Uscito dalla palestra, Max si era spostato verso un'altra zona del principato per sbrigare alcune commissioni. Aveva poi telefonato Kelly per chiederle dove preferisse pranzare, ma a quanto pare la ragazza era ancora impegnata con delle amiche e, probabilmente, si sarebbe trattenuta a pranzare con loro. "Ok love, nessun problema. Sento Daniel a questo punto. Divertiti e salutami le ragazze, ci vediamo più tardi", le aveva detto alla fine.
Daniel era a casa, in veranda. A braccia conserte e poggiato col fianco al parapetto osservava il mare in lontananza, quando una suoneria lo distoglie dai propri pensieri. Tira fuori il cellulare dalla tasca e legge il nome sul display. "Ehi, buddy. Che succede?". "Hai già pranzato?" gli chiede Max. Daniel allontana il cellulare dall'orecchio per leggere l'ora sullo schermo. "Non ancora, perché?". "Allora preparati, dieci minuti e sono da te. Ti passo a prendere e mangiamo a casa mia". Daniel, seppur confuso, sorride scuotendo la testa. "Sei sexy quando sei così assertivo, lo sai?" lo prende in giro. "Allora vuol dire che sono sempre sexy", sta al gioco Max. "Dai. Non perdere tempo, idiota", ride poi riagganciando.
Daniel abbassa il parasole per farsi ombra e darsi un'occhiata allo specchietto. "Perché mangiamo a casa tua? Non conviene fermarci in qualche ristorante?" chiede. "Ho assunto da poco uno chef privato", rivela il due volte campione del mondo. La faccia di Daniel la dice lunga. "Aah, la fortuna di essere Max Verstappen". "Fortuna un corno. Ce lo siamo guadagnato tutto quello che abbiamo, amico. Tu quanto me", dice lanciandogli un'occhiata prima di riportare gli occhi sulla strada. "E se fossi rimasto in RedBull magari a quest'ora avresti anche tu uno chef privato", aggiunge senza peli sulla lingua mentre sterza per entrare nel garage. "Ouch!" esclama Daniel portandosi una mano al cuore, facendo del suo meglio per mettere su un'espressione ferita. "Comunque, per la cronaca, posso permettermelo uno chef privato", dice scendendo dalla macchina. "È solo che non ci ho mai pensato".
Quando entrano Max da voce. "Sebastian, sono io". Un uomo mingherlino e di media statura con indosso un lungo grembiule nero esce dalla cucina. "Salve signor Verstappen", dice educatamente, per poi salutare con un sorriso ed un cenno del capo Daniel. "È tutto pronto". "Perfetto, grazie mille. Quando vuoi vai pure". L'uomo annuisce per poi scomparire di nuovo nella cucina. "Sembra molto professionale", commenta Daniel mentre segue Max nel soggiorno. "Lo è". Max, si sa, è un uomo di poche parole. "Senti, mi faccio un'altra doccia veloce. Ho sudato più stando in giro per la città che durante l'allenamento di stamattina". Daniel sorride alle parole colorite che l'olandese aveva aggiunto poco dopo. Nell'attesa si accomoda sul divano e sfoglia distrattamente una rivista. Non passa molto prima che senta la porta d'entrata aprirsi e poi richiudersi: Sebastian aveva lasciato l'appartamento.
Quando esce dal bagno Max trova Daniel in cucina. "Ora ho capito perché non mi era mai passata per la mente l'idea di assumere uno chef personale". Max guarda l'amico con espressione interrogativa mentre si versa un bicchiere d'acqua. "Assumerlo per cucinare petto di pollo e verdure..." dice indicando con la mano parte delle portate che Sebastian aveva accuratamente disposto sulla penisola. "Ehi, anche tu sei a dieta o sbaglio?". "Sì, ma non è quello il punto". Max sembra ancora confuso. "Guarda che cucina anche altro. È solo che a breve terminano le vacanze e questo significa niente più sgarri". Daniel inspira con le mani sui fianchi. Pochi secondi dopo annuisce. "E poi, con lo stipendio che ha, non ha motivo di lamentarsi. Fidati", conclude il pilota aprendo la credenza e facendo ridere Daniel. "Quasi quasi mollo la Formula1 per diventare il tuo chef personale". "Vuoi avvelenarmi, mate?" scherza Max passando piatti e bicchieri all'amico.
"Ora capisci?" dice Max pulendosi le labbra. "Se mangi fuori devi costantemente spiegare a chef e camerieri della tua dieta. Invece Sebastian è già informato di tutto. Anzi, se ci sono dei cambiamenti il nutrizionista informa direttamente lui. Io devo solo sedermi e gustare il cibo". Effettivamente, il discorso non faceva una piega. "Ma gli lasci libero accesso all'appartamento?". "Sì. Si occupa di tutto John", receptionist della struttura dove risiede il pilota. "Lo accompagna su e gli apre la porta dell'appartamento. Ovviamente viene segnato orario d'entrata e d'uscita. In più, lo sai, l'intero edificio è fornito di telecamere", spiega Max. "Ad esempio, ce n'è una direzionata proprio sull'ingresso". Daniel annuisce alle informazioni terminando il suo pasto.
