de Il Volo con Belinda", "Il baritono de Il Volo ancora innamorato di Belinda?"
Questi titoli mi rimbombano nella testa. Sbuffo stanca e chiudo lo schermo del computer. Questa situazione mi sta davvero stremando. Da un lato non vedo l'ora che finisca tutto quanto, dall'altra non voglio, naturalmente.
Gli occhi mi bruciano, il mio cuore mi prega di smetterla di torturarmi così. Mi rimetto a letto, ancora stanca, addormentandomi poco dopo, ma non facendo sogni tranquilli.
[...]
"Buongiorno." mi stiracchio assonnata, quasi inghiottita dalla felpa di Gianluca, quella grigia che adoro tanto. Quella della sera a Roseto, quella della nostra prima volta, quella che continua ad odorare di lui. Per la prima volta sono la ritardataria di turno, e appena mi notano tutti quanti mi rivolgono un bel sorriso, seduti a tavola per la colazione. Un sorriso bello, sincero. Felici di vedermi di nuovo in piedi dopo una brutta influenza, di cui naturalmente porto ancora i postumi dopo nemmeno ventiquattro ore.
"Bentornata nel mondo dei vivi! Come va?" mi chiede Piero.
"Abbastanza bene, ho preso un'altra tachipirina." rispondo. "Ma comunque non mi è ancora passata. Stamattina avevo il naso tappato e la gola irritata."
Tutti si guardano tra loto preoccupati. Più preoccupati per loro, mi sa. "Già, fate bene a starmi lontano!" rido, non appena li vedo scalare di un posto.
Gianluca si siede accanto a me, incurante della mia influenza. "Gian, potrei infettarti..." sussurro, preoccupata per lui.
Mi schiocca un bacio sulla guancia. "Non mi importa."
"Ma a me sì!" sorrido, allontanandolo scherzosamente con una spinta.
"Gianluco è stato tutta la notte a guardarti, cara Emma." mi comunica Ignazio dall'altra parte del tavolo, facendomi arrossire e guadagnandomi sguardi interrogativi e sorrisetti maliziosi da parte dei presenti.
Sospira, aspetto che dica qualcosa in sua difesa. "Ragazzi, vi devo dire una cosa."
Il cuore batte più veloce, sembra serio. Lo guardo confusa, non sapendo cosa stia per comunicare ai presenti, compresa Belinda.
Mi guarda cercando il mio sguardo. Sembra quasi parlarmi. Sembra timoroso, per poi annuirmi leggermente per tranquillizzarmi.
"Io ed Emma stiamo insieme."
Silenzio. Silenzio tombale. Piero, Ignazio e Meg tengono lo sguardo basso, facendo finta di nulla. Melissa sembra stupita, negli occhi di Belinda leggo disgusto. Si alza e va via. Lui non la raggiunge. Sembra quasi pentito. Melissa guarda entrambi e non aggiunge nulla.
"...Che bello!" esordisce Megan, spezzando quel silenzio imbarazzante. "...nah, lo sapevo già." - conclude, con una piccola risata, per poi tornare a smanettare sul suo cellulare.
"Perché l'hai fatto?" gli chiedo senza mezzi termini.
"Volevo mettere in chiaro le cose una volta per tutte, almeno tra noi. Tutto qui."
"È successo qualcosa?" gli chiedo seria.
Scrolla le spalle, ma non mi guarda. - "No, nulla."
"Perché ha reagito così, allora?"
"Emma, ma che ne so! Non sono Belinda, chiedilo a lei!" alza il tono della voce, sorprendendomi. Solo dopo si rende conto di ciò che ha detto.
Sbuffa stanco. "Amore senti, io..."
Non dò spazio alle sue scuse. Mi alzo e me ne vado, fulminandolo prima con lo sguardo. Non mi rincorre sta volta. Oggi no.
"Ma che combini?" gli chiede Piero, innervosito anche lui.
Lui non gli risponde, e si alza da tavola.
"Gianlù, spero che tu non abbia fatto e non faccia cazzate!" gli urla Ignazio da tavola, quando ormai il suono della sua voce è troppo lontano da Gianluca.
[...]
Le auto colorate che sfrecciano giù in strada sembrano pari alla dimensione delle formiche viste da qui. Il sole illumina parte del vialone, facendo sembrare più sgargianti e allegri i colori. Osservo passiva i movimenti di questa città che stiamo per lasciare una volta per tutte. Una città bella, ma che non mi rievocherà bei ricordi purtroppo. Penso che il Messico in generale, non sarà un ricordo assai piacevole.
La porta bussa e mi chiedo chi possa essere. Margherita, Piero, Ignazio, o magari Gianluca... mi aspetto solo loro. Con mia grande sorpresa una coda di cavallo bionda e un paio di occhioni azzurri compaiono davanti a me.
"Posso entrare?"
"Prego." la faccio accomodare nella mia piccola stanza. Mi risiedo alla mia poltrona e riprendo ad osservare il paesaggio della grande metropoli.
"Posso unirmi a te?" la sua voce acuta ma che mi provoca quasi tenerezza richiama la mia attenzione. Annuisco.
Prende una sedia e si siede accanto a me. Sta in silenzio per minuti interi. Amo questa pace.
"Tu e Gianluca vi amate?" mi interrompe con una domanda così scontata che mi verrebbe voglia di riderle in faccia.
"Io sì, e tanto. Lui... certe volte non ne sono poi così sicura."
"Mhm." risponde perplessa. "Senti, Emma... sono qui perché devo parlarti di una cosa." la sua voce si fa più tremolante, riesco a percepire la sua paura e il suo timore.
"Dimmi tutto."
Mi guarda negli occhi, per poi rivolgermi un sorriso compassionevole.
"Ieri sera, prima del concerto... ho visto una cosa."
Note dell'autrice: sono maligna, lo so. Che avrà visto Melissa? Come reagirà Emma? Cosa sarà successo davvero?
Mi piace mettervi l'ansia, eheheh. Vi lascio con questo dubbio.
Al prossimo capitolo!
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Photograph || Il Volo
Fanfiction"[...] E poi, alla fine, sì, mi sono innamorata. Mi sono follemente innamorata di una persona che non avrei mai pensato di poter amare. E sai come l'ho capito? Da quando vidi che in quegli occhi verdi ci ritrovavo me stessa. In quegli occhi ho ritro...