Max si mordicchia le labbra e serra i pugni sul tavolo. Inspira profondamente e, prendendo coraggio e cercando di risultare il più spontaneo possibile, coglie la palla al balzo per intavolare l'argomento scottante. "Tu non hai telecamere fuori il tuo appartamento?". Daniel alza lo sguardo sull'amico sollevando le sopracciglia. "Sì", risponde masticando l'ultimo boccone. "Ce ne sono diverse. Monaco è sicura come città, ma meglio avere un occhio di riguardo in più". Max annuisce passandosi un dito sulla fronte. "Esatto, quello che penso anch'io. Tanto più se sei single e capita che ti porti qualche ragazza a casa...". Daniel, che stava per bere, si interrompe con la mano sospesa a mezz'aria. Dopo qualche secondo di silenzio inclina la testa mostrando un'espressione infastidita. "Quindi è per questo che siamo qui? Per parlare di quello che è successo con Mina?". Max scuote la testa evitando accuratamente lo sguardo dell'amico. Cerca di dissimulare al meglio, gesticolando. "Certo che no. Ma, dico, se vuoi parlarne..." prova a dire in evidente difficoltà, finché si lascia cadere sullo schienale della sedia aprendo le braccia. "Senti amico, non sono bravo in queste cose, ok?". Il pilota si prende un secondo per ricomporsi. "So che ci tenevi a quella ragazza e ti ho visto stamattina, in palestra. Ti sei massacrato". Daniel sospira imitando la posizione dell'olandese. "Dico solo che se vuoi parlarne, ci sono. Tutto qui. Ma se preferisci chiudere qui la questione non tirerò più fuori l'argomento". Max e Daniel si fissano negli occhi per un po' senza proferire parola, finché il secondo decide di rompere il silenzio. "Scusami se ho reagito male", inizia. "Pensavo che, visto quello che è successo, volessi farmi la paternale. Di nuovo", sottolinea le ultime parole. Max si rilassa lasciandosi sfuggire un sorriso. "Certo. Avevi tutte le ragioni per pensarlo". Daniel ride a sua volta. Con una mano accarezza il marmo freddo della tavola, poi prende a giocherellare col tovagliolo. "A proposito di stamattina. Sto pensando che Lando avrà un po' di domande da farmi". Max comprende al volo quello che intende Daniel. "Sta' tranquillo. Gli ho spiegato io la situazione". Daniel alza lo sguardo su Max. "E poi era la seconda volta che aprivamo l'argomento, se ricordi". Dopo un momento di riflessione l'australiano annuisce, accarezzandosi la fronte. "È vero. E sempre in palestra poi..." sorride. "Ha detto qualcosa?". Max scrolla le spalle. "Cosa vuoi che abbia detto. Ha compreso perfettamente. Chiunque si sarebbe potuto ritrovare in quella situazione, Daniel. E di sicuro non sei stato il primo, né l'ultimo". L'australiano tira un sospiro di sollievo nel sapere come aveva reagito Lando. Dopodiché si passa una mano sul volto: Max aveva ripetuto esattamente quello che gli aveva detto Mina. "Non è che volevo tenergliela nascosta questa faccenda, ma è successo tutto prima che lui entrasse in Formula1. In più, non è una cosa che mi piace ricordare". "Lando ha capito anche questo. Non preoccuparti". Passa qualche altro momento di silenzio. "Posso chiederti come mai hai tirato fuori questa storia con Mina?". Daniel lascia scivolare la mano sulla barba, accarezzandola. Un angolo della bocca gli si solleva nel ripercorrere i momenti passati con la psicologa. "A causa tua", rivela.
La testa di Max si inclina leggermente all'indietro, palesemente sorpreso. Daniel ride alla sua reazione. "Mina credeva di starti antipatica, così ho deciso di spiegarle che non era con lei che avevi un problema". "Ooh", esclama Max. "Ora capisco...". Era incredibile, ora Max si sentiva due volte responsabile per il loro litigio.
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Angolo dello scrittore
Nel frattempo il nostro Max ha conquistato il quarto titolo mondiale e si è anche conclusa la stagione 2024...
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Cliché // Daniel Ricciardo
FanfictionQuesta storia nasce dal desiderio di leggerezza. A volte ciò di cui si ha bisogno è la spensieratezza. La capacità di lasciarsi andare e sperare che prima o poi tutto andrà per il verso giusto. "Cliché" si propone di regalare ciò, senza cadere nella...
